09/09/2007
PAROLE
Parole, parole parole. Soltanto parole. Niente altro che parole.
L’invenzione più bella. Ma non la più necessaria.
Parole servono a descrivere qualsiasi cosa. Il mio dolore e il mio piacere. I tuoi capelli e il tuo sorriso. La montagna enorme e il mare immenso. La bellezza e l’orrore. I colori e il vento, la pioggia e il sole.
Tutto quello che esiste, tutto è racchiuso in una parola.
Anche ciò che non esiste, o meglio, che non posso toccare e vedere o avvertire con i cinque sensi. L’odio e l’amore, la simpatia, la paura, l’allegria e la gioia, l’amicizia che ho per te e quella che tu non hai per me. Aggettivi più che sostantivi, nomi propri e pronomi, ma sempre parole. Che inquadrano e definiscono, che descrivono e colorano. Che mutano un’idea da astratta a concreta, che vedono per chi non vede e accendono milioni di cellule in noi, che tentiamo di sceglierle, ricordarle, usarle, archiviarle, capirle.
Parole e poesia.
Parole e musica.
Storie di parole, parole di sogno.
Parole su una pagina bianca.
Parole che si accostano una all’altra, si urtano, si sposano. Parole che orizzontano.
Parole che vorrei sentire e non sentirò.
Parole che non posso dire e non dirò.
Parole che si liberano. Possono essere grosse e offendere, far male e uccidere. Possono essere piccine e sfuggenti. Anche se sono solo parole, fatte di consonanti e vocali. Fatte di niente.
Parole e lacrime.
Parole nell’aria, inconsistenti e pesanti. Verba volant, dicevano gli antichi, le parole volano e si dissolvono, ma spesso lasciano il segno.
Parole, tuttavia, che non concludono. Parole che imbrogliano e confondono e lasciano in sospeso. Parole che chiedono e parole che non rispondono. Parole in girotondo effimero, parole che non approdano e non arrivano, eppure partono, senza guida. Parole che sbagliano bersaglio.
Parole con cui non si mangia, parole che nutrono e non saziano.
Parole che stordiscono e meravigliano e lasciano insoddisfatti.
Parole che girano in tondo e gira, gira, gira anche la testa e vorresti fermare il fiume di parole per fermare anche la testa.
Parole senza risultato, parole che fanno arrabbiare.
Una parola cento concetti. Per un concetto centinaia di parole.
Parole mescolate, in fila per due o confusionarie.
Uno sguardo, più di mille parole.
Un gesto, più di mille parole.
Un fatto, più di mille parole
Parole indispensabili, ma parole di cui si può fare a meno.
Parole aleatorie. Parole che non vogliamo.
Parole che cerchi e non trovi. Parole in gola, morte in un singhiozzo.
Parole che non cercano solo un punto, ma anche un a capo.
Per ricominciare.