27/09/2008

NEWMAN UN MITO DA BACIARE



Lo so, prima o poi arriva. La Nera Signora non trascura nessuno, viene a trovarci, chi prima chi dopo, proprio tutti. Non è che sia cortese, il suo è un dovere e un puntiglio. Non può dimenticare nessuno. A volte sfrontata, sa essere pietosa e tempestiva, ma anche crudele. E non guarda in faccia a coloro che va a trovare. Non le importa che siano facoltosi o pezzenti, vecchi o giovani, uomini o donne, celebrità o poveri cristi.
Anche i divi ricevono la sua visita.
Oggi la Nera Signora aveva un appuntamento con il Mito.
Guarda caso, il Mito è anche uno dei miei grandi amori giovanili.
La Nera Signora ha chiuso gli occhi azzurri più famosi della storia del cinema, quelli di Paul Newman.

Paul era un mito già quando io avevo 11 anni, ma l’ho scoperto dopo. La prima cosa che ho scoperto di lui, invece, è stato il suo sorriso e la faccia da schiaffi. Un broncio che conquistava.
A 11 anni si pensa che le bambine siano solo bambine. Ma attenzione mamme: a 11 anni si può desiderare di baciare un attore di Hollywood… e non solo sognare, ma desiderarlo veramente! E si può cercare quel non so che, quel desiderio sconosciuto, in altre persone. Senza però trovarlo.

Perché, come sarebbe stato baciare quel broncio?
Cioè, avrei dovuto chiedermi come sarebbe stato baciare in generale, visto che ancora non conoscevo quella pratica misteriosa… ma non riuscivo a scindere l’atto dal soggetto in questione. Il Bacio assoluto era per me baciare Paul.

Non so, solo lui, e forse il suo collega più anziano (e più bruttarello) Humprey Bogart, riusciva a provocare un maremoto inspiegabile nelle mie emozioni ancora tutte da scoprire.
Con lui, insomma, stavo diventando grande.

In quel periodo erano di moda le grandi serie televisive dedicate agli attori celebri. Ogni lunedì sera, sul primo canale tv, c’era il film, e quando c’era la serie, ogni lunedì era il film di quel tale attore. La serie dedicata era a Newman era stata lunga. Non ricordo ora tutti i titoli, ma di certo c’era “Lassù qualcuno mi ama” e “La gatta sul tetto che scotta”, “La lunga estate calda”, “Intrigo a Stoccolma”. Dei classici che ancora adesso mettono emozione.
Io non andavo a dormire dopo Carosello. Io volevo vedere il film, in bianco e nero. Solo tempo dopo ho scoperto l’incredibile azzurro di quegli occhi. E ho cominciato a collezionare fotografie e  ritagli di giornale, in un’epoca in cui non esisteva Internet, in cui un archivio dovevi creartelo in qualche modo, con le forbici, non incasellando file in una cartella o azionando il motore di ricerca con un click. E mi sembra così incredibile che i ragazzi di oggi non lo conoscano neppure!

Newman giovane era bellissimo.
Newman quarantenne era affascinante.
Newman settantenne era una forza.
Newman ottantenne era il mito.

La Nera Signora è venuta in visita da lui, oggi. Da tanto tempo aspettava questo momento.
E io lo sapevo che era malato, lo sapevo che aveva 83 anni, lo sapevo che nessuno è immortale.
Però lui per me non morirà mai veramente.
Perché lui è per me il primo amore cinematografico, che, si sa, non si scorda mai.

silenziosamente concepito da Ramona 23:05:00 Commenta:
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