15/06/2009

APPUNTAMENTO CON IL NOTAIO IN LIBRERIA


Qualcuno ha dimenticato che ho l’onore di far parte dell’associazione no-profit Vibrisselibri? Impossibile dimenticare.
Vibrisselibri è stata un’autentica svolta per me, ma anche per il mondo editoriale. Cosa è Vibrisselibri non lo ripeto qui, lo si può consultare sul sito, oppure, per chi ne avesse tempo e voglia, andando a curiosare in questo mio stesso blog, nel capitolo Io e vibrisselibri.

Ora però ci tengo a fare degli aggiornamenti. Perché il carrozzone di Vibrisselibri non ha mai smesso di andare avanti. Certo va un po’ a rilento ultimamente, ma è la sua stessa natura di volontariato che ne condiziona l’andatura. Tutti i vibrisselibrai prestano la loro opera gratuitamente nel tempo libero, e si sa che il tempo libero, ormai, lo si cerca col lanternino: è rarissimo, siamo sempre tutti di corsa, tutti affannati, tutti presi da mille impegni. Il piacere della lettura (e per qualcuno, me compresa, della scrittura) sta diventando assai difficile da coltivare.
Posso aggiungere, per conto mio, purtroppo??
Niente meraviglie, dunque, se l’opera di Vibrisselibri va dunque a rilento. In questo modo si riesce comunque a trovare ed apprezzare meglio i famosi “mostri”, i libri che al principio nessun editore vuole pubblicare, ma che poi, grazie a noi, tutti (o quasi) vogliono.

Ed ecco le ultime novità, che non sono da poco!

Un altro dei nostri piccoli mostri, parole virtuali editate e pubblicate online da Vibrisselibri, ha trovato un papà di carta. Si tratta di Appuntamento con il notaio, di Alessio Pâsa, che è già uscito in libreria, e dunque sotto forma di pagine e copertina, grazie all’editore Barbera.
Perchè è un mostro questa nostra creatura? Perché è un romanzo che ha una forma particolare, anomala, e dunque mostruosa, al di là del canonico. È un romanzo scritto in versi, ma non si tratta di una poesia lunghissima…
In realtà il romanzo è composto da quattro racconti, ognuno dei quali scritto con l’apparente forma dei versi, ma in realtà è prosa, leggendoli non si ha l’impressione di avere di fronte una poesia, bensì una scrittura più organica, di prosa, appunto. E la cosa incuriosisce molto.
Quanto alle storie narrate, si tratta di storie banali, comuni, quotidiane, che proprio in questa quotidianità hanno la propria forza, perché permettono a chiunque di rispecchiarvisi.

Il libro è scaricabile gratuitamente, come sempre, qui, sul sito di Vibrisselibri. Ma per chi ama la carta, l’appuntamento con il notaio in questione non può che essere in libreria, grazie alla fiducia di Barbera editore.
Il quale editore ha poi in cantiere un altro nostro cuccioletto mostruoso: si tratta di Tutto deve crollare, di Carlo Cannella. Anche questo per ora è solo online, ma sarà in libreria, su carta, in autunno. E quando sarà, ne riparleremo, perché anche questo piccolo grande mostro merita che si parli di lui.

Intanto, pur con i suoi tempi lenti, Vibrisselibri annuncia che sono in preparazione altri due libri che usciranno nella sua meravigliosa vetrina n rete. Ma di questi non vi dico nulla per ora, se no che gusto c’è?...
Però a chi ama leggere, che sia sulla pagina bianca di un monitor, o su quelle di carta, entrambe comunque macchiate irrimediabilmente di parole, non posso che lanciare un avvertimento: tenetevi pronti, Vibrisselibri avanza!


silenziosamente concepito da Ramona 06:42:00 Commenta:

25/04/2008

LO STRANO DESTINO DI UN ORGANIGRAMMA


Avevo già detto, qualche giorno fa, che il primogenito di Vibrisselibri, L’Organigramma di Andrea Comotti, era diventato un audiolibro.
La cosa è notevole.
Spiego.

Un audiolibro, oggi, non è solo un testo “letto” da qualcuno e inciso su un cd. No, un audiolibro è un copione recitato, interpretato, accompagnato dalla colonna sonora dei suoni reali che esso racconta. Come sentire un film in tv, senza vederlo.
Questa è una vera novità.

