31/12/2007
ULTIMO BAGNO, PENSIERI DI MEZZANOTTE

Quest’ultimo giorno sta finendo. Le sue ore, non più di 24, come al solito, si sono suddivise fra la frenesia nevrotica e bisognosa di una corsia d’ospedale e il sorriso gentile di commessi in procinto di chiudere bottega. Gli auguri impazzano, l’eleganza è in partenza per una notte memorabile. Voglia di divertirsi e non pensare.
Mi ritrovo mio malgrado contagiata. Penso che sia bello questo scambio speranzoso di future belle cose fra persone che non si conoscono. Mi ben dispone.
So cosa fare, cosa voglio fare per me, oggi. Come festeggiare, stanotte, che è l’ultima notte.
Apro i rubinetti. L’acqua scroscia con forza liberatoria. Il suo canto è meraviglioso.
Io sono una creatura d’acqua. Non importa se nuoto a malapena, se temo e rispetto il liquido elemento, se pochi mesi fa ho ingaggiato con il blu del mio mare una breve lotta, io stremata, lui insaziabile, da amanti dissonanti. Non importa tutto questo, l’acqua è e resta il mio elemento.
La vasca del mio bagno non è il mare, eppure è quello che mi serve ora.
Io sono una creatura d’acqua. Non importa se nuoto a malapena, se temo e rispetto il liquido elemento, se pochi mesi fa ho ingaggiato con il blu del mio mare una breve lotta, io stremata, lui insaziabile, da amanti dissonanti. Non importa tutto questo, l’acqua è e resta il mio elemento.
La vasca del mio bagno non è il mare, eppure è quello che mi serve ora.
Là fuori già si sentono i botti. L’odore di bruciato penetra in casa, avvolge i muri e ogni altro suppellettile, me compresa.
Acqua bollente.
Schiuma.
Abbondo con la schiuma. È profumata e lascivamente morbida, apre un angolo di paradiso. Il suo buon odore copre quello acre della polvere da sparo.
Vapore. Nebbia in valpadana…. Non si vede più nulla.
Oblio?...
Schiuma.
Abbondo con la schiuma. È profumata e lascivamente morbida, apre un angolo di paradiso. Il suo buon odore copre quello acre della polvere da sparo.
Vapore. Nebbia in valpadana…. Non si vede più nulla.
Oblio?...
Via gli indumenti, tutti.
La nebbia mi avvolge ed è calda. Mi sento libera. Mi sento bella, e che lo sia o meno è di secondaria importanza. Anzi, direi che non ne ha alcuna.
Senza la mortificante prigione del vestiario il corpo respira, si rilassa, rivela armonie e imperfezioni. Sorride. Tutto sorride, gli auguri della gente stanno galleggiando attorno a me.
La nebbia mi avvolge ed è calda. Mi sento libera. Mi sento bella, e che lo sia o meno è di secondaria importanza. Anzi, direi che non ne ha alcuna.
Senza la mortificante prigione del vestiario il corpo respira, si rilassa, rivela armonie e imperfezioni. Sorride. Tutto sorride, gli auguri della gente stanno galleggiando attorno a me.
Insieme ai vestiti mi spoglio del vecchio anno.
È passato di moda, ormai, e qui non si scherza, è obbligatorio stare al passo e procurarsene uno nuovo. E la novità è sempre una festa.
È passato di moda, ormai, e qui non si scherza, è obbligatorio stare al passo e procurarsene uno nuovo. E la novità è sempre una festa.
M’immergo.
Prima un piede, dentro e fuori dall’acqua. Poi tutto il resto.
La pelle si scotta, arrossisce al limite dell’ustione. La schiuma mi protegge, mi avvolge, lenisce l’eritema. Ha un profumo inebriante, sa di fiori. In pieno inverno chiudi gli occhi, fai un bagno caldo e ti ritrovi in un incantevole giardino odoroso. È una magia.
Prima un piede, dentro e fuori dall’acqua. Poi tutto il resto.
La pelle si scotta, arrossisce al limite dell’ustione. La schiuma mi protegge, mi avvolge, lenisce l’eritema. Ha un profumo inebriante, sa di fiori. In pieno inverno chiudi gli occhi, fai un bagno caldo e ti ritrovi in un incantevole giardino odoroso. È una magia.
L’olfatto è un organo di senso importante.
E se il mondo fosse senza odori?...
