09/01/2008

E SONO 30

E sono 30.
Non uno di più, né uno di meno.
Un terzo di vita, nelle sue aspettative di oggi. Poco meno di quello che è toccato in dote a te.
Un ergastolo commutato, secondo la legislazione vigente.
Ma cosa vuoi che siano, 30 anni, per te che il tempo lo vivi senza confini, senza le convenzioni della misera condizione umana.

In questi 30 anni saresti invecchiata, saresti piena di acciacchi, chissà. Invece, pensa, un mago ti ha lasciata eternamente giovane, non hai bisogno di lifting o interventi estetici. E il bello è che non te ne importa niente, come non te ne è mai importato, mentre oggi le tue coetanee, o anche più giovani, sono ossessionate dalla ruga o dal chilo.
In 30 anni invece io ti ho raggiunta e superata in età… Lo avresti detto? Avresti voluto vedermi compiere il sorpasso? Ma dai, non sarebbe stato possibile, lo sai! Tu saresti sempre stata più avanti di me, non ti avrei mai presa…

In 30 anni il mondo è così cambiato da togliere il fiato, da estorcere qualche lacrima e perfino struggenti nostalgie di quando si stava meglio nello stare peggio.

Tu 30 anni fa non hai visto i computer, ti rendi conto?... Sembra impossibile che non ci fossero computer, 30 anni fa.
Tu 30 anni fa facevi le parole crociate della Settimana Enigmistica (ma quella c’è ancora!) e leggevi gli inserti d’amore di Intimità e Confidenze. Guardavi i film il lunedì sera sul primo canale, in bianco e nero e magari ti commuovevi, ma con una battutina delle tue lo nascondevi. Poi il sabato era Canzonissima e comunque tutti a letto dopo Carosello. Non ti saresti mai sognata un CD Rom, un DVD, ma nemmeno le cassette in VHS o i colori nella tv… A dire il vero anche un cinema quasi non sapevi cos’era… costava troppo andarci.
Tu 30 anni fa telefonavi in duplex e bisognava andare a bussare dalla vicina perché liberasse il telefono. Chissà se avresti riso anche tu, a ripensarci, ora che i cellulari hanno invaso il quieto vivere e le suonerie impazzano in ogni luogo. Te la saresti immaginata la vicina col cellulare?...

Tu 30 anni fumavi le tue MS, perché chi lo sapeva che faceva male… figurarsi!
Tu scaldavi la casa con la stufa a cherosene, e per un periodo bisognava fare la fila, dandosi il turno, per riempire la lattina al distributore. Gas, pannelli solari?! Fantascienza. E del resto non hai neppure visto la serie tv di SPAZIO 1999, che sembrava predire un futuro stellare che non c’è stato. Il 2000? Un altro millennio? Troppo lontano, non era nemmeno nei pensieri della gente, appena uscita dal tunnel dell'austerity per finire in quello di piombo del terrorismo rosso e nero.

Tu 30 anni fa non hai conosciuto nemmeno una semplice ecografia…non parliamo di TAC o di risonanza magnetica, che diamine, quella sì era fantascienza!, ma di semplici ultrasuoni che, chi può dirlo, magari ti avrebbero salvato la vita. O forse no. I trapianti d’organo erano ancora più o meno sperimentali da meno di un decennio, i pazienti trapiantati erano casi clamorosi che comunque vivevano poco. Per lo più in America, in Sudafrica, in casa al diavolo. Non certo nella Terronia di allora. Pensare che, 30 anni dopo, i trapianti si fanno anche con persone vive. Pensa che talvolta se l’organo manca lo s’inventa.
Naahh… se te lo avessi raccontato avresti risposto che si trattava certo di una novella di Isaac Asimov… Quelle ti piacevano, mica era realtà.

Forse non era il caso che tu vivessi altri 30 anni.
Avresti visto tante cose, ma non è che tutte ne sarebbero valsa la pena. Solo quelle che riguardavano i tuoi figli, probabilmente, il cui avvenire, per te, 30 anni fa, si era trasformato di colpo in un angosciante punto interrogativo. Avresti voluto, allora, non uno strumento fantascientifico, ma una cosa più antica che la tua fantasia poteva evocare con meno fatica: la sfera magica delle streghe, per sapere come sarebbero stati i tuoi figli dopo 30 anni, se ce l’avrebbero fatta senza di te. Erano così piccoli, santo cielo, così piccoli…

Ma dopo l’hai capito anche tu che il tempo per te non avrebbe avuto più senso, che saresti diventata tu stessa passato e futuro e pure presente, senza limiti, senza spazio, senza confini. E la tua essenza sarebbe esistita sempre.
Certo, 30 anni fa, non lo avresti detto.
E neppure io.
Visto che 30 anni non bastano per dimenticarti, vuol dire che ci sei ancora.

E io non voglio ripetermi, le cose che ti ho detto un anno fa le penso ancora e sono sempre valide, anche oggi che abbiamo compiuto questo compleanno tondo, anche domani per gli anniversari che verranno.

Volevo solo dire che 30 anni per te sono niente, nonostante quello che non hai visto del mondo in tutto questo tempo (oppure lo hai visto?!...). Ma per noi che siamo ancora qui sono stati proprio tanti.

Un abbraccio, mamma, ovunque tu sia.

di Ramona 21:22:00 4 Commenti