Un audiolibro è pensato per scatenare l’immersione nella storia ad occhi chiusi.
È pensato per i non vedenti, per il buio che li avvolge e che già impedisce loro di fare molte cose per tutti gli altri semplicissime, come leggere una storia. Da sempre è in funzione per loro il servizio del Libro Parlato, dove un lettore volontario registra su cd la sua lettura di un testo qualsiasi. Ma il lavoro fatto da Goodmood Edizioni Sonore, per la collana Libri in auto, fornisce un servizio in più. È una recitazione, il sonoro di un film, è come ascoltare il mondo circostante.
Un audiolibro può fare compagnia anche a chi trascorre molte ore imbottigliato nel traffico cittadino, o nella solitudine di un lungo percorso in autostrada. O a chi fa fatica a leggere, per qualsiasi motivo, o durante uno spostamento in treno.
Io me lo comprerò, un libro da ascoltare, per il mio prossimo viaggio.

La Goodmood, dicevo, ha avuto questa bella pensata, che presenterà alla fiera del libro di Torino, il prossimo 8 maggio, e tra i suoi titoli ha voluto L’Organigramma. Un grande lavoro di adattamento da parte di Lucio Angelini, Coordinatore del comitato di lettura di Vibrisselibri, ha permesso la riduzione senza danni del nostro incredibile figliolo primogenito. Che peraltro ha uno strano destino.
Quello di essere pubblicato in rete, a disposizione gratuita di chiunque, di essere ascoltato in audio, ma non di essere raccolto su carta.
Eppure è un gran bel libro.
Tanto da meritare pure uno splendido booktrailer, ideato da uno dei vibrisselibrai più geniali, il mio fratello di mare, come lo chiamo io, Grenar. Guardare, prima di dire che esagero. Ascoltate la sua caldissima voce.

 

Insomma, un libro tutto da guardare, in queste immagini da brivido.
Tutto da ascoltare, in cuffia, un pezzo della nostra storia, pur romanzata, viva nelle nostre orecchie. Tutto da vedere, semplicemente cliccando sulle pagine virtuali della rete.
Ora vorremmo che fosse anche che questo libro fosse anche tutto da sfogliare, pagina di carta dopo pagina di carta, nelle nostre mani.

silenziosamente concepito da Ramona 13:24:00 2 Commenti

10/04/2008

FIOCCO NERO IN VIBRISSELIBRI



Il lavoro in Vibrisselibri non si ferma mai. Non è clamoroso, non fa rumore nel suo procedere. Solo, di tanto in tanto, esplode in una grandiosa cascata di stelle. E noi, sotto tutto questo luccichio, appendiamo ancora un fiocco. Non celeste e non rosa… stavolta è un fiocco…nero!
L’ultimo nato infatti è una storia torci budella, che fa male. Violenta, esagerata, amorale.
Il titolo è Tutto deve crollare. L’autore Carlo Cannella. La si può scaricare gratuitamente, come sempre, da qui, dopo aver letto alcune notizie che la riguardano.

Io ho fatto parte dei lettori in anteprima, quelli che, nel comitato di lettura, danno il loro parere e definiscono se il libro inviato dagli aspiranti scrittori a Vibrisselibri è mostruoso o no. Io questo l’ho proprio trovato mostruoso, indigesto fin dalle primissime pagine. Anzi, direi soprattutto in quelle. Perché subito ci si scontra, in prima pagina, nella descrizione raccapricciante della violenza su una bambina.
Intollerabile.
Ricordo che avrei voluto chiudere lì. Però sono andata avanti. E, anche se non è facile, sono andata oltre. E ho trovato, perfino in una storia così ostile, un po’ di amore.
Amore malato, certo. Ma in una storia dove tutto è cupo, anche i sentimenti sono violenti. La società stessa che permette il verificarsi di certe scelte è violenta. Senza uscita. Perché tutto deve crollare.
Eppure nei protagonisti un barlume di amore, nell’oscurità che li avvince, lo si trova.
C’è l’amore, perverso, di un uomo verso una bambina che considera sua “moglie”, sua proprietà, poco più di un animale, e poi il suo amore verso la figlia.
L’amore altrettanto malato di una bambina verso il suo stupratore.
L’amore-odio reciproco tra padre e figlia.
Se si può chiamare amore, se non è un suo surrogato, comunque qualcosa c’è.
Ed è per questo che sono rimasta incatenata alla storia, e ho superato il disagio di una lettura anche troppo cruda. E quando questo accade, quando nonostante tutto voglio arrivare alla fine, quando i personaggi, anche se negativi, rimangono dentro per un po’, vuol dire che vale la pena farsi venire il mal di stomaco. Ognuno troverà qualcosa di disturbante in questa storia, dalle ideologie, ai rapporti interpersonali, dalle scelte di vita, alla violenza affettiva e materiale. Ma di certo proseguirà nella lettura, fino in fondo, per cercare di capire. Non si rimane indifferenti.

Questo è un libro che farà discutere.
Non per niente è un libro mostruoso.
Non per niente lo abbiamo pubblicato noi di Vibrisselibri.

E Vibrisselibri si muove anche su altri fronti.
Il sempreverde L’organigramma, il nostro primogenito, un noir sui generis sulla strage di Piazza Fontana, scritto in un linguaggio tutto nuovo da Andrea Comotti, nell’attesa della carta è diventato un audiolibro. Mica poco, eh? La notizia è qui, con la possibilità di un assaggio della lettura in mp3.

Il lavoro, in Vibrisselibri, prosegue, silenzioso e inesorabile, con tutta la passione che possiamo. E questi risultati ci dicono che abbiamo ragione. Perciò possiamo solo andare avanti.

 

silenziosamente concepito da Ramona 18:29:00 6 Commenti

24/12/2007

QUANDO IL NATALE E' LETTERARIO


C’era una volta il Natale…
Potrebbe essere l’incipit di una favola natalizia. Ma se lo fosse sarebbe un modo un po’ banale per parlare del Natale. Almeno in senso letterario.
 
Del Natale se ne può dissertare come si vuole.
Si può porre l’accento sulle guerre che imperversano, anche a Natale;
sulle tragedie che accadono ugualmente e se ne fanno un baffo del Bambino;
sul consumismo e sulla povertà incipiente che sotto i riflettori del Natale acquistano maggior splendore;
sull’accattone disperato e sull’immigrato delinquente che a Natale facciamo finta di non vedere, sempre che non ne parli la tv;
sulle luci e gli alberi e le renne, e sul cenone coi parenti perché quello sì che è Natale;
sulla neve che non c’è e come fa a essere Natale senza neve…

Insomma, tantissimi sono gli argomenti correlati al Natale, tutti di attualità, tutti validi, tutti un po’ scontati.

In senso letterario pure, c’è un che d’inevitabile legato al Natale. È quasi obbligatorio scrivere del Natale o leggere qualcosa del Natale. Ce lo insegnano fin da piccoli, a scuola, a recitare le poesie di Natale. Non si può, e forse non si vuole, restarne fuori. Il Natale incatena a un’atmosfera unica, che non si ripete più nell’arco di un anno.
La letteratura aiuta, come sempre, a fissare sensazioni speciali e riflessioni del momento e a mettere un po’ da parte le banalità e le consuetudini del periodo, nonché le eventuali tristezze e miserie quotidiane.

Io al Natale ci ho sempre pensato, tutti gli anni. Mi prende dentro.
Ho pensato anch’io a tutte quelle cose elencate più sopra.
Ho pensato anch’io, una sera della Vigilia che vedeva la prima neve dell’inverno, a com’era bello, più bello, il Natale sotto un manto candido.
E ho pensato anch’io ai derelitti del mondo, come quelli dello tsunami del sud-est asiatico di tre anni fa, che mentre noi gozzovigliavamo, loro morivano affogati.
E ho pensato, di volta in volta, a come i natali possano essere molto personali, un po’ tristi o un po’ sereni.

Quest’anno è stato proprio il punto di vista letterario a caratterizzare il mio Natale. Be’, non solo… A essere sinceri, c’è stato, e c’è, anche altro, di molto problematico, ma è lo stare dentro la letteratura che mi ha aiutato, mi ha distratto da pensieri altrimenti troppo seri e affannosi. Grazie a questo Natale letterario mi sono costretta a ritagliarmi uno spazio a prova di tristezze.

È per questo che quest’anno mi sento di proporre due strenne speciali a chi viene a trovarmi qui, nel mio angolino inpuntadipiedi.

A chi voglia leggere qualcosa di nuovo sull’argomento Natale consiglio di fare un salto su Vibrisselibri. E' uscita oggi una raccolta di racconti natalizi scritti dai vibrisselibrai, in omaggio al periodo, ai lettori, a noi stessi… Ventuno racconti, ventuno modi diversi di vedere il Natale. Che può essere divertente, ironico, triste, dissacrante, classico… Ce n’è per tutti i gusti.
Nella raccolta c’è anche un mio racconto, una vecchia favoletta che, gli amici ricorderanno, ha già avuto qualche momento di celebrità… L’ho solo rivisitata e tirata un po’ più a lucido per l’occasione, che non poteva essere più prestigiosa di questa. Sono molto orgogliosa di esserci. E sono orgogliosa anche per un altro motivo…
La raccolta me la sono coccolata io stessa, per come ho saputo fare, e con la supervisione dell'amica Gaja Cenciarelli. Ho radunato i racconti e li ho curati come si cura un cucciolo. Non è stato un lavoraccio, ma un piacere, dato che i racconti sono tutti belli… E i vibrisselibrai, a mio parere, sono stati tutti bravi.
Per conto mio mi sono divertita, mi sono tenuta la mente sgombra da altre cose, sono entrata nei vissuti di ogni autore ed è stata una bella esperienza.
La lettura dell’insieme risulta gradevole e la raccomando per passare qualche momento di serenità, con semplicità, senza pretese. Non anticipo niente, il libro, preceduto da una presentazione firmata da me e da Giulio Mozzi è scaricabile gratuitamente qui. La splendida parte grafica è curata da Alessandro Simonato, che è anche uno degli autori.

