03/02/2009
UNA SERA FRA AMICI
E poi vai a casa di amici e passi un paio d’ore in ottima compagnia.
Tempo da lupi, un mezzo diluvio che segue la classica nevicata (l’ennesima) con i contro fiocchi. Freddo e umido.
Solo due ore di sonno la notte prima, e la previsione di farne più o meno altrettante la notte che arriva.
Tutto congiura e trama per farti stare a casa: cosa esci a fare, con un tempo così, con una stanchezza così? Ma hai voglia di vedere gli amici, più di quanto tu non abbia sonno o fame.
Dunque si va.
Poche anime motorizzate, quasi nessuna appiedata, mentre lasci la macchina, apri l’ombrello e prosegui a piedi nel cuore di una città stremata dal lungo inverno. Meglio così, pensi. Tutti a casa accanto al focolare.
E ritrovi il calore della mansarda in centro, del parquet in legno chiaro sotto piedi scalzi, del gioco e dell’estro di due gattoni spaventosamente belli, di una cena semplice e gustosissima, di dettagli eleganti fatti apposta per rilassarti.
Ritrovi e approfondisci l’amicizia nata quasi per caso ormai un bel po’ di anni fa (più di quanti non credi!), e abbracci affettuosi a destra e manca. Ritrovi il gusto di chiacchierare, proprio tu che spesso t’intimidisci!, e il piacere di ascoltare aneddoti divertenti, esperienze interessanti, scorci di vita altrui negli occhi stanchi che si riflettono nei tuoi, segnati dalla tua stessa stanchezza e dalla stessa voglia di condivisione.
E ritrovi lo scambio, il confronto, e capisci che avresti tanto da imparare potendo ascoltare di più, parlare di più. E mannaggia, non è sempre possibile, e lo sai.
E ritrovi con piacere cose che già conoscevi: la simpatia, il calore, l’intelligenza.
E scopri ciò che non ti aspetti. Un regalo avvolto in carta di giornale tutto da scartare, per esempio , e un po’ ti commuovi, perché i regali inaspettati ti fanno sempre questo effetto: ti tolgono la parola e ti stringono la gola. E non sai più che dire, infatti.
Pensi che sarebbe bello restare lì ancora un po’ a godere di queste vicinanze positive, e a dispetto del brutto tempo ti sembra di essere su una spiaggia, tutti intorno a un falò a cantare e recitare poesie, che le poesie sono in fondo la vita, e quello che si racconta attorno al tavolo è pure vita, come lo è il buon cibo che hai divorato con gusto e il vino sincero che hai appena assaggiato (purtroppo…).
Ma le ore non si fermano, vanno avanti per conto loro senza chiederti permesso né pareri. Il domani è alle porte, e con lui il quotidiano, il solito, quello di sempre.
Baci e abbracci e te ne vai, sola col tuo ombrello, nemmeno l’ombra di un’anima qualsiasi nel cuore della città dormiente e bagnata.
Hai un po’ di freddo, ma in compenso, come afferma il vecchio detto, il cuore è davvero più caldo.
Metti in moto e parti, negli occhi tanto sonno, la pioggia, le luci della città, e un raggio di sereno ottimismo per il domani che sta arrivando.
Tempo da lupi, un mezzo diluvio che segue la classica nevicata (l’ennesima) con i contro fiocchi. Freddo e umido.
Solo due ore di sonno la notte prima, e la previsione di farne più o meno altrettante la notte che arriva.
Tutto congiura e trama per farti stare a casa: cosa esci a fare, con un tempo così, con una stanchezza così? Ma hai voglia di vedere gli amici, più di quanto tu non abbia sonno o fame.
Dunque si va.
Poche anime motorizzate, quasi nessuna appiedata, mentre lasci la macchina, apri l’ombrello e prosegui a piedi nel cuore di una città stremata dal lungo inverno. Meglio così, pensi. Tutti a casa accanto al focolare.
E ritrovi il calore della mansarda in centro, del parquet in legno chiaro sotto piedi scalzi, del gioco e dell’estro di due gattoni spaventosamente belli, di una cena semplice e gustosissima, di dettagli eleganti fatti apposta per rilassarti.
Ritrovi e approfondisci l’amicizia nata quasi per caso ormai un bel po’ di anni fa (più di quanti non credi!), e abbracci affettuosi a destra e manca. Ritrovi il gusto di chiacchierare, proprio tu che spesso t’intimidisci!, e il piacere di ascoltare aneddoti divertenti, esperienze interessanti, scorci di vita altrui negli occhi stanchi che si riflettono nei tuoi, segnati dalla tua stessa stanchezza e dalla stessa voglia di condivisione.
E ritrovi lo scambio, il confronto, e capisci che avresti tanto da imparare potendo ascoltare di più, parlare di più. E mannaggia, non è sempre possibile, e lo sai.
E ritrovi con piacere cose che già conoscevi: la simpatia, il calore, l’intelligenza.
E scopri ciò che non ti aspetti. Un regalo avvolto in carta di giornale tutto da scartare, per esempio , e un po’ ti commuovi, perché i regali inaspettati ti fanno sempre questo effetto: ti tolgono la parola e ti stringono la gola. E non sai più che dire, infatti.
Pensi che sarebbe bello restare lì ancora un po’ a godere di queste vicinanze positive, e a dispetto del brutto tempo ti sembra di essere su una spiaggia, tutti intorno a un falò a cantare e recitare poesie, che le poesie sono in fondo la vita, e quello che si racconta attorno al tavolo è pure vita, come lo è il buon cibo che hai divorato con gusto e il vino sincero che hai appena assaggiato (purtroppo…).
Ma le ore non si fermano, vanno avanti per conto loro senza chiederti permesso né pareri. Il domani è alle porte, e con lui il quotidiano, il solito, quello di sempre.
Baci e abbracci e te ne vai, sola col tuo ombrello, nemmeno l’ombra di un’anima qualsiasi nel cuore della città dormiente e bagnata.
Hai un po’ di freddo, ma in compenso, come afferma il vecchio detto, il cuore è davvero più caldo.
Metti in moto e parti, negli occhi tanto sonno, la pioggia, le luci della città, e un raggio di sereno ottimismo per il domani che sta arrivando.