14/02/2008
FOLLIA DI SAN VALENTINO

DELIRIO.
Cullarmi nel sogno
per nenia
parole di carta.
Immaginare il tuo viso
svelarlo infine:
evanescente
bolla leggera
di sapone,
d’incanto ci sei
poi non più
con le tue umide bugie.
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NOTTURNO.
Nel profondo
di una notte
infinita
stellata
in un letto
di sogni e
desiderio
occhi aperti sul ricordo:
le ore
sono piene
di te.
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EMOZIONE. 
Fluttuare lieve
nel tempo,
sospesa,
indifferente
alla sua clessidra
e abbracciare
teneramente
i tuoi pensieri.
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ASSENZA.
Il vuoto silenzio
nell’ombra
trabocca del ricordo.
Legata nell’aria
ad atomi di ossigeno
struggente
necessaria
la mia malinconia
si pasce
della tua assenza
e la tua voce
nella mente
accompagna
questa tristezza.
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SCRIVI UNA STORIA.
Scrivi una storia,
poeta,
dove cuore bacia amore
e amore è poesia
in un mondo
che non è mondo.
Scrivi una storia
d’incantevole stupore,
poeta,
e di nuvole ardite
d’immacolata perfezione
nel cristallo più turchino.
Poeta,
scrivi per me
una storia qualunque
speciale e infinita
da farmi posare, leggera,
i piedi sull’arcobaleno
ed il capo sul tuo petto.
Una storia così,
poeta,
non è una storia.
E’ il sogno.
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L’ONDA.
Arde la pelle
nell’attesa.
Un gemito impaziente muore
strozzato
prima di nascere.
Ed eccola, l’onda,
profonda azzurrità.
Lenta e sicura.
Mormora il mio nome.
Poi cresce
aumenta
s’innalza al cielo
e irrompe
lava
sbatte
e ribatte
sconquassa
grida.
Grida.
E poi riposa.
Ciottolo sudato e felice
mi lascio carezzare
dalla sua schiuma.
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LA CONCHIGLIA.
In una conchiglia dimenticata
dall’onda
cerco il tuo mistero.
Goccia su goccia
che riempie il mare.
Madreperla lucida
ricolma d’amore
la vita che hai percorso
quando io non c’ero.
Amore disperso
da una brezza gentile
e mai compreso.
Tramonti hanno infuocato
la scura profondità
dei tuoi occhi
e aurore dorate.
Senza di me.
Il mormorio dell’oceano
cerco
nel lustro e vuoto guscio,
la voce della tua assenza.
Memoria antica di salsedine
e fatue sirene.
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VIAGGIATORE.
Tu mi guardi
nell’anima
e mi trovi.
Io ti chiedo
muta
di andare al di là
del tuo stesso pensiero
in un viaggio solo sognato.
Attraversa
mio caro
un confine che non c’è.
Esplora ardenti colline
morbide
e boscose pianure
odorose
e pozzi profondi
caldi.
Risali il limpido fiume
tremante
cavalcalo
e penetra,
infine,
nella vastità selvaggia
del mio grido.
Viaggiatore di terre
e sensi
inesplorati.
Non mi lasciare
vuota di te.