La seconda proposta, la seconda strenna è indirizzata a chi abbia voglia invece di un tuffo nel Natale letterario con la maiuscola, quello offerto da autori famosi. La Poesia E Lo Spirito, grazie ai suoi redattori, ha messo insieme una raccolta di poesie e brevi testi a carattere natalizio. Siamo nel classico, siamo nella Letteratura, siamo nella Poesia che non stancano mai. E anche questo è un bel modo per passare la Vigilia, e poi la Festa. La scoperta, o la riscoperta, di testi e versi senza tempo, indispensabili per arricchire la parte più inafferrabile di noi.
E del nostro Natale.

Buone letture a tutti.


silenziosamente concepito da Ramona 18:46:00 6 Commenti

15/12/2007

VIBRISSELIBRI: DAL WEB, ALLA CARTA, AL VIDEO, A... CHE ALTRO?

  Vibrisselibri naturalmente è una fucina in continua attività. Non si ferma mai. Neanche per le feste comandate. Colpa del genio che vi dimora e della passione sua consorte.

Per un po’ di libri che cercano la carta, qui da noi, altri trovano sia la carta che un video…
Una tragedia negata, che si può leggere su Vibrisselibri gratuitamente, come si sa, sarà pubblicato da Il maestrale fra pochissimo, rendendo felice il suo autore Demetrio Paolin, e tutti noi in quanto suoi fratelli e sorelle adottivi.

Modernità oggi vuole che un libro possa essere, oltre che letto per intero sul web, gratis, anche lanciato nel mondo sotto forma di filmato, sempre gratis. Aspetta, fare un filmato con questo scopo si dice fare un booktrailer.
Complicato? Ma no… è come quando al cinema prima di vedere il tuo film ti gusti le immagini delle prossime programmazioni, pochi fotogrammi per invogliarti. La stessa cosa succede con il libro. Pochi minuti, assai coinvolgenti, e tu ti ritrovi rapito a pensare: ammazza, che bello… Perché l’immagine che integra la parola scritta, l’annuncia, ne fa uno stuzzichino, un antipasto coi fiocchi, è quanto di meglio e di più stimolante possiamo godere in questi tempi convulsi.
E così ti ritrovi ad andare a leggere il libro, con negli occhi le immagini e nelle orecchie le parole del trailer… anzi del booktrailer, il trascinatore (folle) di libri.

Guardare qui, per crederci o direttamente dall'immagine sopra:


Versione principale, con commento:
http://it.youtube.com/watch?v=oxCfsWDqnJk


Altra versione senza commento, solo musica:
http://it.youtube.com/watch?v=c-YiLi7J9h4

Il filmato, grandioso come sempre, è ad opera di Grenar, vibrisselibraio di genio, il quale sa già che alla prossima notte degli Oscar sarà seduto in prima fila con un pupazzo giallo (che non è il tapiro d’oro…) in mano. Mentre noi saremo appena dietro di lui a fare la hola.
Lui è il nostro regista preferito. Lo si era capito?
Guardate e diteci se non abbiamo ragione.

silenziosamente concepito da Ramona 19:01:00 3 Commenti

15/12/2007

NENIO, DE MEDIO, PAROLE E PITTURA


C’è un bambino, in quell’angolo. Mi sta guardando. Ha grandi occhi scuri e seri, è magro, capelli corti. Mi guarda e non parla. Cosa vuoi bambino?
Signore, tu vuoi bene ai bambini?, mi chiede.
Che strana domanda… certo, ho due figli, sono la ragione della mia vita, il futuro che continuerà dopo di me. L’ho pensato e non sono stato capace di rispondere. Il bambino mi guarda ancora e attende. Così, senza sapere perché, mi ritrovo a dire che sicuro che voglio bene ai bambini, che a casa ho due maschietti che sono il mio orgoglio e a cui non faccio mancare mai nulla, hanno tutto quello che vogliono e io lavoro tanto per loro. Ma tu, non ce l’hai una mamma e un papà?
Il bambino fa cenno di sì col capo, ma abbassa lo sguardo un attimo e poi parla di nuovo.
Signore, se tu vuoi bene ai bambini, devi fare una cosa.
E mi porge un portatile che nascondeva dietro l’angolo. È acceso e sul monitor, in grande, spicca la foto del bimbo che ho davanti. Mi stupisco molto, è proprio lui…
Leggi questa storia, signore, mi dice con il computer ancora in mano, così evidentemente pesante per lui. Mi siedo per terra, sul marciapiede e comincio a leggere.

