11/06/2007

LA POZIONE MAGICA DELLA SIGNORA PALLINA


La signora Pallina prepara una pozione magica.
Ali di pipistrello e code di rospo, saliva di ragno e dita di millepiedi….
Oddio, a dire il vero si può tentare anche con meno. Tanto la magia è di quelle impossibili, che non riuscirebbe neppure a Harry Potter…
La signora Pallina si trasforma dunque in maga Magò e si mette all’opera.

La formula magica era su un giornale. Un settimanale femminile, uno di quelli dove le magie appaiono facili e accessibili a tutte. A sentire chi scrive su riviste del genere, ci vuole così poco a diventare più belle, più sode, più sicure, più …. Più, ecco. Come dire che se non le magie, almeno i miracoli sono davvero alla portata di chiunque.
Il tutto corredato da foto che fanno travasare la bile dall’invidia, dato che anche per reclamizzare una caramella si utilizzano belle gnocche semispogliate. O semivestite. Le quali probabilmente devono aver fatto indigestione della pozione magica per apparire in cotanto splendore.
Per questo la signora Pallina non ha molti dubbi: la magia funzionerà.

La formula promette di tonificare la pelle, di ricompattarla, di ridarle giovinezza e splendore uccidendo gli inestetismi. Che parola difficile per definire la cellulite…. Pallina pensa, solo per un attimo, che la sua pelle in fondo è sempre stata all’incirca com’è adesso: con tanti difetti, ma anche qualche positività. Gli anni che sono passati non hanno influito molto. Ma che vuol dire, non è mai troppo tardi per migliorare, no? Basta guardare le foto della rivista, e sospirare…

Talvolta è necessario concentrarsi sulle fatuità, perché le brutture di questo mondo sono tante e un cuore non può farcela a sopportarle se non si concede una saltuaria, frivola distrazione.
Via, niente pensieri seri, qui c’è una pozione magica da preparare. Al lavoro.

Il signor Pinco, scetticismo fatto persona, con qualche moina maliarda subisce il primo incantesimo e si trasforma in un tuttofare trova robe… per amore, solo per amore, che a lui la sua Pallina piace com’è. Anche Pallina in fondo si piace, ma un gioco è un gioco, serve per divertirsi e per divertire.

Ingrediente fondamentale, dice la ricetta, è un vino invecchiato almeno cinque anni. Capperi, è la volta che Pallina fa una sbronza, pensa lui… anzi, ridacchia tra sé, la facciamo insieme e poi, sai che festa?…
La doccia fredda arriva impietosa. Macché sbronza, il vino non si deve bere! Ah no? … Peccato.
Non è nemmeno facilissimo trovarne, di vino invecchiato. E quando lo ha trovato, il signor Pinco sborsa una somma che gli sembra ingiusta, se poi non si può nemmeno berne un goccio e non si può far sbronzare la moglie. Ma pur brontolando, come abbiamo detto, per amore si fa tutto, e il signor Pinco porta a casa un rosso sangiovese del 2000. I due coniugi guardano il liquido scuro con un filo di saliva sbavante e molto rimpianto, ma la pozione aspetta, inutile commuoversi.
Non c’è niente da fare. La sbornia con il vinello invecchiato è rimandata a data da destinarsi, con un’altra vittima in bottiglia: questa qui sarà immolata alla magia.

Le erbe portentose le procura maga Magò.
In una notte di luna piena, allo scoccar della mezzanotte, accompagnata dagli spiriti benigni, alla luce fioca di una fiaccola…
Sarebbe fantastico, ma in realtà è molto più semplice: in erboristeria, in pieno giorno e con portafoglio dapprima ben fornito, poi di colpo alleggerito (questa sì è una magia!…).
La signora Pallina comincia a pensare che una seduta dall’estetista in fondo le costa di meno. Ma il suo alter ego Maga Magò ha una voglia prepotente di pasticciare. E di giocare.
Pronti? Via!!

