31/12/2006

BUON ANNO COL BONOBO

Il bonobo è un animale dolcissimo. L’animale che vorremmo essere. O che dovremmo essere.

Il bonobo è una scimmia che non conosce l’aggressività.  Meglio, che riesce a dominarla, in un modo molto semplice. Facendo l’amore. Il bonobo è l’unica specie al mondo che mette in pratica il vecchio slogan degli hippies degli anni ’70: fate l’amore, non la guerra. 

 

Tra bonobi non ci sono lotte per il predominio, per la conquista della femmina, i piccoli sono rispettati anche se non sono propri. Se a qualche bonobo proprio gli girano i 5 minuti di nervi, perché certo che può succedere, una femmina, o, non è detto, anche un altro maschio, si avvicina e propone qualche avance di tipo sessuale. Ed è subito pace.

I bonobi non hanno tabù, condividono l’amore fra tutti, anche omosessuale. L’unico veto riguarda la madre con il proprio figlio. E, scusate se è poco, non esiste la pedofilia. 

 

Abbiamo molto da imparare dai bonobi, cui somigliamo geneticamente molto più di quello che vorremmo ammettere. Certo, una simile promiscuità forse sarebbe eccessiva per la maggior parte di noi umani. Vuoi per convinzioni personali, voi per motivazioni religiose, vuoi per monogamia congenita… Ma è indubbio che sia una possibilità contemplata segretamente anche dai più integerrimi sostenitori della fedeltà al partner.

 

Il comportamento di questi animali fa pensare, al di là delle facili battute.

Se facessimo come loro, non avremmo tempo né voglia di sprecare energie a fare guerre e ad ammazzarci fra di noi. Le forze ci servirebbero tutte per amare.  

Non avremmo voglia di condannare a morte un nostro simile, quando potrebbe essere un potenziale amante.

Non lasceremmo morire di fame nessuno, per lo stesso motivo… hai visto mai, il piacere che potrebbe regalarci?

E i bambini? Anche se non abbiamo la sicurezza che siano il sangue del nostro sangue, sono comunque la certezza della continuità del nostro significato, del perché siamo al mondo. Meritano rispetto e cure. 

 

D’accordo, tra noi umani, per convenzioni sociali e morali, e perché siamo umani (cosa che non sempre è un merito, ma fa pur sempre la differenza) non è auspicabile un’orgia collettiva… Ma perché non prendere esempio almeno simbolicamente da questi nostri cugini?

Perché non considerare di compiere un gesto affettuoso al posto di quello aggressivo?

Perché non pensare al noi, invece che all’io?

Perché non regalare un sorriso invece che un insulto?

E perché quando ci prudono le mani e dichiariamo guerra a questo o a quell’altro non proviamo invece a stringere una mano o a fare una carezza?

 

Non so, io sono un’inguaribile romantica.

Sono incapace di credere alla cattiveria fino a che non la vedo o non la tocco, e ancora stento a convincermi che sia possibile la sua sola esistenza…

Considero la vita sacra e inviolabile, la sopraffazione un atto disumano e insensato, la violenza non qualificabile, neppure ai fini della selezione. I bonobi si riproducono con difficoltà, nonostante il tanto amore,  e si prendono cura dei piccoli a lungo, per questo non c’è pericolo di sovraffollamento. Il territorio è di tutti, e non occorre cacciare nessuno dai propri confini. Né esistono conflitti di “pulizia”. 

 

Ora che inizia un nuovo anno mi scopro a immaginare questa nostra umanità permeata della stessa scimmiesca umanità dei bonobi. Fare l’amore invece che la guerra, farsi le coccole invece che aggredirsi. Tendersi un mano quando c’è bisogno di aiuto, perché l’unione fa la forza del gruppo.

E va bene, diciamo che la mia immaginazione sembra concepire uno scenario da fantascienza… Forse non sarà mai possibile che accada di trasformarci in bonobo. Però secondo me è auspicabile. Per lo meno nel concetto di fondo. Tutto questo amore non potrebbe che portare altro amore e dunque sopravvivenza. 

 

Io lo voglio, un mondo così.

Voglio che dal 2007 si cominci a considerare la vita da un altro punto di vista. Quello dei bonobi.

Sono stanca delle notizie dei tg, di immagini così cruente e così frequenti che non indignano più, mentre dovrebbero farci morire di vergogna.

Sono stanca di vedere violenza ovunque, di assistere impotente all’autodistruzione di popoli interi.

I fuochi d’artificio alla mezzanotte di oggi li farei bruciando le armi di ogni specie.

Non voglio più pensare che un bambino possa assistere in tv all’impiccagione di un uomo e considerarlo normale.

Non voglio che una parte del mondo muoia di opulenza e l’altra di stenti, perché le risorse ci sono, o ci sarebbero, per tutti.

Voglio che il fare l’amore o compiere un gesto d’amore diventi l’imperativo di questa umanità morente, di questa umanità che ha scelto il suicidio. 

 

Sono un’illusa? Un’hippy mancata? O un bonobo mal riuscito?

Non lo so.

Ma questi animali sono così teneri, che definirli animali, dopo il confronto con noi e la nostra cosiddetta intelligenza, è ridicolo.  

 

E per tornare al nuovo anno che sta arrivando, ancora intonso e tutto da scrivere, da plasmare, da godere, vorrei che cominciasse davvero col botto: la nostra buona volontà di diventare bonobi, per lo meno nelle intenzioni. A cominciare da questa sera, a mezzanotte. Ragazzi, e facciamolo questo amore!, anziché la solita, noiosissima guerra.  E che il primo giorno dell’anno cominci con un lungo e intenso gemito di stupefatto piacere, anziché con l’ennesimo grido di dolore. 

 

Auguri a tutti.

 

di Ramona 17:15:00 2 Commenti