05/05/2008

BELLINDA


A casa Pinco e Pallina è arrivata Bellinda. Fervono i preparativi per una degna sistemazione. La signorina Bellinda è di alta genealogia, non può mica accontentarsi di un albergo a poche stelle… cioè, di un ricovero da poco.
A dire il vero le quattro mura che a suo tempo ospitarono la povera Stella sono nuove e solide. Quello che necessita con urgenza è il perimetro della passeggiata, dove farle sgranchire le nobili membra.

Chi dice che Bellinda è una cavalla sbaglia di grosso. Bellinda è una modella, alta, affusolata e aggraziata. Bionda come la Bardot dei tempi che furono, provvista in più di una lunga coda dello stesso color platino, che nemmeno lontanamente assomiglia alla chioma dell’attrice da giovane. La camminata è elegante e misurata, la falcata ampia e degna delle passerelle d’alta moda.
Non scherziamo. Qui siamo alla presenza di un’autentica Miss. Bisogna ricrearle il giusto habitat, quello più adatto al suo rango.

Pinco e Pallina si affannano e fanno del loro meglio, spronati dalle imperiose sfuriate della diva a quattro zampe. Che non ha tempo da perdere, lei al chiuso di un box soffre di claustrofobia! E ci tiene a farlo sapere al mondo intero, con una voce che proprio dolce non è…

Il luogo dove Miss Bellinda poserà i suoi poco delicati zoccoletti va delimitato in modo robusto. Il signor Pinco e la consorte Pallina sanno quello che c’è da fare. Basta farlo, dunque, seguendo la ricetta più adatta.

Ingredienti:

Una ventina di pali alti quasi due metri.
Rete metallica.
Corda elettrificata e ganci in cui farla passare.
Mazza, chiodi e martello.
Buona volontà q.b.

Prendere tutti gli ingredienti e portarli nel prato. Alla bisogna usare un trattore, ma anche manualmente va bene, se si è disposti a fare duemila giri su e giù per il prato medesimo... Dipende dalla resistenza dei soggetti, considerando che quella di Pallina, messa ko dal raffreddore, è uguale o inferiore a zero.

Far fare al signor Pinco nel terreno, uno per volta, buchi profondi circa mezzo metro, più o meno equidistanti tra loro.
Dire alla signora Pallina che depositi in ogni buco uno dei pali e suggerirle di tenerli in posizione eretta, possibilmente proprio diritti, a mo’ di totem, e non ad angolo acuto.
Il signor Pinco prenda ora la mazza, dal peso di circa cinque chili o più, e assesti con forza una serie di colpi in cima ai pali per affondarli nel terreno. Diciamo che un centinaio di mazzate, complessivamente, può essere sufficiente.
Si raccomanda al signor Pinco di evitare di colpire la testa e le mani della moglie.
Si raccomanda alla signora Pallina di non paragonare il marito all’omino della Plasmon… quello era un’altra cosa, ma orsù, anche il consorte fa la sua bella figura. Anzi, è pure meglio.

Dopo avere eretto tutti i pali, srotolare la rete metallica, che naturalmente non è né leggera, né di facile trasporto, e fissarla agli stessi. Operazione questa che compirà il signor Pinco con chiodi e martello, sempre cercando di evitare le proprie dita e quelle della signora.
Ora infilare i ganci nei pali (questo è facile).
Ora far passare la corda attraverso i ganci. E che ci vuole. Una passeggiata. Su e giù per il prato. Per l’ennesima volta.
Collegare il recinto così formatosi alla batteria, ed evitare, possibilmente, di toccare il tutto per non farsi un elettroshok gratuito. Magari sarebbe necessario, ma non è questo il momento.
Fermarsi a guardare il risultato, e asciugarsi il sudore prima che il raffreddore si complichi con una polmonite.

Se siete riusciti a compiere queste mosse in meno di due giorni, e senza nemmeno litigare fra voi, complimenti, ora potrete assistere a uno spettacolo formidabile.

Pinco e Pallina effettivamente ce l’hanno fatta. A dispetto del raffreddore, che fa di Pallina un essere senza spina dorsale, nel senso che proprio non si regge in piedi.
Ma l’aria aperta, dopo molti mesi di chiuso, freddo e pioggia, non può che farle bene. Oddio, fa ancora un po’ freschetto. Qualcuno ha detto a chi di dovere che maggio dovrebbe dispensare tepore, se non caldo, invece di quest’aria troppo frizzante e queste nuvole gonfie di pioggia?
Si cerchi di provvedere.
C’è bisogno di primavera, di calore, di sole e buonumore.
Vabbè, per lo meno non piove. Non ancora.

La signora Pallina di nuovo pensa che suo marito è sempre più uguale al gigante della Plasmon. Ok,  quasi… quello batte su un gong, ed è muscoloso, Pinco invece ci dà di brutto su pali enormi con una mazza. E i muscoli… ci sono, ma non si vedono. Sono in incognita.
Il signor Pinco è decisamente meglio del gigante della Plasmon.


Una voce reclama, dal chiuso del box.
Miss Bellinda sembra aver capito che è arrivato il suo momento di gloria. Ha pazientato finora, ma adesso ha visto che i lavori sono terminati ed è impaziente di esibirsi.
Creatura abituata agli spazi aperti, sente il richiamo del prato.

Il signor Pinco la libera, le concede il suo spazio. Il suo space, come si dice. Ed è una festa. Uno spettacolo meraviglioso.
Bellinda si esibisce in un galoppo sfrenato, che meriterebbe le distese della prateria, invece di un piccolo prato montano. Pallina, all’estremità del recinto, la vede arrivare in velocità, come una bomba. Si chiede di sfuggita se i freni dei cavalli siano revisionati a sufficienza, e se la vista di Bellinda abbia superato il test di guida quanto basta perché si accorga della rete prima di finirci sopra.
Il rumore degli zoccoli che sollevano le zolle è pari a quello dei cuori di chi la sta a guardare. Criniera al vento arriva Bellinda di gran carriera, inesorabile.
Vede la rete e si ferma in tempo.
E poi sono sgroppate, piccoli salti di gioia, nitriti imperiosi, rivolti al cielo e a chiunque. Assaggia l’erba, le piace, percorre il perimetro del recinto esplorando quello che da ora sarà il suo territorio, la sua passerella. E si esibisce in un trotto allungato estremamente elegante e altero. E poi via, di nuovo di corsa.
Come non sognare, a questa vista, di tenersi attaccati alla criniera e volare insieme a lei in spazi infiniti?
Pallina sogna, appunto, sapendo che solo di un sogno si può trattare. Nella realtà ha molta più fifa di quanto voglia far sapere in giro.
Ma la visione di questa creatura possente e appassionata scalda il cuore e addolcisce il ricordo della perdita di chi l’aveva preceduta. Povera vecchia Stella… largo ai giovani! Questa potenza, questa vitalità, tu non l’avevi più da tempo… tanta tenerezza e un bacio a te, piccolina.

Bellinda si calma, dopo un’ora di corse e salti. Mangia l’erba e controlla il suo nuovo territorio. Ora sì, si sente a casa.

A Pinco e Pallina concederà poi graziosamente tante coccole e bacini. Con quel muso di velluto, gli occhi furbi e dolci insieme, e il grande corpo forte e caldo, viene voglia di abbracciarla.
Ma lei è una Miss, altezzosa e dispettosa, e mette subito in chiaro, scrivendo con lo zoccolo destro: qui comando io!

Benvenuta, Miss Bellinda.

 

di Ramona 19:29:00 Commenta: