19/10/2007

IMBAVAGLIARE LA RETE?

Era da immaginarlo. Cos’è che dice la costituzione nel suo primo rigo?
L’Italia è una Repubblica DEMOCRATICA… ecc. ecc.
Il concetto di democrazia è però per i nostri governanti qualcosa di molto elastico. Qualcosa che si può modellare a proprio piacimento, subdolamente, non occorre la violenza delle armi. Basta la paura di perdere privilegi esagerati, la paura della verità in bocca al popolo e a chi invece paura non ha. Basta saper giostrarsi nell’ombra le parole e girarle a proprio piacimento per imbavagliare quelle degli altri. Basta creare una legge, una delle tante, a dire il vero, ad hoc per la Casta, per proteggerla dalla libertà degli altri di “pensare” e di “parlare”. Come in una dittatura. Senza badare al fatto che pensare e parlare spesso vuol dire “difesa” dagli abusi e “difesa” della propria dignità.

È di oggi questa notizia, che però, a quanto pare, è in cova da qualche mese.
Si vuole imbavagliare la Rete.
Si vuole creare della burocrazia, con tanto di bollo, per poter esprimere ciò che la Rete garantisce gratuitamente e facilmente a chiunque. Oh, ufficialmente  mica chiedono soldi, bolli a parte… si richiede solo una certificazione, una montagna di scartoffie per poter dire al mondo qualsiasi cosa.
Anche quello che si è mangiato ieri sera
Anche il ragazzo che parla della morosa dovrà iscriversi al ROC.
Anche chi affida al web le sue poesie.
Anche chi apre un blog perché non sa aprire se stesso in altro modo.
Anche i sogni della ragazzina sul cantante preferito.
E chi vuole denunciare ingiustizie, pubblicare orgoglioso la sua tesi di laurea, esporre una ricerca scientifica… e via all’infinito. Perché tutto sarà classificato come materiale editoriale. Tutto. Anche un sogno.

Com’è possibile imbavagliare la Rete? La Rete è, o dovrebbe essere, libertà e uguaglianza per tutti. È la sola garanzia che abbiamo, la nostra unica possibilità.

Queste cose brutte succedono in Cina, o in Birmania, dove Internet è controllato dalle dittature.
Queste cose accadono dove la democrazia non esiste e la gente muore per un ideale di libertà.
Queste cose in Italia non devono neppure essere sognate.
Dove stiamo andando?
Cosa dobbiamo fare per impedire che ci venga negata, o resa difficile, la libertà di pensiero e di espressione per cui i nostri padri e i nostri nonni hanno combattuto?
Possiamo e dobbiamo urlare il nostro dissenso in prima fila per mantenere il bene primario.

Non parlo mai di politica, chi frequenta questa casa lo sa. Ma non posso tollerare l’ennesimo sopruso, la moderna dittatura subdola e strisciante vestita da burocrazia kafkiana e l’intolleranza verso chi non vuole più soccombere alle bugie e allo strapotere dei vertici.
Non si può tornare indietro all’epoca dell’oscurantismo.

E, lo giuro, non mi faranno pagare bolli su bolli per camminare inpuntadipiedi.

Se ne parla, tra gli altri, anche qui:


http://vibrisselibri.net/
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html
http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html

 

 


silenziosamente concepito da Ramona 20:32:00 3 Commenti
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