C’è un momento in cui non riesco a continuare… c’è un momento in cui dietro tutti quei bit della pagina elettronica si affollano le tante notizie di abusi sui bambini che ci raggiungono quotidianamente e che ormai ascoltiamo un po’ distrattamente. Sì, ci indigniamo, noi padri di famiglia onesti, e madri premurose, e diciamo per fortuna ai nostri figli non accadrà. Ma in questo momento non posso fare a meno di pensare alle volte che i miei bambini cercavano di parlarmi e io, stanco, stressato, non li ascoltavo, restavo indifferente, se non infastidito, dal loro chiacchierare.
Da dietro queste parole elettroniche sono entrato nella testa del bambino violato e ho toccato quello che nessuna notizia al telegiornale potrà mai spiegarmi: la sua paura. Il suo dolore. Il suo silenzio così ricco di richieste d’aiuto, che potrebbe essere quello dei miei figli.

Il bambino davanti a me aspetta paziente. È così drammaticamente tranquillo. Sembra non voler disturbare, eppure sento che vuole qualcosa da me.
Finisco la lettura e sono un’altra persona.

Restituisco il computer al bambino, che lo spegne, diligentemente,  e lo ripone nella sua borsa.
Cosa vuoi bambino? Cosa vuoi, piccolo Nenio?

Signore, se vuoi bene ai bambini, questa storia la devi fare di carta.
E io penso che è proprio quello il mio lavoro, quello di fare storie di carta, come fa lui a saperlo?... E a Natale potrei proprio mettere una nuova strenna, sotto il mio albero, e regalare un sorriso a un bambino che di sorrisi non ne ha conosciuti.

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Questa storia non è accaduta, non ancora. Nenio è un libro virtuale, che tutti possono leggere qui,  su Vibrisselibri, ma che ancora non ha incontrato qualcuno che lo possa rendere di carta. La storia di Nenio però è vera e drammatica, e si ripete tutti i giorni, in tutto il mondo.
In questo Natale pensiamo ai bambini, vicini e lontani, che conoscono il male e la sofferenza, e ricordiamoci che sono gli adulti di domani, quelli cui dovremo affidare il destino del mondo. Il nostro destino.

Nenio è stato scritto da Eugenio De Medio, architetto, artista e ottimo pittore. I suoi quadri sono qui, sono belli, colorati e delicati, proprio come Nenio, e come Nenio cercano una casa e un po’ di calore.
                           

 

silenziosamente concepito da Ramona 18:02:00 Commenta:

16/11/2007

NUOVO COMPLEANNO E NUOVO MOSTRO PER VIBRISSELIBRI


Nuovo compleanno per Vibrisselibri!
Ma come, non ne abbiamo appena festeggiato uno pochi mesi fa? Ogni quanto compie gli anni ‘sta Vibrisselibri?!
Vedi, c’è un compleanno per la nascita dell’idea. Ed è stato a giugno.
Poi c’è il compleanno per la nascita ufficiale, di quando cioè il mondo si è accorto di noi. Ed è quello di oggi.
Poi, vedrai, ci sarà anche il compleanno della consacrazione ad associazione a tutti gli effetti.
E infine possiamo eventualmente trovare altre piccole ricorrenze da festeggiare, perché in Vibrisselibri, in un anno, ci sono stati molti traguardi, ognuno meritevole di essere ricordato.

Ma intanto festeggiamo questo compleanno.
Un anno fa il battesimo ufficiale, a Roma, il salto che ci permetteva di passare da idea a organismo vivente e pensante. Nonché funzionante.
Un anno denso di emozioni, le mie sono riassunte qui, in poche ma sentite parole.
Mentre leggendo qui, quando durante questa giornata mi prenderà la nostalgia, rivivrò attimo per anno quel meraviglioso 16 novembre 2006.
Mi sembra quasi di essere un’altra persona, rispetto ad allora. Sono cresciuta, ho imparato molte cose… e di fatti ne sono accaduti, personali e pubblici, in questi 12 mesi… ma l’entusiasmo di appartenere a questo gruppo è quello di sempre, lo confermo.

E intanto il miglior regalo di compleanno per questa festa è la nascita di un nuovo mostro. Perché Vibrisselibri non smette mai di cercarne. E ogni volta è una bella avventura.
L’ultimo nato si trova qui, si intitola Canti emiliani dei morti, ed è scritto da Giuseppe Caliceti. Leggerlo, per crederci.

