26/10/2008

AUGURI

Sono altezzosa, non racconto mai niente delle mie cose.
Ma forse sono solo riservata e temo di annoiare gli altri: io non sono così interessante da raccontarmi.

 

Sono asociale, non partecipo ai pettegolezzi.
Ma forse sono solo discreta e rispetto la privacy altrui. Non vivo di gossip e odio la superficialità dello stesso.

 

Sono misantropa, non mi mescolo nel gruppo. Acqua nell’olio.
Ma forse sono solo timida, e spesso non so come rompere il ghiaccio. Non sono brava a comunicare.

 

Me ne sto quasi sempre per conto mio.
Ma forse ho solo paura di disturbare.

 

Non leggo i libri che tutti leggono, non guardo i programmi tv che tutti guardano, non scrivo cose che tutti scrivono. Non amo massificarmi.
Ma forse ho solo una personalità diversa e gusti molto personali, né migliori né peggiori.

 

Non mi schiero con qualcuno in particolare.
Ma forse sto solo dalla parte della giustizia e dei deboli. I forti non hanno bisogno di me.

 

Sono un po’ scontrosa.
Sono abbastanza dolce. Un po’ salata.
Sono spesso fuori dal mondo, in silenzio, ma so identificarmi in chi non ha voce e scrivo per lui.

 

Non so dire ti amo, ma amo alla follia e mi sciolgo in carezze d’amore.
Sono scettica e razionale, ma romantica e passionale.

 

Io non sbaglio mai, ho sempre ragione, ma un miliardo di dubbi mi tormenta.
Sono inflessibile, ma voglio capire e so ascoltare.
Sono forte come una quercia, attraverso impavida le tempeste della vita, ma piango per un film, una canzone, per una bella storia, per la sofferenza di un vecchio gatto e del mondo.
Sono indipendente e insofferente e alle imposizioni, ma dipendo dall’amore, dall’affetto e dall’amicizia.
Ho il senso del possesso, perché do un valore affettivo a tutto, oggetti, animali e persone, ma adoro fare regali e talvolta regalo anche la mia anima.

 

Sono quella che sono, ricca di sentimento e di passioni, di scetticismo e speranze, di sogni e di fiducia, ma povera di malafede, nullatenente di cattiveria.

 

Ho imparato che gli occhi della gente mi vedono in un modo e all’esatto opposto, ma solo perché così sono io, contraddittoria come pochi, eppure coerente a me stessa.

 

E oggi è il mio compleanno.

 

Sono felice di esserci, di essere complicata eppure semplice, ingenua eppure smaliziata. Sono felice di essere come sono. Non vorrei essere diversa. Mi tengo i miei tormenti e le mie passioni, i miei sogni e i miei sbagli.
Per questo voglio festeggiarmi, oggi, guardando ancora questo video che un amico che neppure conosco di persona poco tempo fa ha voluto dedicarmi, mettendo per un istante da parte, per me, i suoi problemi, assai più importanti di me.
Ho pianto commossa per questo gesto, ho pianto per la bellissima canzone che porta il mio nome e che mi ha riportato a un mare di ricordi d’infanzia. Piangerò ancora nel rivedere il video, perché non posso farne a meno. Ma sarà un pianto ricco di emozione, da gustare felice, lacrima dopo lacrima, in questo giorno speciale.

 

Auguri, vecchia mia.

 

 

18/10/2008

FRUTTI D'AUTUNNO

Compaiono qua e là, in mezzo al verde. A volte si mimetizzano tra le foglie gialle e rosse, il tappeto dell’autunno. Sono all’ombra degli alberi quasi spogli, tra le radici di un ceppo, morto eppur capace di regalare ancora vita. Sono nei muri a sassi, fra le pietre, e in riva ad un torrente. Sono dappertutto, quasi come…funghi.

 

Ciccioni o smilzi, solitari e soddisfatti di esserlo, o fraternamente in gruppo, o in famiglia unita. Si colorano diversamente, a seconda del luogo che li ospita: possono essere marroncini come caffè, di un vivace giallo squillante, oppure rosso ruggine. Per cappello hanno un ristretto copricapo, simile alla casetta dei puffi. Oppure aprono le tese e sfoggiano una specie di sombrero, largo e accogliente. Sono molto diversi fra loro, ma li riconosci subito, lo vedi che appartengono alla stessa razza. In comune hanno una o più cinture appena sotto il cappello. Che stravaganti! Ma quella stramberia di portare una cintura così alta può salvarti la vita, perché li differenzia da parenti più cattivi.

 

Sono timidi, è vero, tendono a nascondersi. Ma a volte la vanità è più forte, non resistono, e si mostrano in tutto il loro splendore. Scovarli qua e là, nel prato o nel bosco, è una magia. Una caccia al tesoro divertente, colma di meraviglia. Non c’è chi resista  allo stupore: eccolo!, qui c’è n’è un altro!, e un altro!, guarda qui!, no qui! Ma quanti ce ne sono?? E ci si arrampica in ogni luogo, dimenticando anni e acciacchi, si scava con un bastone o a mani nude, si sfidano ortiche e serpenti, per la gioia della scoperta. Concreti eppure sfuggenti frutti d’ottobre.

