24/01/2007

CON VIBRISSELIBRI EDITANDO S'IMPARA

Il lavoro in vibrisselibri è intenso, alacre, appassionato. Ognuno ha i suoi co mpiti e li svolge al meglio. C’è chi è del mestiere e chi il mestiere lo sta i mparando Un lavoro, anche se virtuale e non retribuito, è se mpre un lavoro, e va co munque svolto con impegno e buona volontà. Che, bisogna dire, non mancano tra gli adepti…

Perché oltre che lavoro qui c’è anche diverti mento, quindi co me si fa a non i m molarsi per la causa con entusias mo?

 

In questo periodo, fra tante altre cose, la sottoscritta si sta u mil mente occupando della revisione del prossi mo libro che sarà pubblicato da vibrisselibri. E sta i mparando a editare.

 

La pri ma cosa che ho i mparato, comunque, è che trascorrere ore al co mputer è massacrante co me un turno in corsia. Mi ritrovo gli occhi fuori dalle orbite co me quelli delle rane, e in fia m me co me quelli dei draghi, e difatti co me un drago soffio fu mo e fuoco se qualcuno osa distoglier mi dal lavoro. Da “questo” lavoro, s’intende. Non farei lo stesso se quel qualcuno mi distogliesse dal lavoro in reparto…  

Anche la mia schiena grida vendetta, e non ho ancora capito se la causa del suo dolor sia la postura innaturale, dato che a moreggiando.. eh m … lavorando con il portatile assumo pose da ka masutra, oppure l’aver maneggiato vecchietti di ogni stazza e mobilità in reparto. Mah!

  

Non i mporta.

L’avventura è e mozionante e merita un po’ di sacrificio.

 

Faccio finta di essere un esploratore in A mazzonia. Non puoi mica pretendere le co modità e la pappa pronta, quando sei nella jungla. A colpi di machete ti fai strada e ti guadagni la pagnotta. E a colpi di machete, cioè di penne colorate, matite, appunti su appunti e litigate con word, mi allargo la via della conoscenza.

 

Editando s’i mpara.

  

Non sapevo co me si facesse a editare, cioè a ri modellare un testo, eli minandone i difetti per far risaltare tutta la sua bellezza. Forse devo chiederlo alle estetiste. Loro sì fanno sparire i mperfezioni, rughe, grasso, peli superflui, cellulite e quant’altro, e ti restituiscono, o al meno ci provano, allo splendore originario… se c’era, se no pazienza, accontentati di quel che sei.

  

Io non sapevo, dunque, co me si facesse a editare. Lo sto i mparando. Anche se mi se mbra sia molto si mile a quello che facevo a scuola, quando i co mpagni mi chiedevano la correzione dei loro co mpiti in classe pri ma della consegna. E poiché lo chiedevano in tanti, io ero se mpre l’ulti ma a consegnare. E non facevo in te mpo a rivedere il mio te ma.

 

Allora, se pure io non so editare, resta il fatto che co me lettore (e questo fin da pri ma dei te mpi della scuola), mentre co mpio questo splendido atto del leggere, a volte m ’incia mpo in cose che mi disturbano… Sai quando avverti una nota stonata, un passo falso, un sassolino su una strada tutta liscia? Sai quando pensi che quel disturbo andrebbe eli minato? Sai quando senti il bisogno di raddrizzare un quadro storto?

Natural mente secondo un’opinione, la mia, assai modesta e di poca esperienza. Dicia mo più istintiva che altro. Un istinto nato e cresciuto sul ca mpo di lettura. Che però necessita, co me tutte le altre cose, di essere affinato e perfezionato.

Per questo sono qui, ora, alle prese non con un te ma, ma con un libro vero.

 

Così in questi giorni scruto, seziono, indago dentro l’ani ma del futuro libro. Vorrei che fosse perfetto.

Certo, c’è già il redattore ufficiale, il decone in persona, colui che posseduto dal sacro fuoco, non ha bisogno di consigli per produrre il capolavoro, avendone prodotti di suoi a bizzeffe…

Io posso solo accodar m i alla sua scia lu minosa di saggezza e i mparare u mil mente.

 

E poi c’è l’autore. Che va rispettato, ascoltato, incoraggiato. Possibil mente non de molito.

 

Anche questo sarà da i mparare.

Perché gli autori, sto apprendendo anche questo, sono creature, oltre che geniali (e personal mente li invidio molto) anche delicate, u morali, che attraversano lo spettro intero dei senti menti nei confronti dei consigli che si possono dare loro, passando da uno stato di profonda riconoscenza ad uno di estre ma suscettibilità. Co me dire, a volte sono felici di poter migliorare il proprio piccolo capolavoro, e altre te mono di vederlo rovinato.

 

Co me li capisco! Io contestavo anche la professoressa di lettere a scuola, sulle correzioni che apportava ai miei te mi. Ma co me facevo a spiegarle che, oltretutto, avevo dovuto correggere, e in qualche caso inventarne di nuovi, i te mi degli altri e per il mio non avevo avuto te mpo? Non potevo farlo, non ero una spia, così battagliavo sul nulla. Perché ovvia mente lei aveva tutte le ragioni.

 

Editare è una faccenda  delicata e co mplessa, chissà se mai i mparerò…

Certo, l’esperienza me la devo fare un po’ alla volta. Co me per  tutti i mestieri, bisogna metterci un po’ del proprio, un po’ dei consigli e dell’esperienza altrui, un po’ di creatività, tanto impegno….

 

C’è davvero molto lavoro di rifinitura nelle pagine del libro che vedia mo risplendere nella vetrina di un libreria. Lavoro per lo più occulto, sconosciuto alla massa di lettori. Era sconosciuto anche a me, finora.

Uno pensa che lo scrittore consegni il suo lavoro all’editore e questi lo pubblichi così co m ’è. Eh no! Non è così. Occorre al meno un altro paio di occhi che, lucida mente e con distacco, resti con un piede dentro e uno fuori dalla storia narrata, si accorga delle incongruenze, dei piccoli errori, ma anche se un capitolo, o un paragrafo, o una frase, sono stonati, poco convincenti, inutili, messi al posto sbagliato. Inso m ma, un piede fuori dalla storia per mantenere la criticità, e uno dentro per “sentirla” in modo intenso e renderla migliore. A braccetto con l’autore, co me la sua o mbra discreta.

Davvero difficile. Di responsabilità. E appassionante. Perché  il risultato finale sarà sotto gli occhi di tutti. Mica poco, capperi!, anche se non ci pensa mai nessuno.

  

Onori e merito e luci di riflettori andranno, giusta mente all’autore. Meritevole di aver concepito, meditato per mesi o anni e infine scritto una storia che ci farà sognare, indignare, co m muovere ecc. Tanto di cappello, non è facile. La mia invidia per queste creature geniali è inco m mensurabile, sfacciata, onesta e duratura.

 

Ma da ora in poi, grazie a vibrisselibri, potrò im maginare, valutare e apprezzare anche il lavoro sotterraneo di quei professionisti della rifinitura che si chia mano editor.

Non si finisce mai d’imparare, nel magico mondo delle parole.

  

 

di Ramona 12:13:00 5 Commenti