23/12/2006

GLI STRAORDINARI DI BABBO NATALE

“Ogni anno è sempre più faticoso”, pensava il vecchietto.

Già, andare in giro per il mondo a distribuire regali, non era cosa da niente… e tutto in una notte, poi.

“A questa età non è mica uno scherzo, sapete?” , bofonchiava il nonnino non si sa bene a chi. E qualche ragione di lamentarsi l'aveva.

Negli ultimi tempi si ritrovava costretto a presenziare un po’ ovunque, in pose strane e talvolta compromettenti. Oltre che faticose.

Ormai babbonatale era diventato uno status symbol, bisognava averlo, possederlo a tutti i costi. Per acquisire prestigio, probabilmente, dato che era la moda del momento. La quale non si curava di un povero vecchio , seppure un tantino magico, e gli faceva fare gli straordinari.

 

E così capitava di ritrovarlo appeso a una finestra, con una gamba sul davanzale e l’altra a penzoloni. Sembrava un ladro che stesse scavalcando una finestra per penetrare in casa e svaligiarla.

Un ladro travestito da babbonatale?!!

Be’, il look più indicato a rubare la tredicesima, no? Faceva pendant con l’atmosfera del momento, ecco.

Non si possono contare le volte che arrivavano le volanti della polizia, o le pattuglie dei carabinieri, chiamate da qualcuno che, vedendo un’ombra appesa alla finestra di fronte, si faceva prendere dal sacro fuoco del dovere. Oh, sapeste, i vicini di casa sono a volte una specie umana assai fantasiosa, capaci di non farsi i fatti propri quando occorre, ma altrettanto abili a non vedere, non sentire, non parlare quando invece dovrebbero. E difatti il pettegolo di turno era sicuro che il malandrino che stava per entrare dalla finestra del dirimpettaio altro non fosse che un extracomunitario. Alla faccia delle proprie credenze religiose, costoro (“‘sti marocchini”, insolentiva il vicino)  imparano alla svelta quali sono le nostre pecche consumistiche e in quali periodi si sviluppino. Poi si travestono da babbonatale e ne approfittano per derubare gli ignari festaioli.

Questa almeno era la assai discutibile teoria vicinale.

 

Mah!

Naturalmente è facile immaginare la faccia di poliziotti e carabinieri arrivati di gran carriera con le pistole in pugno per arrestare il ladro, quando si accorgevano che il poveraccio non era che un semplice babbonatale, costretto dalla festività a starsene lì come minimo una quindicina di giorni, al freddo e al gelo, senza poter muoversi, nemmeno per scaldarsi. Ma anche, di certo, senza alcuna intenzione malavitosa.

  

Alle volte accadeva il contrario.

Ben sapendo che tutti ambivano al babbonatale penzoloni da finestre e balconi, poteva accadere che nessuno facesse caso al tizio che sporgeva da una veranda e che sembrava finto, era vestito di rosso, ma a guardare bene si muoveva eccome, e, invece di svuotare il sacco dei doni, lo riempiva con le proprietà altrui.

Pochi minuti d’immobilità et voilà…

Simili ai mimi di strada travestiti da personaggi storici, che sembrano statue nelle piazze, ma se gli passi vicino ti fanno un occhietto e cambiano posizione, facendoti fare un sobbalzo, anche questi toponi d’appartamento erano disponibili a restare immobili come pupazzi perfino qualche ora.  

Da un po' di tempo le ruberie nel periodo natalizio si moltiplicano.  Le forze dell’ordine sono un po’ disorientate e quando accorrono non sanno, ogni volta, se metteranno le manette a un pupazzo vestito da babbonatale o a un babbonatale vestito da pupazzo, o a un ladro autentico vestito da babbonatale-pupazzo.

 

Altre volte, povero babbonatale, lo si poteva intravedere ritto su una scala di corda, oppure con una corda semplice tra le mani, tesa in verticale, intento a scalare una parete come un ragno. Avete presente Spiderman? L’arzillo vecchietto era costretto a imitarlo. Tanto che una volta l’uomo ragno in persona, calato nella sua tutina rossa e blu, si presentò con l’intento di diffidarlo. Solo lui, diceva un tantino arrabbiato, era dotato di ragnatela doc, di cui aveva il copyright, e che non si sognasse, l’imitatore, di registrare a proprio nome i diritti dell’arrampicata libera su parete liscia…

 

Insomma, qualcuno ci cascava sempre. Non veniva in mente a nessuno che una scala di corda messa sul muro di una casa, spesso un muro cieco, non poteva condurre da alcuna parte.