Un mondo di bene a Vibrisselibri, agli amici che insieme a me ne formano il cuore e la mente.
Un augurio perché i successi si moltiplichino, perché la passione non venga mai meno e le amicizie si rinsaldino.
E grazie di esistere, dal mio profondo.

silenziosamente concepito da Ramona 08:57:00 6 Commenti

02/10/2007

NUOVO MOSTRO PER VIBRISSELIBRI


Nuovo fiocco azzurro in casa
Vibrisselibri.
Mai stanchi di procreare, abbiamo dato alla luce un nuovo mostro, che il papà
Riccardo Ferrazzi ha voluto chiamare I NOMI SACRI.
Ce la mettiamo tutta, sapete, per riempire questo mondo di mostri, perché i nostri sono mostri unici, inconfondibili, consapevoli e legittimi, i soli in grado di lasciare qualcosa nel profondo, leggendoli.
Gli altri sono mostri e basta, senza aggettivi di qualità.

Il nuovo nato ha visto la luce del web stamattina, con parto eutocico e indolore e con l’emozione tutta nuova di chi incontra la vita.
La storia che ha da raccontare è bella e coinvolgente, di quelle che ti prendono alla gola e che non vedi l’ora di vedere come va a finire.
E come al solito da noi la si può leggere gratis, perché i mostri belli sono anche buoni e disponibili.

E come al solito i nostri cari mostri, dopo essersi donati liberamente, con la passione che li caratterizza e ce li fa scegliere fra migliaia, si mettono in attesa fiduciosa che si realizzi il loro sogno di carta.
Editori che passate di qui per sbaglio (perché di qua un editore può passare solo per sbaglio), vi ricordo che Vibrisselibri vi regala l’opportunità di adottare queste mostruose creature, rendendole cartacee e usufruibili a chi ha difficoltà a usare il web, o a chi ama troppo il libro di carta (come noi), o a chi viaggia, a chi legge a letto, a chi ha sempre un libro in tasca, a chi non sa fare a meno di annusare l’inchiostro. Cioè a un sacco di gente.

Le nostre creature ancora adottabili, oltre a questo ultimo nato, sono:

L’organigramma
Nenio
Appuntamento con il notaio/Paura della notte

Rendetele felici, fatele di carta.

 

silenziosamente concepito da Ramona 14:09:00 Commenta:

03/08/2007

VIBRISSELIBRI HA FATTO CENTRO!!


Ecco, è quando accadono queste cose che sono soddisfatta di me. Delle mie scelte. E’ all’annuncio di certe notizie che mi dico che sono dalla parte giusta. Faccio parte di una squadra di vincenti!! E che il mio contributo sia relativo, poco importa in questi frangenti: il valore del singolo è ampliato dal valore del gruppo. Rimescolato, affinato, esaltato. Ed è in questi momenti che si ha voglia di suonare la carica e ripartire al galoppo con maggiore entusiasmo di prima!

Vabbè, falla corta, direte voi: che è successo??

È successo che Vibrisselibri  ha fatto centro! È di questi giorni la notizia che ben due dei libri mostruosi pubblicati in rete da Vibrisselibri hanno incontrato la carta. E verranno pubblicati da due case editrici tradizionali. Si tratta di Una tragedia negata, di Demetrio Paolin, che uscirà nella primavera 2008 per Il Maestrale, e Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di Monica Viola, che in gennaio uscirà per Rizzoli.

Due libri su cinque in catalogo… tombola!!

E’ un successo strepitoso! È il sogno che avevamo inseguito. O meglio, il suo completamento.

Ecco, ora faccio la maestrina e spiego ancora una volta… perché non capita tutti i giorni di vedere realizzato un sogno. O di centrare semplicemente il proprio obiettivo.

La prima parte del sogno era di incontrare testi mostruosi, fuori del comune, e dar loro il giusto risalto… ed è accaduto abbastanza facilmente. Quelli sulle pagine di vibrisselibri sono tutti libri mostruosi, per vari motivi, e noi ne siamo tutti orgogliosi.

La seconda parte del sogno era di metterli a disposizione gratuitamente di tutti, dopo averci lavorato sopra per renderli libri a tutti gli effetti, vestiti cioè dell’abito buono, quello della festa, quello che è indossato da qualsiasi libro “reale” in libreria. E anche questo è stato facile. E divertente, e coinvolgente. Istruttivo, per me, assolutamente  nuovo e stimolante.
Insieme abbiamo dunque scelto, vestito e “regalato” cinque libri, a disposizione di tutti sul web.

Ma non potevamo accontentarci. Perché il libro è carta, e noi le nostre creature le volevamo di carta.
E quindi è partita la caccia all’ultima parte del sogno: un vestito di carta per tutte loro. Perché volevamo che le parole incontrassero non solo gli occhi, ma anche le mani della gente, e anche i loro nasi, sotto forma di profumo d’inchiostro fresco di stampa.

