26/10/2009
ANCORA UN COMPLEANNO

Ed è arrivato anche stavolta, come sempre illuminato da un certo numero di candeline, in crescita di anno in anno.
E sì che 365 giorni prima sembra una scommessa chiedersi: tornerà o non tornerà?
Il fatto è che niente è più scontato, ormai. Non è detto che essere giovani sia garanzia di lunga vita. E non è detto che si resti giovani per sempre, anzi, direi proprio il contrario: si nasce per invecchiare, si invecchia per tornare bambini, si muore per rinascere. Ma anche questa è filosofia spicciola, niente di ponderabile, di così concreto.
In tutta questa insicurezza, aspirare ad un altro compleanno il giorno in cui si compiono gli anni mi sembra una somma e legittima aspirazione. Ma mai una certezza.
Comunque sia, è tornato.
Il mio compleanno è, ancora una volta, qui. Per soffiare con me sulle candeline un po’ affollate dell’ennesima, gustosissima torta della mia vita.
In un anno quante cose possono cambiare…
Io sembro la stessa dell’anno scorso: complessa ma semplice, contraddittoria eppure coerente, forte ma fragile, determinata e indecisa….
Sono sempre io, uguale a un anno fa.
Eppure nessuno resta uguale a se stesso, nel tempo.
Davanti a questa torta, naturalmente al cioccolato fondente, mi perdo in pensieri e riflessioni. Che scema, invece di tuffarmi sul cioccolato, mi metto a pensare... e non è forse anche questo un segno della mutazione dei tempi??
Dove sto andando?, mi chiedo.
A volte mi sembra di aver smarrito il tempo e forse la strada.
Da qualche parte c’è ancora il bandolo che conduce alla mia voglia, al mio bisogno di scrivere. Però è come se lo avessi perso lungo il cammino, in uno qualunque di tutti questi giorni che mi sono messa alle spalle.
Sono certa che è là, da qualche parte, che mi sta aspettando. In questo labirinto di vita l’ho temporaneamente smarrito nel tempo che non ho.
Tempo tempo tempo.
Se un regalo potessi chiedere, oggi che è la mia festa, è il mio tempo.
Non so dove si sia perduto, ma se lo riavessi indietro lo utilizzerei per me, per fermarmi, per tornare a osservare il mondo reale, le piccole cose attorno a me.
Forse sono cambiata in questo, sono travolta dalla corsa di un treno e non riesco più a scendere.
Medito davanti alle candeline accese, che non mi decido a spegnere. È così bella una torta al cioccolato illuminata dal fuoco di tante (quante???) candeline rosa.
Il cioccolato fondente è amaro, ma una torta non lo è mai. Si sposa con un piccolo quantitativo di zucchero e il risultato è… più che commestibile. Una goduria.
Ma sì.
Non è una torta al cioccolato anche la vita?
Le amarezze ci sono, ma la dolcezza pure, ed il tutto si amalgama per consentirci di vivere in bilico tra lacrima e sorriso, leccandoci le labbra e sputando il veleno.
Un compleanno fa mi mancava quello che ho incontrato un compleanno dopo. Tutto quello che c’è stato nel mezzo mi ha un po’ cambiata, perché noi esseri umani non ci fermiamo mai, facciamo esperienze, ci capitano cose e per forza si cambia. A volte in bene, a volte in male.
Nello slalom tra le candeline in questo ultimo anno ho incontrato un po’ di amaro. Sofferenze e delusioni cocenti; ho avuto anche delle perdite negli affetti, e la salute ora si fa sentire quando manca… sì, ci sono stati dei cambiamenti, a ben vedere. Sono un po’ più disillusa, un tantino più cinica. Sono molto più stanca.
Ma nonostante tutto, quanta dolcezza ho incontrato! Quanto affetto, simpatia e coccole che compaiono, nuovi di zecca, o resistono, inossidabili, da un compleanno all’altro. Quanto amore, tutto per me.
La mia vita in fondo è davvero uguale a questa torta al cioccolato. Non so resisterle. L’amaro del fondente ha un retrogusto che non si può non apprezzare, anzi, è una piccola droga che ti regala la dipendenza del vivere. E in questo, dopo tutto, non sono mai cambiata.
Dovrei esprimere un desiderio, prima di soffiare sulle fiammelle. A dire il vero ne avrei ancora più di uno, piccoli grandi sogni e speranze, che in fondo non sono impossibili. Perché sarò più cinica e realista, ma mi capita di sognare ancora…
Chissà se posso osare e aspirare ad ognuno di questi desideri, che diventino tutti realtà.
Ma sì, io ci provo.
Prendo fiato, ci penso intensamente e soffio forte: le candeline rosa, che pure sono tante, si spengono tutte.
Sorrido, un dito già affondato nella cioccolata.
silenziosamente concepito da Ramona 06:00:00
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