02/10/2007
HO FREDDO, AMORE MIO

È inutile che cerchi di convincermi che non è vero. Io ho freddo. Puoi ripetermi all’infinito che settembre è appena finito e un dolce ottobre è appena cominciato, com’è nella natura delle cose. E puoi anche aggiungere che a ottobre non è mai stato inverno, nemmeno agli antipodi, dove, pensa, è primavera.
Ti dico che ho freddo, amore mio.
Sì, certo, mostrami pure il sole fiammeggiante, non ho mica paura di guardarlo. Non mi scalda, non mi brucia, non mi arriva nelle ossa. E la sera quel lazzarone se ne va chissà dove. Secondo me va pure lui dove è estate, dove ci si sbrina come un frigorifero senza corrente, dove i giorni sono lunghi e le notti brevi e intense. Dove si suda, di notte. Non si trema sotto due coperte, come qui, mentre conti le ore e il buio ti sembra quello polare, che dura sei mesi, non finisce mai. E mentre io tremo tu sudi, perché la vita, come al solito, è ingiusta e non distribuisce a pari merito nemmeno il calore fra due corpi vicini.
Eppure, dici, non è inverno.
Raccogli il bucato steso fuori, è asciutto, e me lo mostri trionfante. Lo vedi, dici, che fa caldo? Sarà. Ma io il caldo ora mica lo sento. Per me il caldo è un’altra cosa.
I piedi non trasmettono calore, devo vestirli. Calzini e infradito. Ecco. L’incapacità di rinunciare all’estate e la necessità di coprirsi. Che malinconia.
Per strada maniche corte e giubbotti. Stivali pesanti insieme a pance scoperte e ombelichi estivi.
Neve in montagna, cappuccio bianco dai 1000 metri in su. Non scherziamo, è appena finito settembre…
E di notte, quando quel briccone giallo se ne va, io ho freddo!! Non mi convincerai del contrario, caro mio. I miei piedi gelati senza calzini non ti dicono niente? Non ti fanno sobbalzare neanche un po’? Quasi quasi me li rimetto, i miei adorati calzini.
Se mi mostri i fiori ai balconi ancora belli e colorati, io ti mostro l’oro e il rame delle foglie già per terra, e le fiammate rosse degli alberi che mettono l’abito della sera. Perché l’autunno è la sera, come l’inverno è la notte, e la primavera è l’alba e l’estate il nuovo giorno. Dirai: amore mio, le foglie possono anche andare a ballare col vento, ma non c’è ancora motivo di avere freddo.
E mi indichi il termometro, la temperatura è pazzesca, affermi, ci sono 25° C!! Io il termometro me lo infilo sotto l’ascella e aspetto, sicura, per quanto riguarda me, di arrivare a cifre tropicali, almeno sopra i 40° C. Invece il mercurio non si muove, rimane raccolto nell’ampolla. Dev’essere guasto. A meno che il ghiaccio che mi scorre nelle vene non abbia paralizzato pure lui.
T’invito a guardare l’inferno che ho in gola, una fiamma luciferina che dilata le pareti e occlude il passaggio anche all’aria. Mi dici che è perché parlo troppo, devo tacere, che tadto ho la voce dasale, sebbra proprio che parli cod il daso. E mentre me lo dici ti starnutisco addosso, amore mio.
Te lo avevo detto che avevo freddo… ora ci credi?