Perciò adesso siamo felici. È come se fossimo un orfanotrofio che riesca a trovare una famiglia ai suoi orfanelli. Due hanno trovato casa.
Esultiamo!!
E lodiamo l’intelligenza di chi lo ha permesso, persone competenti e appassionate come noi che però hanno in più la sacralità della carta. Queste persone, riconoscendo il valore dei nostri mostruosi bambini, danno un senso anche al nostro lavoro, assolutamente non retribuito, frutto solo di una grande passione e del tempo rubato ad altre attività, quelle che, anche se non gratificanti, consentono tuttavia di sopravvivere in questo mondo troppo materiale.

Ecco, vedete, quando accadono queste cose, io, astemia, stapperei lo champagne e brinderei fino a ubriacarmi. Quando accadono queste cose mi sento orgogliosa di appartenere ad un gruppo specialissimo come quello di vibrisselibri, fatto di gente in gamba assai.
 E mentre le bollicine già mi danno alla testa, faccio gli auguri ai nostri autori per aver realizzato un sogno. E dico a tutte le persone intelligenti che lavorano nell’editoria che se hanno voglia di adottare dei bambini un po’ mostruosi, abbiamo, per ora, altri tre orfani meritevoli. Date un’occhiata qui , qui  e qui e ditemi se non è vero.
Fatevi avanti: queste sono storie importanti che aspettano d'incontrare il loro sogno di carta.


silenziosamente concepito da Ramona 11:15:00 4 Commenti

15/06/2007

VIBRISSELIBRI A UN ANNO DAL CONCEPIMENTO


E’ usanza comune festeggiare i compleanni nella ricorrenza dell’effettiva venuta al mondo. Cioè, se uno nasce un certo giorno di un certo mese (per nascere s’intende uscire dal grembo materno dalla porta principale, strillare per protesta e poi alla fine rassegnarsi al nuovo mondo), per tutti gli anni a venire sarà sempre in quel tale giorno di quel tale mese che accenderà le candeline sulla torta. Di certo non gli verrà mai in mente di festeggiare invece il giorno in cui è stato concepito. Che, del resto, non potrebbe nemmeno conoscere con precisione, salvo indagare sui fattacci privati di mamma e papà, e sempre ammesso che non fossero stati troppo occupati, quella volta, per rendersi conto di cosa stavano per produrre. Altra possibilità: essere figlio di una provetta, il che renderebbe la conoscenza dell’ora x estremamente dettagliata.

Nel caso di Vibrisselibri, però, a me sembra giusto ricordare, visto che lo si conosce bene, manco fosse davvero frutto della provetta, proprio il momento magico in cui la scintilla primordiale diede la vita al tutto, appena quattro mesi prima (e non perché fosse prematuro) della nascita ufficiale, quella cioè che avviene dalla porta principale, quella con tanti strilli di vitalità che il mondo non può ignorarla.
Diciamo che vibrisselibri, anfibia fino in fondo, può permettersi il lusso di festeggiare un paio di compleanni.
Una ricorrenza, un primo compleanno cade, per l’appunto, oggi.

Un anno fa l’appello di Giulio Mozzi: chi ci sta? Chi si butta con me in un’impresa nuova e pazzesca? Era l’antivigilia dell’anniversario della nascita di Giulio. Forse lì per lì nessuno ci fece caso, nemmeno lui, ma ora chi può dire che quella non fosse stata una data simbolica? Il creatore e la creatura nati quasi lo stesso giorno.
L’impresa pazzesca proposta da Mozzi era di costituire una casa editrice che fosse anche agenzia letteraria ma che pubblicasse, in esclusiva sul web, libri autentici e inediti curati in tutto e per tutto, come quelli di carta, ma che in realtà erano senza carta, ossia sans papier, e che però cercavano editori di carta, loro, quei pochi libri accuratamente selezionati definiti mostruosi solo perché fuori dai canoni, mica perché erano brutti e…

A raccontarla così sembra un casino.
In realtà è stata una ventata di follia.
Una follia, sì. Un’impresa strana, definita subito anfibia, perché non era né carne né pesce, ma entrambi, una cosa nuova, fuori dai canoni, fuori dagli schemi, che attirò subito nelle sue fila una marea di pazzi scatenati ed entusiasti. Me compresa. Più pazza di tutti, perché per la sottoscritta si trattava di fare un tuffo ad occhi bendati in un ambiente, quello dell’editoria, assolutamente sconosciuto.
Avevo bisogno di emozioni forti, un anno fa. E le ho avute.

