01/11/2009
HALLOWEEN?

Una decina di bambini in maschera suonano alla porta. Fantasmi con lenzuolo, streghe con il cappellaccio e scheletri ben in carne, quasi tutti con una maschera di cartone sul viso.
Dolcetto o scherzetto?
Per carità, quella volta che non ero in casa lo scherzetto era stato piuttosto antipatico: farina, zucchero e riso sparsi in abbondanza davanti alla porta. Meglio cedere subito.
Non sono molto preparata, questa festa mi sfugge, non fa parte delle mie tradizioni. Ma in casa la cioccolata non manca quasi mai. Se vogliono il dolcetto, saranno accontentati.
Mi affretto a prelevare una tavoletta di adoratissimo cioccolato fondente e la consegno ai bambini.
Per me è un sacrificio non da poco, la cioccolata è una passione senza rimedio e senza sconti.
La mia droga.
Mi sento un tossicodipendente che regali una dose, sapendo di rischiare l’astinenza.
Ma sono bambini, stanno giocando, sono contenta di farli contenti.
Allungo la tavoletta (che proprio non vuole lasciare le mie mani, oltre che la mia dispensa) ad un biondino con gli occhi azzurri che si solleva la maschera e apre la borsa che tiene in mano, mostrando che è vuota. È molto carino e gli dico che poi divida con gli altri. Intendevo dire alla fine, naturalmente, immaginando che tutto il raccolto venisse diviso equamente.
Lui guarda il misero bottino che gli ho appena consegnato, poi si rivolge al gruppo e alle due mamme che lo accompagnano, travestite anch’esse, ma che si vede vorrebbero essere lontane mille miglia da lì, e dice, con un tono disgustato:
“Ehi, dobbiamo dividere una tavoletta di cioccolata...”
Mi sento un po’ verme per giunta schifosamente tirchio.
Ma richiudo la porta e saluto, senza ricevere neanche un grazie.
Rimugino sulla liceità di questa festa che manda i piccoli a mendicare porta a porta con una sorta di ricatto; per non parlare delle minacce, sia pure scherzose. E continuo a pensare che è una festa, chiamiamola così, che non mi piace.
Suona ancora il campanello di casa.
E chi è adesso?
Apro.
Dolcetto o scherzetto?
Ancora?!
Un altro gruppetto di bambini ancora più piccoli dei primi, sempre con quelle lugubri maschere, tutti con le borse aperte a chiedere il dolcetto.
Aiuto!
La mia dispensa è seriamente minacciata, ma non posso che arrendermi, rassegnata.
Prelevo un’altra tavoletta di cioccolata, stavolta al gusto aranciato, una raffinatezza, aggiungo dei mandarini e spedisco fuori di casa i bimbi, che pure così conciati sono teneri teneri.
E loro sì, carini, almeno mi ringraziano.
Richiudo la porta e vado in cucina.
Davanti alla dispensa vuota di cioccolata mi si stringe il cuore.
Avrò evitato gli scherzetti, certo, ma...
Uscendo di casa trovo davanti alla porta un biglietto scritto da una mano infantile. C’è scritto: “Va’ a ca**re, mostro!”
Scritte anche sui vetri appannati della mia auto, ossessivi come in un film dell’orrore. “Dolcetto, scherzetto!!!!!!!!”
Non è un incubo, ma forse è peggio.
E forse era meglio se la cioccolata me la mangiavo io.
silenziosamente concepito da Ramona 21:31:00
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