CON VIBRISSELIBRI EDITANDO S'IMPARA
Il lavoro in vibrisselibri è intenso, alacre, appassionato. Ognuno ha i suoi co
mpiti e li svolge al
meglio. C’è chi è del
mestiere e chi il
mestiere lo sta i
mparando Un lavoro, anche se virtuale e non retribuito, è se
mpre un lavoro, e va co
munque svolto con impegno e buona volontà. Che, bisogna dire, non
mancano tra gli adepti…
Perché oltre che lavoro qui c’è anche diverti
mento, quindi co
me si fa a non i
m
molarsi per la causa con entusias
mo?
In questo periodo, fra tante altre cose, la sottoscritta si sta u
mil
mente occupando della revisione del prossi
mo libro che sarà pubblicato da vibrisselibri. E sta i
mparando a editare.
La pri
ma cosa che ho i
mparato, comunque, è che trascorrere ore al co
mputer è
massacrante co
me un turno in corsia. Mi ritrovo gli occhi fuori dalle orbite co
me quelli delle rane, e in fia
m
me co
me quelli dei draghi, e difatti co
me un drago soffio fu
mo e fuoco se qualcuno osa distoglier
mi dal lavoro. Da “questo” lavoro, s’intende. Non farei lo stesso se quel qualcuno
mi distogliesse dal lavoro in reparto…
Anche la
mia schiena grida vendetta, e non ho ancora capito se la causa del suo dolor sia la postura innaturale, dato che a
moreggiando.. eh
m … lavorando con il portatile assumo pose da ka
masutra, oppure l’aver
maneggiato vecchietti di ogni stazza e
mobilità in reparto. Mah!
Non i
mporta.
L’avventura è e
mozionante e
merita un po’ di sacrificio.
Faccio finta di essere un esploratore in A
mazzonia. Non puoi
mica pretendere le co
modità e la pappa pronta, quando sei nella jungla. A colpi di
machete ti fai strada e ti guadagni la pagnotta. E a colpi di
machete, cioè di penne colorate,
matite, appunti su appunti e litigate con word,
mi allargo la via della conoscenza.
Editando s’i
mpara.
Non sapevo co
me si facesse a editare, cioè a ri
modellare un testo, eli
minandone i difetti per far risaltare tutta la sua bellezza. Forse devo chiederlo alle estetiste. Loro sì fanno sparire i
mperfezioni, rughe, grasso, peli superflui, cellulite e quant’altro, e ti restituiscono, o al
meno ci provano, allo splendore originario… se c’era, se no pazienza, accontentati di quel che sei.
Io non sapevo, dunque, co
me si facesse a editare. Lo sto i
mparando. Anche se
mi se
mbra sia
molto si
mile a quello che facevo a scuola, quando i co
mpagni
mi chiedevano la correzione dei loro co
mpiti in classe pri
ma della consegna. E poiché lo chiedevano in tanti, io ero se
mpre l’ulti
ma a consegnare. E non facevo in te
mpo a rivedere il
mio te
ma.
Allora, se pure io non so editare, resta il fatto che co
me lettore (e questo fin da pri
ma dei te
mpi della scuola),
mentre co
mpio questo splendido atto del leggere, a volte
m ’incia
mpo in cose che
mi disturbano… Sai quando avverti una nota stonata, un passo falso, un sassolino su una strada tutta liscia? Sai quando pensi che quel disturbo andrebbe eli
minato? Sai quando senti il bisogno di raddrizzare un quadro storto?
Natural
mente secondo un’opinione, la
mia, assai
modesta e di poca esperienza. Dicia
mo più istintiva che altro. Un istinto nato e cresciuto sul ca
mpo di lettura. Che però necessita, co
me tutte le altre cose, di essere affinato e perfezionato.
Per questo sono qui, ora, alle prese non con un te
ma,
ma con un libro vero.
Così in questi giorni scruto, seziono, indago dentro l’ani
ma del futuro libro. Vorrei che fosse perfetto.
Certo, c’è già il redattore ufficiale, il decone in persona, colui che posseduto dal sacro fuoco, non ha bisogno di consigli per produrre il capolavoro, avendone prodotti di suoi a bizzeffe…
Io posso solo accodar
m i alla sua scia lu
minosa di saggezza e i
mparare u
mil
mente.
E poi c’è l’autore. Che va rispettato, ascoltato, incoraggiato. Possibil
mente non de
molito.
Anche questo sarà da i
mparare.
Perché gli autori, sto apprendendo anche questo, sono creature, oltre che geniali (e personal
mente li invidio
molto) anche delicate, u
morali, che attraversano lo spettro intero dei senti
menti nei confronti dei consigli che si possono dare loro, passando da uno stato di profonda riconoscenza ad uno di estre
ma suscettibilità. Co
me dire, a volte sono felici di poter
migliorare il proprio piccolo capolavoro, e altre te
mono di vederlo rovinato.
Co
me li capisco! Io contestavo anche la professoressa di lettere a scuola, sulle correzioni che apportava ai
miei te
mi. Ma co
me facevo a spiegarle che, oltretutto, avevo dovuto correggere, e in qualche caso inventarne di nuovi, i te
mi degli altri e per il
mio non avevo avuto te
mpo? Non potevo farlo, non ero una spia, così battagliavo sul nulla. Perché ovvia
mente lei aveva tutte le ragioni.
Editare è una faccenda delicata e co
mplessa, chissà se
mai i
mparerò…
Certo, l’esperienza
me la devo fare un po’ alla volta. Co
me per tutti i
mestieri, bisogna
metterci un po’ del proprio, un po’ dei consigli e dell’esperienza altrui, un po’ di creatività, tanto impegno….
C’è davvero
molto lavoro di rifinitura nelle pagine del libro che vedia
mo risplendere nella vetrina di un libreria. Lavoro per lo più occulto, sconosciuto alla
massa di lettori. Era sconosciuto anche a
me, finora.
Uno pensa che lo scrittore consegni il suo lavoro all’editore e questi lo pubblichi così co
m ’è. Eh no! Non è così. Occorre al
meno un altro paio di occhi che, lucida
mente e con distacco, resti con un piede dentro e uno fuori dalla storia narrata, si accorga delle incongruenze, dei piccoli errori,
ma anche se un capitolo, o un paragrafo, o una frase, sono stonati, poco convincenti, inutili,
messi al posto sbagliato. Inso
m
ma, un piede fuori dalla storia per
mantenere la criticità, e uno dentro per “sentirla” in
modo intenso e renderla
migliore. A braccetto con l’autore, co
me la sua o
mbra discreta.
Davvero difficile. Di responsabilità. E appassionante. Perché il risultato finale sarà sotto gli occhi di tutti. Mica poco, capperi!, anche se non ci pensa mai nessuno.
Onori e
merito e luci di riflettori andranno, giusta
mente all’autore. Meritevole di aver concepito,
meditato per
mesi o anni e infine scritto una storia che ci farà sognare, indignare, co
m
muovere ecc. Tanto di cappello, non è facile. La
mia invidia per queste creature geniali è inco
m
mensurabile, sfacciata, onesta e duratura.
Ma da ora in poi, grazie a vibrisselibri, potrò im
maginare, valutare e apprezzare anche il lavoro sotterraneo di quei professionisti della rifinitura che si chia
mano editor.
Non si finisce
mai d’imparare, nel
magico
mondo delle parole.