24/09/2007

LA CARBONERIA


Silenziosi, quatti quatti, escono dall’ombra. Si tengono per mano, sono fratelli di sangue… cioè, di scritture. In gran segreto, come in ogni setta degna di questo nome, qualche anno fa un pugno di impavidi ha dato vita a un conglomerato informe e conforme, a immagine e somiglianza di ognuno e di nessuno, battezzando la creatura col nome di carboneria Letteraria.
Poche le certezze, tanto lo spirito di corpo.
Fra quelle poche certezze, la più certa era quella di voler scrivere. Magari assieme. Ma anche da single, però in cooperativa.
L’altra certezza certa era di volerlo fare divertendosi, di dar libero sfogo all’angolo più ludico delle loro animacce nere, solitamente represso dal mondo perbenista e formale.
L’altra certezza un po’ meno certa, ma comunque mantenuta finora, era la segretezza. La cospirazione, la goduria dei propri frizzi e lazzi e delle proprie creazioni con la piena libertà dell’anonimato, senza costrizioni o convenzioni.
I carbonari non si conoscevano tutti di persona, ma erano uniti da un piccione viaggiatore telematico assai efficiente travestito da mailing list.
Un po’ alla volta ai soci originari si sono uniti altri membri, e chiamarli membri, credetemi, voleva dire farli raddrizzare d’orgoglio… ehm.
Unisci qua, associa là, nel giro di poco la carboneria può vantare ben 17 di questi membri efficientissimi.
Me compresa, magari non così efficiente, ma assai partecipe e orgogliosa.

Che emozione definirmi carbonara!! Basta guardarmi e sussurrare questo appellativo, e subito non puoi non pensare alla pancetta (ce l’ho!!) al burro (sono tutta burrosa), alla panna (chi più morbida, cioè molle e bianca, di me?... e comunque, mi dicono, la panna sulla carbonara NON CI VA!!) e poi all’ovetto (quello non lo so fare ancora, ma se m’impegno…).
Insomma, io e la pasta alla carbonara siamo perfettamente sincroni. Non potevo quindi non essere anche l’affiliata ideale alla carboneria.

I carbonaretti, tutti figli dell’allegria, hanno la passione del gioco, ma non quello d’azzardo, bensì nel senso più festoso e puro che si possa intendere.
Giocando giocando un bel dì si disse: “Perché non facciamo un laboratorio di scrittura fra di noi? Tanto per tenerci in allenamento…”
Così fu.
Il tema fu scelto felicemente dalla nostra decana, e fu PRIMO INCONTRO.

E fu un primo incontro, un primo lavoro collettivo estremamente fruttuoso. Perché il gioco dei carbonari, per qualche strano incrociarsi delle vie celesti lassù, divenne un (possibile) libro. Anzi, togliamo le parentesi. Quel nostro giochetto in fondo divertente ma intrapreso con serietà, è diventato davvero un libro!!! Un’antologia in uscita nei prossimi giorni in tutta Italia, per la collana Leggere Veloce, edizioni Centoautori. Trattasi di volumetto mignon, da leggere, appunto, velocemente, alla modica cifra di 3 euro.
Mica bruscoli, eh?!
E il bello è che c’è anche il mio nome in mezzo a quello degli autori… perché c’è anche il mio racconto, lì, fra gli altri, e si chiama PRIMO APPUNTAMENTO. Opperbacco!
E per fare le cose serie, presto ci saranno presentazioni del volume un po’ dappertutto, le prime a Napoli e Verona, prossimamente, e poi ovunque! I carbonari invaderanno il paese, in nome dell’amore per la letteratura. Libere letture, libere scritture, in un libero paese. I carbonari escono allo scoperto.

E poiché sono persone al passo con i tempi, hanno pure un sito e un blog. C’è la lista segreta dei componenti della setta, che ora non è più segreta, ma cerca il suo posto meritato e al sole (perché all’ombra ormai fa freddo…). C’è qualche foto sventurata, qualche gioco d’illusione fotografico (e come poteva non esserci?)… Presto ci sarà anche l’elenco delle pubblicazioni avvenute, perché i carbonari, signori, non si fermano qui. Qui non c’è alcun capolinea, nessuno stop ma solo una fermata di servizio come un’altra, dove la gente può salire e scendere, poi il viaggio riprenderà verso una meta ancora più bella.
Scommettiamo?

di Ramona 18:48:00 8 Commenti