08/02/2008

SOLITUDINI TECNOLOGICHE


Ci sono giorni in cui ti senti solo.
Giorni in cui vorresti parlare, tirar fuori i tarli che rodono, i dispiaceri che affliggono, le lacrime che reprimi, i sorrisi che regali al nulla, le capriole che immagini di saper fare.
Ci sono giorni in cui vorresti condividere la tua vita.
E non c’è nessuno con cui poterlo fare.

Non sono i mezzi che mancano.
Hai il telefono, il cellulare, le mail, il blog, skype. Puoi contattare il mondo con un click. Ma il mondo non si interessa di te. Ha altro da fare.
Il mondo corre e non ha tempo per te.
Mandi messaggi che restano senza risposta. E tutta la tua tecnologia resta muta.

Sono giorni di silenzio assoluto.

Forse anche tu sei uno che non ha tempo per il mondo. Anche se non ti sembra, può darsi che sia così. Quante volte sei di corsa, affannato, e rimandi tutto, anche un ascolto, a un domani che è peggio dell’oggi?

Ci sono giorni in cui avverti tutta la solitudine di un mondo super affollato, super frettoloso, super tecnologico. Un mondo che ha molti mezzi per comunicare e nessuna voglia di farlo. Un mondo che non ha tempo per ascoltare o capire la gioia o il dolore altrui.

In giorni così vorresti tornare alla preistoria, quando bastavano un sorriso e un disegno su una pietra per comunicare.
In giorni così vorresti sentire  di nuovo il senso e il calore dell’umanità vera.