27/09/2008

PREPARATIVI

Il vestito è pronto?
Penso di sì. A dire il vero non ho ancora deciso cosa indossare. Sarà il lampo dell’ultimo minuto a decidere e di certo non mi soddisferà. Perché è facile indossare uno straccio qualunque quando si è più o meno delle top model. Ma se invece di top si è tap, la cosa è già più complicata. Sarò ingrassata, l’abito mi tenderà sulla pancia, o sarò dimagrita e mi si affloscerà indosso?

Scarpe o stivali?
Bella domanda. In entrambi i casi avrò un tremendo mal di piedi. Perché, sempre in riferimento al quesito di prima, le tap, per diventare top, devono indossare un tacco minimo 10 cm, possibilmente affilato. E io ce l’ho un tacco così, in entrambi i casi, perché muoio di passione per le scarpe col tacco alto. Ma le mie estremità non condividono la stessa passione e protestano ogni volta. C’è qualcosa che non va nei miei piedi. Perché tutte le donne sanno scivolare con eleganza su tacchi a spillo, che indossano anche per fare la spesa, per far footing e marcialonga, e io invece soffro da matti quando, in quelle pochissime occasioni mondane che mi capitano, provo a essere almeno un pochino vamp?
I miei piedi grideranno vendetta. Scarpe o stivali, sofferenza uguale.

Messainpiega?
Non conosco questo termine. Sarebbe quella cosa che ti fanno ai capelli quando vai dal parrucchiere, per cui dopo ti vedi peggio di prima?
Non so che farmene. I miei capelli se li mettoinpiega oggi, domani saranno inguardabili e avrò speso tot euri per niente. Meglio incolti come sempre. Io sono così, e così domani mi conosceranno.

Ho messo in carica la videocamera.
Non ho idea di come funzioni. Non so se ho cassette libere. Per metterla in carica ho seguito le istruzioni con scrupolo. Ma oltre non credo di riuscire ad andare.
Però domani ho bisogno di una ripresa, mica ci ritorno in quel posto in cui andrò, non mi concederanno un replay!!
Mi affido ad un operatore volenteroso, sono nelle sue mani.

Ho messo in carica le pile ricaricabili per la digitale.
Eh, sì, mica bastano le riprese. Voglio anche qualche foto. Sai, per sfogliare l’album dei ricordi, fra qualche anno. È più comodo un album, che ricominciare a studiare le istruzioni della fotocamera. Il mio fotografo ufficiale è un po’ distratto e spesso combina guai. Ti prego, almeno una foto falla bene! Quand’è che mi capita più un evento come questo?

Ho messo in carica il cellulare.
Non si può, no, proprio non si può, mettersi in viaggio col cellulare scarico.
E poi, ricevere magari un messaggio in quel momento, non può che far piacere. I momenti di gioia vanno condivisi ancor più che quelli tristi. Sarò felice di avere un contatto col mio mondo mentre me ne starò beata e un po’ sorpresa sotto i riflettori, come un topo nel formaggio.

Ho stampato la mappa stradale. Anche quella satellitare.
E l’itinerario Michelin consigliato. Il tutto mi ha dissanguato la cartuccia a colori, che almeno ne valga la pena! È facile perdersi, non sarebbe la prima volta che capita. E io devo arrivare puntuale. Mi aspettano.

Sono pronta?
Bè, non posso completare il restauro stasera e poi andare a dormire, quello devo farlo domani. Mannaggia, spero di non fare tardi solo per cercare di rendermi un po’ più presentabile. Dovrò mascherare le occhiaie che questa notte che s’appressa mi lascerà in volto, perché già lo so che starò là a contare un gregge infinito di pecore senza riuscire a dormire.
E domani devo ricordarmi di non bere, nemmeno acqua, o il viaggio sarà costellato di tappe nei bagni degli autogrill. Per non parlare poi dell’eventualità che mi scappi la pipì durante la cerimonia. Orrore!
No, domani non si beve. I cammelli resistono mesi senza acqua. Attingerò anche io alle mie riserve e dimenticherò di riempire quel sacchetto che si chiama vescica, e che si fa sentire sempre al momento sbagliato. Domani sarò un cammello.

Ci sarà traffico per strada?
Ci saranno incidenti? Andrà tutto liscio?
Il terrorismo autostradale contribuisce ad crescere le mie ansie. Io adoro viaggiare, andrei in giro per il mondo senza escludere nessun Paese, nessuna terra straniera. Ma vorrei farlo con il teletrasporto. Il viaggio in sé mi preoccupa. No, che dico. Mi terrorizza.
Automobilisti della domenica, fate i bravi, domani. Non suicidatevi e non vi curate di me che vado dritto per la mia strada.
Mi aspettano. È un’occasione importante.

Non capita tutti i giorni di ritirare un premio di grande interesse come questo.
Sì, mi è successo altre volte, dovrei essere rodata. Ma non è così. Nemmeno alle cose belle ci si fa l’abitudine.

Domani, dunque. Pieve di Cento, arrivo.

 

 

silenziosamente concepito da Ramona 20:32:00 Commenta:
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