D’accordo, non ci sarebbero puzze, nemmeno quelle sotto il naso di certi schizzinosi, e anche questa invasione violenta di polvere da sparo non esisterebbe. Ma senza profumi… che tristezza!
E che parte avrebbe allora il richiamo dei ferormoni? L’attrazione verso il possibile partner ha un odore che non c’è, per lo meno non è percepibile consciamente. Però esiste. E’ un odore, un composto chimico volatile che attraverso un naso inconsapevole raggiunge cuore e cervello. E gli organi del piacere. Se non esistessero gli aromi… mi chiedo se vivrebbero ugualmente l’innamoramento, il colpo di fulmine, la voglia pazza d’amore.
E se il mondo fosse senza odori?...
D’accordo, non ci sarebbero puzze, nemmeno quelle sotto il naso di certi schizzinosi, e anche questa invasione violenta di polvere da sparo non esisterebbe. Ma senza profumi… che tristezza!
E che parte avrebbe allora il richiamo dei ferormoni? L’attrazione verso il possibile partner ha un odore che non c’è, per lo meno non è percepibile consciamente. Però esiste. E’ un odore, un composto chimico volatile che attraverso un naso inconsapevole raggiunge cuore e cervello. E gli organi del piacere. Se non esistessero gli aromi… mi chiedo se vivrebbero ugualmente l’innamoramento, il colpo di fulmine, la voglia pazza d’amore.
Facciamo che è meglio che ci siano, gli odori.
Il floreale effluvio è esaltato dal calore. Ora sono immersa definitivamente.
Emergono i seni, sferici isolotti gemelli dalla vetta trionfante.
Emerge la pancia, un soffice altopiano, solo un po’ rotondo, quel tanto che serve per sporgere dalla superficie liquida.
Sto bene, sono a mio agio, in balia di un languore benefico e stimolante.
Emergono i seni, sferici isolotti gemelli dalla vetta trionfante.
Emerge la pancia, un soffice altopiano, solo un po’ rotondo, quel tanto che serve per sporgere dalla superficie liquida.
Sto bene, sono a mio agio, in balia di un languore benefico e stimolante.
Si dilata tutto, in me, anche il mio tempo. Si rilassano le tensioni.
Ma sì, il vecchio anno ormai se n’è andato, a breve gli facciamo il funerale. Inutile rimuginare su cosa è stato. Mica torna indietro. Quel che è fatto è fatto. Nel suo testamento mi ha lasciato per eredità un giusto disincanto, la consapevolezza di bastare a me stessa e la volontà di non dipendere da nessuno. Doni preziosi.
Ma sì, il vecchio anno ormai se n’è andato, a breve gli facciamo il funerale. Inutile rimuginare su cosa è stato. Mica torna indietro. Quel che è fatto è fatto. Nel suo testamento mi ha lasciato per eredità un giusto disincanto, la consapevolezza di bastare a me stessa e la volontà di non dipendere da nessuno. Doni preziosi.
La vita è un bagno caldo.
Scotta un poco, ma ti regala le migliori sensazioni.
Basta prenderle come vengono e goderne le essenze.
Basta miscelare un po’ di acqua fredda se ci si sta proprio ustionando.
Basta lasciarsi scivolare la schiuma addosso in una tenera carezza.
Con queste accortezze si resta sempre a galla, senza affogare.
Scotta un poco, ma ti regala le migliori sensazioni.
Basta prenderle come vengono e goderne le essenze.
Basta miscelare un po’ di acqua fredda se ci si sta proprio ustionando.
Basta lasciarsi scivolare la schiuma addosso in una tenera carezza.
Con queste accortezze si resta sempre a galla, senza affogare.
Mi giro nell’acqua a pancia sotto, provocando un’ondata. Anzi, uno tsunami.
Vorrei essere un delfino. Io che sono una buffa papera ho sempre amato i delfini e la loro allegra agilità. Dentro e fuori, un salto e cambia il blu, dal mare al cielo, ma blu rimane.
Vorrei essere un delfino. Io che sono una buffa papera ho sempre amato i delfini e la loro allegra agilità. Dentro e fuori, un salto e cambia il blu, dal mare al cielo, ma blu rimane.
Ora sono i glutei a far capolino dalla montagna di schiuma. Scarlatti anche loro, poveracci… eppure beati, come tutto il resto di me, in questo tardo notturno che rasenta la perfezione.
E dopo essermi crogiolata e ustionata davanti e dietro, come uno spiedino sulla griglia, non dimentico di strofinare via tutte le impurità. Tutti i dispiaceri, le fatiche, i problemi. Non esistono più, sono passati, lavati via.
