03/06/2009
VACANZA? VACANZA!...
È stato un anno molto duro. Anzi, a conti fatti è da più di un anno che è dura.È un pezzo che questa vita corre impazzita senza tregua, senza concedersi e concedermi respiro, senza risparmiarmi emozioni forti, senza regalarmi tempo, risucchiandomi energie sempre più scarse.
È la vita, si dice.
No, dico io. La vita normale non è così, non può essere così.
In una vita normale ci deve essere il tempo per dormire, poltrire, riprendere fiato, dedicarsi alle cose che piacciono e agli affetti.
In una vita normale non deve esistere che si pianga di sfinimento, né che si contino i rimpianti.
In una vita normale si deve accettare il dolore sapendo che c’è l’alternativa ed è il sorriso, una risata di cuore appena dietro l’angolo.
In una vita normale non ci può essere spazio per la fretta, l’ansia, l’angoscia del fare tutto e subito.
In una vita normale le incombenze sono ben distribuite, bene equilibrate, si alternano con momenti di pace e serenità.
In una vita normale non esiste la parola stress: si mangia quando si ha fame, si va in bici a far la spesa e si compra l’indispensabile, si lavora con entusiasmo, si coltivano hobby ed amicizie.
Se non si è capito, in questi ultimi 12 e passa mesi, non ho condotto quella che comunemente si chiama vita normale. La sensazione costante che raramente mi ha abbandonato in questo tempo è quella di essere una pentola a pressione con la valvola di sfiato bloccata. Se non è scoppiata è stato un caso, ma forse sarebbe stato meglio che fosse esplosa, magari avrei potuto recuperare qualche pezzo di me, senza sentirmi compattata a forza come mi sento oggi.
Per fortuna capita anche la tregua, di tanto in tanto.
Arrivano le sospirate ferie, un po’ precoci, per la verità e se mi guardo attorno vedo ancora la neve sulle montagne, infilo un golfino mentre mi sto preparando ad andare al mare e metto il bikini in valigia…
Arrivano le ferie, e insieme a loro un periodo di stacco di cui avverto un bisogno estremo.
Certo le ferie non vengono senza ulteriore carico di stress: bisogna ripulire la casa, che ancora grida vendetta per essere stata trascurata da tanto tempo, ci sono da fare le ultime compere (ultime??? Mancherà sempre qualcosa! Per esempio quella deliziosa camicetta non riuscirò più a comprarla, ma mi serviva proprio!), poi c’è sempre qualcosa che ti serve a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e ma che non funziona più, e poiché proprio ti serve entri in agitazione, e poi c’è il gatto da sistemare, e ancora un mucchio di altre cose da organizzare, e poi c’è il pensiero della strada, e insomma, tutti quegli incidenti sulla strada non fanno che creare il panico e la macchina sarà a posto o ci farà brutte sorprese? E poi ancora ricordarsi di chiudere il gas, e di programmare il videoregistratore per la puntata di E.R. che non si può assolutamente perdere (ci ricordiamo, per favore?!). E poi, cavoli, non abbiamo comprato l’ombrellone e come si fa, ora è tardi…
Neanche questa è una cosa giusta. Una vacanza deve essere una vacanza, non è normale e non è possibile associarla a una simile accozzaglia di preoccupazioni, grandi o piccole che siano, ma a dire il vero per come sto a me sembrano tutte enormi. E non parliamo poi del pensiero del rientro, no, meglio non pensarci….
La mia meta quest’anno è una bella regione piena di amici: le Marche. Una settimana appena, salvo imprevisti, per staccare la spina dal mondo cattivo e riattaccarla col mondo più giusto, fatto di riposo, mare azzurro, simpatia, cene in allegria, grandi dormite e… bè, tutto il resto che qui non si può dire.
Basterà una sola settimana a ricaricare questa pila esausta? D’accordo che è una pila riciclabile, ma non so fino a quando sarà possibile recuperarla, prima di buttarla via del tutto. E si sa, con gli anni, i tempi di recupero si allungano, invece qui bisogna accontentarsi di quel poco risicato che si riesce a ritagliarsi.
Ok, cercherò di farmelo bastare. Però per piacere: niente imprevisti, niente incidenti, niente obblighi, niente cartellini da timbrare, niente litigi, niente pensieri tristi o preoccupati. Questa settimana dev’essere di una tranquillità ascetica (ma senza le rinunce degli asceti, se no mi stresso di più).
Cercherò di non rimpiangere la camicetta che non ho acquistato né i soldi spesi per la digitale nuova che chissà se riuscirò a far funzionare. Non penserò a quello che succede 500 km più a nord, né 500 km più a sud, però perché funzioni non deve accadere nulla a quelle latitudini!
Mi sforzerò di non provare angoscia al pensiero dell’inevitabile rientro, ma per piacere, quando sarà, lasciatemi i miei spazi, o non tornerò mai più un essere umano, rimarrò il robot che procede in automatico senza concedere nulla al sentimento, quello che sto rischiando di diventare ora.
Insomma, mi godrò questa settimana di vacanza a tutto tondo. Magari così quando tornerò sarò meno lagnosa, più entusiasta, con la pila ricaricata a dovere, avrò ritrovato me stessa e la mia umanità, che tanto mi manca.
Domani parto.
Aspettatemi, e sarò di nuovo quella di sempre.
Buona vacanza.
di Ramona 07:00:00
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