 

Amano l’autunno umido, ma se piove troppo si lasciano uccidere dall’acqua e dai vermi. La loro sopravvivenza necessita di un giusto equilibrio fra secco e bagnato, fra caldo e freddo, fra sole e ombra.
Del resto crescono in fretta, ma vivono poco.
Li vedi oggi microscopici neonati, domani sono già adolescenti, e domani l’altro quasi morti. Saperli incontrare al momento giusto è un dono.

 

Sono vittime dell’ingordigia umana, di cestini avidi e di pentole voraci, che li vogliono sposare con aglio e prezzemolo, e polenta o riso per testimoni di nozze. Ma non si lasciano abbattere, non vengono mai meno. Ritornano sempre, generosi come pochi, lievemente dispettosi quando giocano a nascondino, saporiti di humus.

E ogni anno, ogni ottobre, ricomincia il gioco.

 

 

 

 

 

 

 

 

di Ramona 19:35:00 4 Commenti

06/10/2008

SVEGLIARSI, UNA BELLA MATTINA DI OTTOBRE

Eppure ci sono anche queste giornate. Belle, limpide e fresche, in cui ti sembra di fare pendant con il mondo.
Mi sveglio e sorrido, ringrazio Qualcuno o Qualcosa perché sono viva e sto bene. Sì, certo, qualche acciacco persiste, la cefalea imperversa e la colonna vertebrale è dolorante in toto, ma che importa? Quale modo migliore per ricordarsi che ci sei e sei connesso? Che sei un essere mortale e imperfetto, brioso, vulcanico e contraddittorio, ma ti piaci ugualmente e preferisci essere così piuttosto che noioso, immortale e perfetto?

 

Mi sveglio e stiro i muscoli, li sento uno per uno, potrei identificarli e chiamarli con il loro nome, mentre ancora non ho neppure aperto gli occhi.

 

Mi alzo e sorrido ancora, perché fuori c’è il sole e tutto risplende. È una mattina di ottobre, un’altra mattina di ottobre, e quanti ottobre sono trascorsi da quando sono nata? Tra pochi giorni li conterò, non ora. Però è meraviglioso pensarci, è stupendo poterli contare… ci sono tanti, meno fortunati, che hanno smesso molto prima di contare i propri autunni.

 

Da quanto tempo non mi svegliavo sorridendo?
Da quanto tempo facevo i conti con la stanchezza per il solo fatto di aprire gli occhi?

 

Oggi mi va di cantare, scappate tutti perché sono stonata!
Sono un leone, piena di forza vitale, traboccante entusiasmo, scoppiettante di ottimismo. Il motore va al massimo, e giuro che non mi sono fumata niente, non ho assunto droghe (odio le dipendenze, tranne quella dalla cioccolata!!): è tutto naturale.
Sarà il ciclo e il rigiro degli ormoni, sarà che è bello anche sentirsi in giostra, un giorno su e uno giù, perché vivere è anche questo, un’altalena che sale e scende dal cielo. Ma ora l’ottovolante va solo su, su, in alto, fino alle stelle!
Sarà che è vero: cuor contento il ciel l’aiuta! Oggi sembra una giornata tutta al positivo.
Lavoro, scrivo, faccio e disfo, quante cose! Penso in rosa, faccio progetti, io che sono scaramantica come pochi! Riesco a non crearmi aspettative che provocherebbero in me solo delusioni e malesseri. Faccio quello che mi va di fare per il gusto di farlo.

 

Apprezzo il bene intorno a me, lo vedo e lo tocco e vorrei condividerlo con tutti, perché il bene porta solo il bene. E dove il bene non lo vedo, dove c’è indifferenza o peggio nei miei confronti, oggi riesco a sorvolare. Non mi tocca, ma in fondo non mi ha mai toccato: io la mia strada l’ho sempre seguita, nel bene e nel male.
E del resto oggi non c’è nulla che possa intaccare questa sensazione di sorriso che mi pervade. Oggi c’è il sole!

 

Sono colma di desideri e di vita, ho mille voglie! Tutti i sensi sono accesi, come quelli di un felino all’erta, languido al sole ma attento a tutto e pronto a scattare, muscoli tesi e vibranti di forza.

 

Noto tutte le piccole cose che sono segnali di vita, promesse di futuro. Due gemellini, allegramente vestiti uguali, gattini curiosi e bizzosi e teneri da morire, l’erba verde che stenta a ingiallire, un fiore cocciuto su una pianta grassa che non sente il brusco calo di temperatura.
È autunno, lo so, sta per arrivare l’inverno con il freddo e le giornate corte. Provo solo un minimo di sgomento al pensiero. Non ho fatto in tempo a godere dell’estate, che nemmeno si è fatta vedere, annegata di pioggia, e già devo dirle arrivederci… poi però penso che forse anche l’inverno mi porterà qualcosa di buono, qualche novità che avrà il suo peso nel domani.
So che quello che deciderò sarà la cosa giusta e lascio fare al mio angelo custode.

 

Ho un arcobaleno di fiducia in testa, oggi non esiste temporale o previsione meteo che possa offuscarlo.

 

Domani non lo so come sarà, la giostra è imprevedibile, ma proprio per questo così affascinante!

 

Ti voglio bene, vita.

 

di Ramona 22:21:00 6 Commenti