In un’altra notte di luna piena, allo scoccar della mezzanotte, il pentolone fuma…
E dalli….
Ok.
In un giorno qualsiasi, Pallina, novella apprendista stregona come il Topolino di Fantasia, ordina:

Cavatappi!
E il cavatappi gira, gira, gira, il tappo salta e il profumo del sangiovese inebria la maghetta… però, sarebbe bello cedere alla tentazione di un sorsetto, lei che è praticamente astemia…Dopo sì che si vedrebbero certi numeri!

Tintura di ippocastano!
La boccetta si spalanca, il contagocce incrocia la bocca della bottiglia e le versa dentro, in un umido bacio, una per una 50 gocce di liquido ambrato. Facile.

Tintura di quercia marina!
Analogo incontro stregato fra 50 gocce di un liquido ancora più chiaro e lo scuro mare alcolico. Danza il contagocce, proprio come la scopa di Topolino. E se la colonna sonora non c’è, la si inventa, la si ricorda, si mette allo stereo quella che si vuole. Maga Pallina sceglie musica melodica e romantica, l’antro della strega si riempie di testi poetici e note dolcissime...
Foglie d’edera!
Intoppo. La ricetta della pozione parla di 20… che cosa? Non specifica. Venti gocce? Ma l’erborista ha consegnato foglie, non liquido. Venti foglie? Ma se sono tutte sbriciolate! Venti grammi? Ma come si fa a pesare venti grammi con la bilancia da cucina??
Panico. La pozione rischia di saltare per aria. Che fare? Pallina decide di personalizzare la faccenda e mettere una quantità a caso, facendo gli scongiuri.
Certo che  infilare le foglie sbriciolate giù per il collo di una bottiglia richiede altro che incantesimi… ci vuole un utensile più pratico.

Imbuto! Ma l’imbuto è notoriamente più stretto del collo della bottiglia e con le foglie si tappa.

Spiedino! Spiedino?! Ma sì, un lungo spiedino d’acciaio per sgomberare il tutto, cosa ci vuoi mettere se no, l’idraulico liquido?!! Foglia dopo foglia in un attimo si innalza il volume del liquido fino all’orlo… che stia già funzionando, l’intruglio? Immagina cosa farà allora sulla pelle…

Fra otto giorni lo sapremo.
La pozione deve riposare al fresco per una settimana. Poi bisogna filtrarla e infine applicarla con un impacco sulle zone malate. Non serve specificare quali. Questione di privacy.
 
Riporre il pentolone, conservare le ali di pipistrello e le code di rospo avanzate, vedere se è possibile riattaccare qualche dito inutilizzato ai mille piedi dell’insetto omonimo, richiudere il flacone della preziosa saliva di ragno. E attendere.

Consigli dopo impacco del signor Pinco:
1) mettersi a lungo sotto la doccia e usare profumi a volontà. Per confondere un po’ le idee e permettere al marito di avvicinarsi nottetempo senza ubriacarsi di colpo… non per il novello fascino della consorte.

Qualora il lavaggio non fosse possibile o fosse inutile:
2) Non andare a lavorare. Non v’è certezza alcuna che i vapori alcolici provenienti dall’impacco non intacchino le facoltà cognitive e i riflessi necessari per lavorare.
3) Non mettersi alla guida di qualsiasi veicolo semovente. Se anche si fosse immuni al miasma alcolico, provate voi a convincere il poliziotto della stradale che vi ha fermato che non siete alticci. Non c’è palloncino che tenga, anzi, in questi casi nemmeno lo sprecano, il palloncino. Patente azzerata e multa stratosferica non le toglie nessuno. Garantito!

Infine, un consiglio per tutti/e dato dalla premiata ditta Pinco&Pallina: volersi bene e coccolarsi in ogni caso. Questa è la magia più grande e la più facile!

di Ramona 12:05:00 1 Commento