Cinquanta, sessanta, settanta scriteriati, chi lo sa di preciso, nemmeno si conoscevano tra loro, si ritrovarono a discutere animatamente, a cercare di conoscersi fra le righe delle mail. Si litigava, anche. Si scherzava. Si organizzava una struttura pensante e funzionante. Si leggevano i testi e si decideva cosa pubblicare su un sito che ancora non c’era, che era tutto da inventare. Libera la fantasia dei grafici, la creatività di ognuno chiamata a dare un contributo, ed è incredibile il concentrato di belle menti che si ritrovava all’interno di vibrisselibri. Nasceva un logo, un motto destinato a fare scuola: “La carta non è tutto, ma aiuta!”. Nascevano le strategie che dovevano farci conoscere al mondo.
Nascevano amicizie destinate a crescere. 
Chi se la dimentica la prima riunione dell’ufficio stampa, in quel di Riccione? Molti si incontravano per la prima volta, dopo mesi di discussione via mail. Ed era un gioco al riconoscersi tra baci e abbracci e commozione. Consapevolezza di partecipare alla creazione di qualcosa di nuovo, di essere infine dei precursori. Eccitazione, divertimento, impegno. Tutto con il tempo che ciascuno poteva impiegare, perché il lavoro in vibrisselibri è volontario e gratuito: ognuno fa quello che può quando può.

Il secondo compleanno arrivò a novembre nella capitale, e fu col botto. La creatura concepita e custodita gelosamente nel grembo di decine di persone prese la famosa strada principale per vedere la luce, strillare un po’ e cercare un suo spazio nuovo in un mondo vecchio.
E furono ancora abbracci e baci e commozione, e ancora riconoscersi e ritrovarsi, e un pranzo alle quattro del pomeriggio, e una cena alle otto di sera, e ricordi indelebili e felici.

E a un anno da quel concepimento geniale, cos’è oggi vibrisselibri?

E’ quello che era un anno fa, per certi versi: una fucina di menti incredibili, di gente appassionata di letture e scritture che presta la propria opera gratuitamente in nome di un ideale, capaci d’inventarsi di tutto, persino un film, per il progetto. Una catena di solidarietà e amicizia sparsa per l’Italia dalle Alpi alla Sicilia, il cui entusiasmo per il progetto non è mai venuto meno e se possibile si è pure rafforzato.
Perché nel frattempo vibrisselibri è diventata grande: la creatura covata tanto a lungo e allattata ad un generosissimo seno letterario, muove i primi passi senza cadere, senza nemmeno gattonare. La struttura strampalata che non aveva avuto precedenti fino ad un anno fa, ora fa lei da precedente. Sembrava folle pensare di tenere uniti i pezzi umani disseminati qua e là, ma se c’è riuscito Frankestein a restare assemblato e a funzionare, figuriamoci se vibrisselibri, mostruosa per definizione, non poteva fare di più e di meglio di un povero mostriciattolo costruito per fiction.

Le conseguenze di questa nascita sono fenomenali. La  stampa, e i media in genere, si ritrovano oggi a discutere di vibrisselibri, dei testi che ha pubblicato, della sua proposta alternativa che rispecchia i tempi moderni. E dunque sorgono gli interrogativi amletici. E’ meglio un libro pubblicato in rete, gratis e a disposizione di tutti, o è meglio il caro vecchio libro di carta, da comprare, sfogliare e annusare? Tutti ne parlano, tutti espongono teoremi e teorie.

Che discutano pure. Noi di vibrisselibri conosciamo già la risposta.

E’ decisamente meglio l’intramontabile libro di carta, un mito per quelli come noi, ma se per arrivare alla carta occorre passare dal web, dov’è il problema? Noi gestiamo disinvoltamente l’etere e la carta, perché entrambi diffondono la parola, la cultura, che sia sotto forma di un saggio, di una poesia o di un romanzo: noi abbiamo tutto, utilizziamo tutto.
Noi cerchiamo autori coraggiosi e mostruosi, lettori coraggiosi e mostruosi, editori di carta coraggiosi e mostruosi. Noi utilizziamo il web per arrivare alla carta, lo dichiariamo e siamo fieri di essere anfibi.

In un anno non abbiamo lavorato per niente. Non ci siamo spostati di qua e di là nel Paese, e abbracciati commossi invano. La creatura a un anno dal suo concepimento è razionale e funzionante e appassionata e produce i primi frutti. Per noi è come vedere un figlio laurearsi e poi mettere subito in pratica quello che ha studiato.
Siamo tanti padrini e madrine orgogliosissimi di avere contribuito ad allevare quell’idea che un uomo un giorno seminò nel web. Non un uomo qualunque, e nemmeno il giorno era un giorno qualunque. Per forza di cose, dunque, anche l’idea non era destinata ad essere un’idea qualunque.

Buon primo compleanno, vibrisselibri. E anche a te, babbo Giulio Mozzi, diavolo di un inventore folle…


silenziosamente concepito da Ramona 08:06:00 Commenta:
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