E dopo essermi crogiolata e ustionata davanti e dietro, come uno spiedino sulla griglia, non dimentico di strofinare via tutte le impurità. Tutti i dispiaceri, le fatiche, i problemi. Non esistono più, sono passati, lavati via.
Ci si presenta vergini al nuovo anno, nudi e puri. È tutto da ricostruire, tutto da affrontare, tutto da superare. Un sacco di lavoro. Bisogna tenere occupati 365 giorni, anzi, stavolta anche un malandrino di più… mica pochi. Quando sono ancora da scrivere tutti questi giorni sono davvero tanti e all’inizio spaventano un po’.
Troppo facile rileggere ora i 365 giorni appena finiti. A saperlo prima, qualcosa forse sarebbe stato riscritto, qualcosa evitato, qualcosa vissuto. Ma appunto, ora è troppo facile. Il divertimento, dopo tutto, sta nell’azzeccarla. E se non si riesce, pazienza.
Un’altra dose di bagnoschiuma profumato, voglio ubriacarmi di essenza odorosa. Altro che spumante. Non mi serve, stasera brindo col profumo. Apro ancora il rubinetto dell’acqua calda, non mi piace avvertire il primo freddo. Sotto lo stimolo della cascata altre bollicine si formano, scivolano dalle mie rotondità, precipitano a valle, s’infrangono. E rinascono.
I desideri non muoiono mai.
Si dice che senza desideri si vive meglio, perché non ci si rattrista se non si avverano. Ma un bagno senza bollicine sarebbe proprio infelice. Le bollicine anche se si rompono poi risorgono. Così i sogni.
Il disincanto lasciatomi in eredità dal vecchio brontolone che muore stanotte non mi protegge del tutto dai sogni. Perché sono un’inguaribile sentimentale, che preferisce scottarsi, spellarsi viva, piuttosto che diventare un freddo ghiacciolo.
Ghiaccio?! Impossibile. A queste temperature non reggerebbe un nanosecondo.
Là fuori sì che fa freddo. Ma tra pochi istanti la notte impazzita si riscalderà con i fuochi di benvenuto all’ennesimo, incognito primo giorno. E ci sarà luce come di sole perenne, mentre quello che resta della luna, un tempo colma, impallidirà un po’ di più. Gli animali tremeranno al rumore dei botti, vorranno nascondersi o fuggire, inermi, spaventati, incapaci di farci comprendere che in fondo siamo terrorizzati anche noi mentre cerchiamo il divertimento. Questa notte, così simile a una guerra, non sarà che un esorcismo contro le guerre vere, contro i pericoli di un mondo scricchiolante e sempre più cattivo. Un botto contro il terrore.
Là fuori fa freddo, anche l’acqua in cui sono immersa ormai è tiepida e mi fa rabbrividire. Tutto mi si raggrinza, per l’umido e per il freddo. È il momento di riemergere dalla mia culla acquatica. Tolgo il tappo, rubo l’ultimo tepore. Mi alzo in piedi, rossa e gocciolante. Sono libera, leggera e seducente. Mi sono liberata di orpelli e insicurezze. Sono pronta per incontrare il primo, giovane minuto dopo la mezzanotte e tutti gli altri fratelli che lo seguiranno.
Non mi rivesto, rimango nuda e sconveniente. Non cerco lingerie beneaugurale, non ne ho bisogno.
L’ultimo rivolo mi abbandona definitivamente, si lascia ingoiare dal buco nero dello scarico: anche lui insegue un sogno di libertà, lo spazio aperto, la rinascita marina.
Io invece mi faccio ingoiare da un letto morbido e un abbraccio caldo.
Non mi rivesto, rimango nuda e sconveniente. Non cerco lingerie beneaugurale, non ne ho bisogno.
L’ultimo rivolo mi abbandona definitivamente, si lascia ingoiare dal buco nero dello scarico: anche lui insegue un sogno di libertà, lo spazio aperto, la rinascita marina.
Io invece mi faccio ingoiare da un letto morbido e un abbraccio caldo.
Là fuori esplode la notte.
Chiudo gli occhi, avvolta in un mare di tenerezza.
Arrivi nel migliore dei modi, anno nuovo.
Benvenuto.
Chiudo gli occhi, avvolta in un mare di tenerezza.
Arrivi nel migliore dei modi, anno nuovo.
Benvenuto.
silenziosamente concepito da Ramona 21:29:00
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