  

E quando il poverino veniva disposto in parete con un braccio steso e una gamba piegata, nell’atto di arrampicarsi sulla pura fantasia?... Sembrava uno Scoiattolo di Cortina, quelli che scalano le vette e i campanili, bravissimi, talentuosi arrampicatori. Un paio di volte era giunta anche una telecamera a filmare l’avvenimento. Gli operatori però desistevano dopo qualche minuto, rendendosi conto dell’immobilità innaturale del soggetto. Tanto che la troupe era addirittura incerta se chiamare o meno il 118… Quella posizione, quella fissità, potevano essere indicative di un malore o peggio, ma allora solo con l’elicottero si sarebbe  potuto scrodare il presunto scoiattolone.                                                                    

 

Povero babbonatale. Ormai lo si ritrovava ovunque, non c’era casa, giardino o finestra che non lo reclamasse.

 

Lo si poteva individuare anche abbarbicato ad un camino. Un classico, certo. Un babbo natale che non passi dal camino, che babbo natale è?! Larghi, stretti, decisamente poco puliti, i camini babbonatale li conosceva tutti. Ahimè, le sue amate renne non gli lasciavano mai alcuno scampo: per quanto cercasse di convincerle a scendere nei giardini, loro parcheggiavano sempre la slitta sui tetti. Così non gli restava che calarsi ogni volta dal camino. E va bene. In fondo era il suo mestiere. Ma allora perché era costretto anche a restare, solo per far piacere a qualcuno, abbracciato allo stesso camino per tutto il tempo delle sante festività? Nessuno si rendeva conto di quanto scottasse: d’inverno il fuoco viaggiava allegro tutto il giorno, perbacco! Per non parlare del fumo, assai fastidioso da ingoiare, accidenti.

“Qui”, sbuffava rassegnato il babbonatale,  “mi si vuole affumicare come le aringhe del mio mare del nord.”.

 

E non finiva qua. Gli  straordinari di babbonatale prevedevano anche che rimanesse appeso giorni e giorni su un’altalena, o di guardia a negozi e distributori, che cantasse jingle bells e suonasse una campanella ogni volta che qualcuno gli passava davanti. Tutto ciò, e altro ancora, da un angolo all’altro del pianeta, che è tondo, sì, ma a lui ormai sembrava quadrato, per quanto lo percorreva in lungo e in largo… E in tutte le stagioni, tanto che doveva spesso cambiarsi, spogliarsi e rivestirsi…

In Australia, si sa, quel vestito di lana fiammante sotto la barba, nel caldo inverno degli antipodi  è assai pesante. Era necessario ricordarsi di infilare il mutandone da bagno sotto le braghe rosse, e le renne  dovevano lasciare la slitta per metter mano (zampa) al surf.

 

Era già una faticaccia così. Perché sobbarcarsi anche questo ruolo di bella statuina in pose impossibili, solo per accontentare il capriccio di una moda?

“Non basta che vi porti i regali, ragazzi?  Mi volete proprio morto?!”

Il povero vecchio era ormai allo stremo, con le lacrime agli occhi.

 

Ma finalmente qualcuno pensò a lui e a tutte le sue fatiche e fu deciso di fare anche a babbonatale un regalo per natale. Nel suo ormai stanco girovagare un bel giorno egli trovò una comodissima panchina, con un bel fiocco rosso e il suo nome scritto a lettere d’oro. Era proprio per lui!!

 

“Ahhh, finalmente…” sospirò stravaccandosi. “ Che bellissimo pensiero… sono commosso. Per fare onore a questo regalo meraviglioso, credo proprio che di qua, per un pezzo, non mi schioderà nessuno. Il natale è vicino, ma io ho fatto molto più del mio dovere… i regali sono tutti distribuiti, faccio la guardia a case e negozi e quant’altro un po’ ovunque… Per favore, lasciate che ora riposi le mie stanche ossa, che non so cosa mi aspetta il prossimo anno.

Come? Gli auguri? Ma sì, quelli ve  li posso fare da qui… Oh-oohh!! Buon natale a tutti!!”

 

 

 

 

di Ramona 15:34:00 1 Commento