09/01/2007

29 ANNI

Ehi, ciao, come stai? Come si sta dalle tue parti? E’ così tanto tempo che non ho tue notizie…

Ma non mi sono mica dimenticata di te, sai?... Ti penso spesso. No, non sempre, sarebbe una bugia. Cosa vuoi, le urgenze del vivere sono tante, tanti i pensieri, i gesti quotidiani, le persone e le cose che mi circondano…Ma ti penso spesso, sì. E mi piacerebbe sapere come stai, se anche tu pensi a me con lo stesso affetto. Forse sì. Ma visto che non me lo dici, posso solo immaginarlo.

 

In tutto questo tempo, trascorso senza chiedere permesso a nessuno, sono stati molti i momenti in cui mi è sembrato, per un attimo, di avvertire nell’aria intorno a me un consiglio, una risata, una carezza, qualcosa di tipicamente tuo che mi indirizzasse in un senso invece che in un altro, che mi facesse scegliere una direzione piuttosto che un’altra.

Erano solo attimi, appunto, e non ho certezza che fosse proprio così. Forse era solo fantasia, forse fiutavo un odore che non c’era. O forse mi chiedevo soltanto, senza averne coscienza, né risposta, che cosa avresti fatto tu in quella certa occasione.

Bella domanda, questa! Chiedersi quale sarebbe stata la tua reazione agli eventi della vita. Difficile immaginarlo, la nostra conoscenza è stata, dopo tutto, troppo breve. Ma mi piace pensare che forse ci azzecco, forse mi comporto proprio come avresti fatto tu.

 

Certo però che una parola ogni tanto, da allora, avresti potuto dirmela… O almeno avresti potuto farti notare, che ne so, con un gesto, un episodio strano, qualsiasi cosa. Qualunque cosa portasse la tua firma inequivocabile  non avrebbe potuto farmi che piacere. C’è bisogno che te lo dica? No, non ci sono mai stati molti discorsi tra noi. Il tempo delle parole non ha fatto in tempo a crescere.

 

Ho sperato di sognarti, per avere, di tanto in tanto, almeno un surrogato di contatto con te, ma è successo poche volte, con mio sommo dispiacere. Anche in sogno infatti la tua compagnia è rasserenante.

Ho sperato di incontrarti in uno sguardo tra la folla, ma la gente distoglie gli occhi, non è disponibile a farsi scrutare. E di certo non eri là. Lo so.

Ho tentato di usare la tua ironia per affascinare e superare i momenti difficili (anche tu ne hai avuti, vero?) e mi sono resa conto che il tutto è un dono, ma a volte è anche impegno. Ma come diavolo facevi a sorridere sempre, a trovare il lato buffo di ogni cosa? O per lo meno, così ti ricordo. Non eri appariscente, eppure quando parlavi ti si stava a sentire, con quel tuo buffo accento così unico. Non vorrei dire, ma somigliava un po’ al mio accento di oggi… o no? O è solo un mio desiderio, tanto per sentirmi più vicina a te?

 

Ho cercato a lungo qualcosa di te in me, e qualcuno dice che c’è. Andavamo d’accordo, noi due? Bè, sì, abbastanza. Chi se lo ricorda… Troppo, troppo tempo… sai quanto? Oggi sono 29 anni… una vita intera. Una vita che aspetto che ritorni.

E lo so che non tornerai, che decisioni come la tua, per quanto tu non l’abbia scelta nè voluta, sono irreversibili. Non fa niente, lascia che ti aspetti. O che continui a cercarti negli occhi della gente, in un sorriso abbagliante, in una battuta esilarante. Nel consumarsi di un corpo in declino.

 

Talvolta mi perdo in una foto. Quelle poche che ho sono vecchie, ma del resto sono trascorsi ben 29 anni. Poco colore, molto bianco e nero…come i film del nostro tempo, quelli che guardavamo insieme alla televisione.

Altre volte cerco un ricordo, ma a differenza delle foto, questi sbiadiscono sempre più.

 

Perché insistere a cercarmi, mi chiederesti tu se potessi, perché non ti rassegni? Perché, te l’ho detto, la tua compagnia rasserena. Perché dall’ora della tua partenza si avverte un buco che, scavato dalla goccia del rimpianto, nel tempo diventa una voragine che non si colma mai. Perché certe cose che accadono nella vita sono semplicemente ingiuste e non hanno un perché, si riesce solo a ripetere che non dovevano accadere.

 

Non resta molto da dire. Il tempo che avanza segna un solco sempre più profondo. Le distanze si accentuano, corro il rischio di vederle dilatarsi all’infinito e di perdere il tuo orizzonte. Ma forse non è che una mia paura senza fondamento, quella di perderti per sempre.

Gli affetti veri non muoiono mai, l’amore persiste imperterrito, galleggia nelle minutissime gocce di nebbia che avvolgono i dispiaceri umani, e all’occorrenza riscalda e consola.

E quindi, se anche non ti vedo e non ti sento, dovrò continuare a percepirti intorno a me. Perché sei nell’aria che respiro, nel pensiero che percorre in un lampo i neuroni, nel palpito inspiegabile che mi scuote il petto. Devo solo lasciare che la tua essenza mi pervada.

 

In realtà saprei dove trovarti, sai? L’indirizzo è Via del Paradiso, seconda nuvoletta azzurra a destra… ma tu non vuoi che io venga a trovarti, non ancora. E allora resto qui e ti penso. Ok, non sempre, ogni tanto…va bene così?... In fondo è quello che faccio da 29 anni. Sono stata brava finora, a sopravvivere anche senza di te, vuoi che non mi riesca più? Anche se il bisogno è forte?

Non ti preoccupare, saprò vederti dovunque tu ti sarai mimetizzata, qui, vicino a me. Farò finta di non vedere che sei lì per me, ma spedirò un sorriso a quel tuo strano indirizzo che sa di pace. Prima o poi, lo so, me lo restituirai.

 

Ciao mamma, stammi bene, che io sto bene.

 

silenziosamente concepito da Ramona 20:17:00 4 Commenti
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