29/06/2008
HO VINTO!!!
La busta bianca fa capolino dalla cassetta delle lettere. Insieme ad altre buste, un po’ di depliant pubblicitari, un paio di riviste in abbonamento.
L’intestazione, quella di un premio letterario a Pieve di Cento, mi induce a pensare all’ennesimo invito, che ricevo di tanto in tanto, a partecipare a un concorso. Basta partecipare una volta, poi t’invitano ogni anno. Automaticamente.
Gentile da parte loro. Ma è che non sempre si ha tempo, voglia, o materiale adatto per prendere parte alla gara.
Io negli ultimi tempi ho ridotto moltissimo le adesioni. Praticamente una ogni tanto, quando la vita, benigna, me lo concede.
Anche questa busta qui, sarà il solito invito. Mi viene la tentazione di gettarla direttamente nella raccolta della carta… almeno sarà riciclata e si renderà utile.
Ma vediamo un po’ di che si tratta, tanto per vedere a cosa rinuncio questa volta.
È un periodo infame, ho una grossa preoccupazione in testa, non riuscirei mai a dedicarmi a questo genere di impegni. Non ora, no.
Però la curiosità mi prende, e prima di gettare la busta, il suo contenuto e i depliant pubblicitari nel bidone della carta, le do un occhiata.
“La S.V. si è classificata 1° nella sezione Narrativa con: Sansone, core de Roma”…
Non ho capito.
Rileggo.
“La S.V…” …..e chi sarebbe, scusa, questa S.V??!!
“…si è classificata 1°…” è un 1 quello? È scritto a penna, non è chiaro…
“Sansone, core de Roma…”
…. Ma quello è il mio racconto! Non può essercene un altro con lo stesso titolo, è assurdo! Sansone, er gatto più vecchio de Roma, il felino dal cuore grande uscito dalla mia penna… ehm… dalla mia tastiera, qualche mese fa.
Ma cosa ci fa il mio racconto su un invito a partecipare ad un concorso?
Qualcosa mi sfugge.
Devo rileggere.
Rileggo questa parte e il secondo foglio, dove un elenco denominato Narrativa vede il mio nome in cima alla lista.
A questo punto devo prendere atto… vuoi vedere che ho spedito il mio racconto a questo concorso? Nemmeno me lo ricordo, eppure qua dice che sì, io ho partecipato. E ho pure vinto.
Ho vinto.
Cosa?!
Ho vintooooooooooo!!!!!!!!!!!
No, si sono sbagliati. Non può essere. Non sono io questa.
Ma sì che sono io.
Il racconto è proprio il mio e già era stato scelto dalla casa editrice Edilazio per far parte di un’antologia sull'estate romana. Anche lì si trattava di un premio letterario. Non avevo vinto niente, ma ero entrata fra i finalisti, per questo sono nell’antologia.
Ma non mi ricordavo di averlo spedito anche da altre parti. Eppure non ci sono dubbi!
“Premi: 2500 euro, motivazione, diploma, libri….”
Quanto?!...
Duemilacinquecento…..
Ci dev’essere uno zero di troppo… avranno sbagliato. Mi sarei ricordata di questa cifra, se non del concorso…
Nessuno sbaglio, C’è anche il puntino che separa le migliaia dalle centinaia, le decine e le unità. Non è uno sbaglio.
Duemilacinquecento….
Oh, caspita!
Segue l’invito a partecipare alla cerimonia di premiazione in settembre, con preghiera di conferma.
Confermo?
E certo che confermo!! Se non si sono sbagliati, se vogliono proprio me, io confermo eccome!
Oh, caspita!
Devo sedermi e rileggere, ancora una volta.
Ma com’è che non ricordo nulla, non ricordo di avere stampato e spedito il racconto?
Colpa forse dello stress e degli eventi degli ultimi mesi. Che sono stati quasi tutti negativi, mi hanno coinvolto fortemente e impegnato tutte le mie energie. Questa spedizione dev’essere stata fatta in uno di quei rari momenti in cui sono riuscita a rubare tempo per me, per ricordarmi che io esisto e ho dei desideri, degli hobby, delle passioni che non riesco più ad assecondare. Un momento in cui ho preteso di pensare a me.
Solo che poi ho cancellato dal mio io conscio questo gesto ribelle, e in seguito la vita mi ha travolto con le sue esigenze.
Dev’essere andata così.
E questo è ora il risultato.
Inaspettato.
Insperato.
Dimenticato.
Opportuno.
Proprio adesso, che ho una seria preoccupazione familiare. Che non riesco a pensare ad altro.
Proprio adesso arriva questo messaggio in bottiglia, piovuto da un cielo benedetto che si ricorda di me, dei miei furti di tempo e dei miei sogni. Come a dire ok, ci sei, sei connessa, e talvolta funzioni…
La felicità per questo premio è incommensurabile… mi fa volare, mi strappa alle angosce del momento, cancella, almeno per un attimo fuggente, i pensieri cupi.
Per questo sono felice.
Al di là della somma vinta, pur notevole, la mia felicità è dovuta al recupero della mia dimensione personale. Capisco che non devo trascurarla, che il mio sogno ha diritto ad esistere e ad essere coltivato con passione.
Leggo e rileggo quelle parole… sì, sono io quella…
Chiamo il numero indicato. Riconoscono il mio nome, molti complimenti per il racconto. Mi commuovo, rido e vorrei piangere. Non c’è nessun errore, sono io la vincitrice. Confermo la mia presenza a settembre. Sì, ci sarò. Non posso mancare. È mio dovere pensare anche a me.
Domani intanto parto, torno alle origini. Questa volta non saranno ferie come gli altri anni. Questa volta c’è un pensiero in più, e il treno non correrà mai abbastanza veloce.
Ma arriverà settembre.
E sarà tutto per me.
Dimenticavo: da domani, mi hanno detto, il mio racconto si potrà leggere qui.