24/12/2007
QUANDO IL NATALE E' LETTERARIO
C’era una volta il Natale…
Potrebbe essere l’incipit di una favola natalizia. Ma se lo fosse sarebbe un modo un po’ banale per parlare del Natale. Almeno in senso letterario.
Del Natale se ne può dissertare come si vuole.
Si può porre l’accento sulle guerre che imperversano, anche a Natale;
sulle tragedie che accadono ugualmente e se ne fanno un baffo del Bambino;
sul consumismo e sulla povertà incipiente che sotto i riflettori del Natale acquistano maggior splendore;
sull’accattone disperato e sull’immigrato delinquente che a Natale facciamo finta di non vedere, sempre che non ne parli la tv;
sulle luci e gli alberi e le renne, e sul cenone coi parenti perché quello sì che è Natale;
sulla neve che non c’è e come fa a essere Natale senza neve…
Insomma, tantissimi sono gli argomenti correlati al Natale, tutti di attualità, tutti validi, tutti un po’ scontati.
In senso letterario pure, c’è un che d’inevitabile legato al Natale. È quasi obbligatorio scrivere del Natale o leggere qualcosa del Natale. Ce lo insegnano fin da piccoli, a scuola, a recitare le poesie di Natale. Non si può, e forse non si vuole, restarne fuori. Il Natale incatena a un’atmosfera unica, che non si ripete più nell’arco di un anno.
La letteratura aiuta, come sempre, a fissare sensazioni speciali e riflessioni del momento e a mettere un po’ da parte le banalità e le consuetudini del periodo, nonché le eventuali tristezze e miserie quotidiane.
Io al Natale ci ho sempre pensato, tutti gli anni. Mi prende dentro.
Ho pensato anch’io a tutte quelle cose elencate più sopra.
Ho pensato anch’io, una sera della Vigilia che vedeva la prima neve dell’inverno, a com’era bello, più bello, il Natale sotto un manto candido.
E ho pensato anch’io ai derelitti del mondo, come quelli dello tsunami del sud-est asiatico di tre anni fa, che mentre noi gozzovigliavamo, loro morivano affogati.
E ho pensato, di volta in volta, a come i natali possano essere molto personali, un po’ tristi o un po’ sereni.
Quest’anno è stato proprio il punto di vista letterario a caratterizzare il mio Natale. Be’, non solo… A essere sinceri, c’è stato, e c’è, anche altro, di molto problematico, ma è lo stare dentro la letteratura che mi ha aiutato, mi ha distratto da pensieri altrimenti troppo seri e affannosi. Grazie a questo Natale letterario mi sono costretta a ritagliarmi uno spazio a prova di tristezze.
È per questo che quest’anno mi sento di proporre due strenne speciali a chi viene a trovarmi qui, nel mio angolino inpuntadipiedi.
A chi voglia leggere qualcosa di nuovo sull’argomento Natale consiglio di fare un salto su Vibrisselibri. E' uscita oggi una raccolta di racconti natalizi scritti dai vibrisselibrai, in omaggio al periodo, ai lettori, a noi stessi… Ventuno racconti, ventuno modi diversi di vedere il Natale. Che può essere divertente, ironico, triste, dissacrante, classico… Ce n’è per tutti i gusti.
Nella raccolta c’è anche un mio racconto, una vecchia favoletta che, gli amici ricorderanno, ha già avuto qualche momento di celebrità… L’ho solo rivisitata e tirata un po’ più a lucido per l’occasione, che non poteva essere più prestigiosa di questa. Sono molto orgogliosa di esserci. E sono orgogliosa anche per un altro motivo…
La raccolta me la sono coccolata io stessa, per come ho saputo fare, e con la supervisione dell'amica Gaja Cenciarelli. Ho radunato i racconti e li ho curati come si cura un cucciolo. Non è stato un lavoraccio, ma un piacere, dato che i racconti sono tutti belli… E i vibrisselibrai, a mio parere, sono stati tutti bravi.
Per conto mio mi sono divertita, mi sono tenuta la mente sgombra da altre cose, sono entrata nei vissuti di ogni autore ed è stata una bella esperienza.
La lettura dell’insieme risulta gradevole e la raccomando per passare qualche momento di serenità, con semplicità, senza pretese. Non anticipo niente, il libro, preceduto da una presentazione firmata da me e da Giulio Mozzi è scaricabile gratuitamente qui. La splendida parte grafica è curata da Alessandro Simonato, che è anche uno degli autori.
La seconda proposta, la seconda strenna è indirizzata a chi abbia voglia invece di un tuffo nel Natale letterario con la maiuscola, quello offerto da autori famosi. La Poesia E Lo Spirito, grazie ai suoi redattori, ha messo insieme una raccolta di poesie e brevi testi a carattere natalizio. Siamo nel classico, siamo nella Letteratura, siamo nella Poesia che non stancano mai. E anche questo è un bel modo per passare la Vigilia, e poi la Festa. La scoperta, o la riscoperta, di testi e versi senza tempo, indispensabili per arricchire la parte più inafferrabile di noi.
E del nostro Natale.
Buone letture a tutti.