18/05/2008

RINGRAZIAMENTI

Io voglio ringraziare un uomo di 82 anni che per un quarto della sua vita ha fatto parte della mia. Lo voglio ringraziare per l’affetto con cui ha riempito oltre 20 anni del mio tempo. Lo ringrazio per la semplicità del suo vivere, senza per questo essere nient’altro che un uomo, per nulla un santo, e per il sorriso sempre pronto, per le interminabili partite a briscola in cui cercava di insegnarmi inutilmente gli strani “segni” per comunicare.
Lo ringrazio per la stella alpina rubata alla montagna, solo per me, per avermi fatto assistere alla nascita di bianchi e teneri agnellini, per avermi mostrato maiali e pecore, fieno sui prati e legne nel bosco.
Voglio ringraziare quest’uomo per aver generato l’altra metà della mela, che altrimenti starei ancora cercando.
Lo voglio ringraziare per la commovente fiducia che riponeva in me, fino a che è stato in grado di dimostrarmelo, e per avermi messo alla prova nel prendermi cura di lui. Lo ringrazio per i sorrisi sdentati regalati senza più cognizione e senza mai un lamento. Lo ringrazio per il suo essere tornato bambino, per avermi regalato la tenerezza che ispira chi non può difendersi, non può esprimersi, non può chiedere, non può muoversi, e non può fare altro che vivere fino in fondo il proprio calvario.
Lo ringrazio per aver chiuso il cerchio senza troppi accanimenti, senza permettere che chi restava dovesse macerarsi in mille dubbi di liceità.
Lo ringrazio per i numerosi aneddoti che arricchiranno il prossimo futuro di mille, inevitabili “ti ricordi?”.

Io ringrazio quest’uomo e gli auguro un viaggio sereno tra i prati del cielo e le montagne del paradiso. Perché per lui, di sicuro, il paradiso è fatto di alte montagne e neve da spalare e prati da sfalciare.

Ma voglio anche ringraziare altre persone.

Io voglio ringraziare gli infermieri, i medici, il personale sanitario capace di mostrare il lato umano che i telegiornali cancellano. Un braccio sulla spalla, un sorriso affettuoso, sostegno morale, abbracci e baci di conforto e condivisione. Sui telegiornali non appaiono mai, ma io li ho incontrati, una volta tanto da bisognosa anziché dispensatrice. E fanno un bene dell’anima.

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a riportare una larva alla condizione, più o meno, di essere umano, con rispetto e passione. Compresi i servizi assistenziali sociali, insostituibili e umanissimi supporti.

Voglio ringraziare chi ha sopportato pazientemente i miei dubbi e le paure degli ultimi mesi, con vera amicizia, impedendo a lacrime d’impotenza di avere la meglio quando proprio non era il caso di arrendersi.
E ringrazio chi ha avuto una parola, un pensiero, un abbraccio, una presenza silenziosa. E chi non ha pensato che ci vuole per forza un legame più stretto per giustificare il dispiacere.

Ricordando un sorriso sdentato, arrivi il mio grazie a tutti.

Ora, sorridiamo anche noi, e andiamo avanti.


di Ramona 20:54:00 4 Commenti