28/02/2007
NENIO SU VIBRISSELIBRI

Eccolo. E’ qui. A lungo sospirato, vezzeggiato, cullato e rifinito, plasmato e dibattuto, analizzato e soppesato, autoptizzato, sviscerato, spogliato e rivestito, alla fine Nenio (scritto da Eugenio De Medio) da oggi è tra noi. Il terzogenito della neonata Vibrisselibri, in parto gemellare con Tana per la bambina con i capelli a ombrellone (scritto da Monica Viola). Insomma, la seconda uscita per la neonata casa editrice di cui, per qualche meravigliosa magia, fa parte anche la sottoscritta.
Due storie vere, due esperienze di vita, due esempi per imparare ad affrontare con coraggio e vitalità le difficoltà “reali”, i drammi che tutti potremmo potenzialmente incontrare e da cui potremmo essere distrutti.
Ho contribuito nel mio piccolo alla revisione di Nenio. La mia prima esperienza di revisione, primo di una lunga serie di passi che dovrebbe alla fine portarmi a seguire in prima persona la crescita di un libro, dalla nascita fino alla maturità. Ma di questo parlerò dopo. Ora è di Nenio che voglio parlare, ma consiglio a tutti di leggere anche il libro di Monica Viola, perché lo merita. Entrambi i libri sono scaricabili gratis su vibrisselibri, in attesa che conoscano e incontrino la carta, sogno di tutte le storie che vogliono raccontare qualcosa…
Nenio è una storia vera. La storia di un bambino come tanti, forse un po’ più sensibile di altri, che nasce in una famiglia come tante. Almeno in apparenza. Perché si scopre subito che il bambino invece vive un’altra realtà. Ultimo figlio di genitori già avanti negli anni, che inizialmente avevano perfino scambiato la gravidanza per una brutta malattia, e lo ammettevano davanti a lui, Nenio, appellativo dolcissimo che riduce il vero nome, Nazareno, un po’ più impegnativo, si accorge presto di avere genitori quanto meno distratti. Entrambi insegnanti, sono tutti presi dalle vicende degli alunni e non si accorgono del loro ultimogenito. Che, per paradosso, ha proprio la madre per maestra… e questa, per non essere accusata di favoritismi, si dimentica letteralmente della propria maternità.
Nessuno in casa si accorge del dramma di Nenio, che quando ha 6 anni incontra l’orco, nella persona di suo fratello Glauco. Glauco che lo violenta, lo terrorizza, lo picchia e lo plagia, inculcandogli il sospetto di non essere amato dai genitori. Del resto come non credere che sia vero? In fondo nessuno lo viene a salvare.
Ci vorrà del tempo perché qualcosa scatti in Nenio e lo spinga alla ribellione. E più ancora, molto più tempo, per liberarsi dei propri fantasmi, per cercare di ripristinare l’ordine in una vita che ordine non ha più, che invece è presa d’assalto da individui ambigui, genitori assenti, istituzioni senza morale. Tutto da solo, faticosamente, superando prove su prove, tormentandosi su un dubbio angosciante: diventerà il torturato torturatore a sua volta? E’così che funziona? Ma la risposta è nel fondo dell’animo gentile del bambino, poi ragazzo e poi adulto: no, non funziona così. Nenio in qualche modo, per come può, si assume la carica di paladino degli indifesi, riparatore dei torti e difensore dei bambini. No, lui non perpetuerà a sua volta il male. E finalmente prenderà coscienza di avere il bisogno disperato di liberarsi del terribile segreto che gli appesantisce l’anima. L’incontro con la psicoterapia aprirà la porta alla ricostruzione del sé perduto.
Come si può comprendere da queste poche righe, la vicenda narrata è una tragedia autentica, non pura fiction. L’autore racconta in prima persona, rivivendo il passato con gli occhi del bambino ormai adulto e l’ingenuità dell’adulto mai affettivamente cresciuto. Si vive intensamente assieme al bambino il momento della violenza, per la semplicità infantile con cui è raccontata. Sembra di toccare la sua paura e di sentire la terribile domanda: perché?! Perché tutto questo accade a me? Strada facendo si comprende alla perfezione il perfido meccanismo che annienta la volontà del piccolo e lo sottomette al suo aguzzino e non si può che provare orrore e pietà.
Ecco, io credo che questa sia la parte fondamentale di tutto il libro. Quella che più attrae e respinge. Quella che spiega il prima e il dopo. Quella per cui vale la pena affrontare la lettura e di affrontare, insieme, anche gli orrori che non vogliamo o possiamo vedere.
Il resto, a mio parere, è un degno contorno.
EugenioDe Medio è al suo primo libro, di professione fa l’architetto e vive in Abruzzo.
Come dicevo ho partecipato alla revisione di questo romanzo-verità, insieme a Valeria Cappelli, Lucio Angelini e lo stesso Eugenio De Medio. L’avventura è stata intensa e istruttiva. Entusiasmante è stato discutere, in un virtuale fianco a fianco, seduti ad una immaginaria tavola rotonda, sulle virgole, sugli accapo, sulla posizione di una parola o l’utilità di una ripetizione. Il tutto solo per dare il giusto spazio e la giusta forma a una creatura che già era pronta a volare e sbatteva le giovani ali impaziente.
Mi emoziona pensare che il momento del volo è arrivato, in piccola parte grazie anche a me…
Vai, piccolo Nenio, che la carta ora sia con te…
