15/12/2007
NENIO, DE MEDIO, PAROLE E PITTURA

C’è un bambino, in quell’angolo. Mi sta guardando. Ha grandi occhi scuri e seri, è magro, capelli corti. Mi guarda e non parla. Cosa vuoi bambino?
Signore, tu vuoi bene ai bambini?, mi chiede.
Che strana domanda… certo, ho due figli, sono la ragione della mia vita, il futuro che continuerà dopo di me. L’ho pensato e non sono stato capace di rispondere. Il bambino mi guarda ancora e attende. Così, senza sapere perché, mi ritrovo a dire che sicuro che voglio bene ai bambini, che a casa ho due maschietti che sono il mio orgoglio e a cui non faccio mancare mai nulla, hanno tutto quello che vogliono e io lavoro tanto per loro. Ma tu, non ce l’hai una mamma e un papà?
Il bambino fa cenno di sì col capo, ma abbassa lo sguardo un attimo e poi parla di nuovo.
Signore, se tu vuoi bene ai bambini, devi fare una cosa.
E mi porge un portatile che nascondeva dietro l’angolo. È acceso e sul monitor, in grande, spicca la foto del bimbo che ho davanti. Mi stupisco molto, è proprio lui…
Leggi questa storia, signore, mi dice con il computer ancora in mano, così evidentemente pesante per lui. Mi siedo per terra, sul marciapiede e comincio a leggere.
C’è un momento in cui non riesco a continuare… c’è un momento in cui dietro tutti quei bit della pagina elettronica si affollano le tante notizie di abusi sui bambini che ci raggiungono quotidianamente e che ormai ascoltiamo un po’ distrattamente. Sì, ci indigniamo, noi padri di famiglia onesti, e madri premurose, e diciamo per fortuna ai nostri figli non accadrà. Ma in questo momento non posso fare a meno di pensare alle volte che i miei bambini cercavano di parlarmi e io, stanco, stressato, non li ascoltavo, restavo indifferente, se non infastidito, dal loro chiacchierare.
Da dietro queste parole elettroniche sono entrato nella testa del bambino violato e ho toccato quello che nessuna notizia al telegiornale potrà mai spiegarmi: la sua paura. Il suo dolore. Il suo silenzio così ricco di richieste d’aiuto, che potrebbe essere quello dei miei figli.
Il bambino davanti a me aspetta paziente. È così drammaticamente tranquillo. Sembra non voler disturbare, eppure sento che vuole qualcosa da me.
Finisco la lettura e sono un’altra persona.
Restituisco il computer al bambino, che lo spegne, diligentemente, e lo ripone nella sua borsa.
Cosa vuoi bambino? Cosa vuoi, piccolo Nenio?
Signore, se vuoi bene ai bambini, questa storia la devi fare di carta.
E io penso che è proprio quello il mio lavoro, quello di fare storie di carta, come fa lui a saperlo?... E a Natale potrei proprio mettere una nuova strenna, sotto il mio albero, e regalare un sorriso a un bambino che di sorrisi non ne ha conosciuti.
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Questa storia non è accaduta, non ancora. Nenio è un libro virtuale, che tutti possono leggere qui, su Vibrisselibri, ma che ancora non ha incontrato qualcuno che lo possa rendere di carta. La storia di Nenio però è vera e drammatica, e si ripete tutti i giorni, in tutto il mondo.
In questo Natale pensiamo ai bambini, vicini e lontani, che conoscono il male e la sofferenza, e ricordiamoci che sono gli adulti di domani, quelli cui dovremo affidare il destino del mondo. Il nostro destino.
Nenio è stato scritto da Eugenio De Medio, architetto, artista e ottimo pittore. I suoi quadri sono qui, sono belli, colorati e delicati, proprio come Nenio, e come Nenio cercano una casa e un po’ di calore.