16/07/2008

IL FUTURO E' QUI.

Il futuro è qui.

Il robottino, simile a un disco volante, rotea su se stesso ed esplora ogni angolo.

Gli alieni sono in casa mia.

Silenzioso, appena ronzante, da sotto la superficie circolare manda fuori dei baffetti che vanno a esplorare il pavimento.

Tasta il territorio.

Raccoglie dati.

Progetta forse un’invasione?

Manderà informazioni su un altro pianeta?

Bè, se arrivano abitanti di altri mondi  volenterosi come lui, io gli apro tutte le porte!

 

Forse è solo travestito da aspirapolvere. Però intanto funziona come tale. Sarà anche una spia aliena, ma ben venga, se mi lucida casa.

 

Gira e rigira e aspira. A dispetto della forma, simile a una pezza di formaggio, si infila in ogni angolo. I baffi raccolgono polvere e informazioni anche lì. Hai visto mai che non ci sia un segreto di vitale importanza nell’incrocio fra le due pareti dell’ingresso? Magari di quelli che salverebbero la Terra da eventuali plutoniani di passaggio. O di quelli che svelano la data della fine dell’universo.

Cosette così. 

 

Nel frattempo il robottino prosegue la sua esplorazione, da solo. Lo seguo passo passo, per vedere cosa fa, ma poi lui si volta e si dirige verso di me! Aiuto!! Mi ha sentito? Mi ha visto? Ora è lui che mi insegue!

Mi salvo saltando su uno scalino. Cosa mi avrebbe fatto se mi avesse raggiunto?

Non oso pensarci.

Sarei finita sotto i suoi tentacoli?

Aspirata pure io, ridotta in mille particelle microscopiche e insalsicciata in quello scatolotto discoide?…

E magari spedita fra le stelle come spia galattica?

Mah!

Scampato pericolo. Lui guarda sotto di sé, sul pavimento, non va oltre questo basso orizzonte. 

 

Riprendo a seguire il robot. Sono curiosa come una bimba di fronte a un balocco nuovo di cui però ha un po’ di timore.

Sembra ubriaco. Ripassa sullo stesso luogo diverse volte. Si accendono strane luci blu (messaggi in codice?).

È veloce e a suo modo un po’ buffo.

Sbatte dappertutto, ma con prudenza. Come un cieco che mette avanti il bastone, sapendo che comunque cozzerà da qualche parte. E intanto aspira, aspira.

Una formica finisce fra le sue fauci. Poverina. Atomizzata anche lei, in nome dell’igiene. 

 

E il tappeto? Oddio, le frange del tappeto! Ora s’ingrippa… ma no, macché. Un lieve rigurgito, un’arruffata alle frange e oop!!, si alza sulle ruote e via, cavalca il tappeto come ridere. I baffetti sembrano vivi e curiosi, non demordono, anche sul tappeto vanno alla grande. Un mostro del genere, del resto, non si lascia spaventare da così poco.

Mi ricorda tanto un suo parente stretto, ma sì, quell’intrepido robottino mandato su Marte qualche anno fa. D’accordo, fisicamente non ci siamo, quello era simile a un’automobilina telecomandata, questo sembra più un freesbee ciccione. Ma ci siamo capiti, no?

Qui non c’è telecomando, del resto, ed è quello che affascina. Il robottino va da solo, mediante il wi-fi, ma senza che nessuno lo guidi. È come uno di famiglia. Col suo bastone bianco davanti, non ha alcuna esitazione, sa dove deve andare, stanza per stanza. Evidentemente una mappa satellitare manda l’input nel suo cervellino microchippato. 

 

Lo seguo ancora, gli sto dietro, che se mi metto di fronte mi fa impressione, ho paura che mi aspiri.

Implacabile, imperterrito, prosegue ronzando nella raccolta dati… ehm… polvere.

 

Il gatto Tobia è perplesso. Fortunatamente è troppo anziano per questi giochini. Ai bei tempi non gli avrebbe dato scampo, gli avrebbe fatto fare la fine del topo, a quel coso lì, rotondo e impertinente. Ma ora non è il caso. Il vecchio Tobia ne ha viste troppe, in vita sua. Non sarà il coso a stupirlo. In fondo lo capisce. Pure lui, come il robot, ormai non ha più occhi, e pure lui si orienta nello spazio di poche stanze usando soprattutto i baffi. Anzi, le vibrisse.

E comunque, con superiorità tutta felina, concede magnanimo che anche interi batuffoli del proprio pelo vengano inglobati dal coso. Se poi serviranno a delucidare gli alieni su chi comanda sul pianeta Terra, tanto meglio! 

 

Ma quanto dura il servizio? Cavolo, mai vista una colf più efficiente. A dire il vero, mai avuta una colf. E a questo punto mai l’avrò. Il robottino è meglio, e non chiede contributi o tredicesima. 

 

Visto che lui passa e ripassa e non lascia un granello per terra, calcolo che ho il tempo di fare altro.

Grande!! Questa è una vera scoperta! Posso impiegare le mie già scarse ore di libertà a non spaccarmi la schiena facendo quello che il robottino fa con nonchalance da quasi un’ora. Quante cose posso fare, accidenti! Quasi non so da che parte cominciare… 

 

Nel frattempo lui, fresco come una rosa, senza una goccia di sudore, senza un lamento, si dirige da solo verso la sua cuccia. Chi gli ha detto dove si trova? I suoi amici nello spazio? I suoi superiori che si complimentano per le informazioni polverose che ha inviato loro?

Chissà.

Fatto sta che raggiunge la sua base aliena, si accuccia ed emette un PIRULI’, di soddisfazione.

Missione compiuta.

Il pavimento è a prova di allergeni, non trovi un acaro, una formica o un granello manco a pagarlo.

Emetto anch’io un PIRULI’ di soddisfazione e mi sdraio felice sul divano, accarezzando Tobia, indifferente al miliardo di peli che finisce per terra.

Tanto, domani, ci pensa il robottino.

PIRULI’.

silenziosamente concepito da Ramona 20:57:00 2 Commenti
... e qui ci lavoro!
alcuni racconti in rete
Il dono delle fate (vibrisse bollettino) L'emigrante (La gente d'Italia) Lecce (vibrisse bollettino) La valigia (Latribunaonline) Gemelle (bombasicilia) Chiara, l'alieno (LPELS) Oro (LPELS) L'agnello (nella raccolta Si sta come a Natale-Edizioni Vibrisselibri) Patate fritte (LPELS)
simpatie nel web
cielolibero fabio letterario shamanic mimmo rapisarda ilse
Diffondi i contenuti (XML)
Diffondi i contenuti (RSS)
Powered by