03/12/2006

LO STRANO ALGORITMO

 

Ecco. Ho ancora un diploma da appendere da qualche parte. Cioè, non è un vero e proprio diploma, sembra più un attestato. Non ho ben capito cosa attesti, ma non ho resistito. E l’ho richiesto. Poi, non sapendo dove attaccarlo, l’ho sistemato con poco, pochissimo collante, nello spazio qui sotto…

Per ottenerlo non c’è stato bisogno di fare una richiesta scritta, o di pagare un bollo. Non c’è stato nemmeno bisogno di studiare o di superare un esame. Tutto gratis, almeno pare. Tutto facile, e questo è certo. È bastato un clik su un certificato preesistente (in questo caso mi sono permessa di importunare Alfiere blu…) ed è comparso il nick ancestrale della sottoscritta.

Nessuno mi chieda che cos’è. Non ne ho la più pallida idea. Nemmeno un’idea colorata, o abbronzata, ne ho. Zero.

Però mi è piaciuto questo concetto “ancestrale”, come se la cosa fosse scritta nel tempo, se le radici fossero piantate ben al di là di secoli ed epoche. E quindi fossero scritte nel mio genoma, nel dna di antenati scimmieschi che non immaginavano nemmeno il concetto di futuro, se non come immediata sopravvivenza. Figuriamoci se potevano pensare a qualcosa di impossibile come un blog.

Perciò qualsiasi cosa voglia dire (e chissà, magari i pronipoti che ora tocca a me non immaginare, lo scopriranno loro) non ho voluto indagare a fondo. Ma il mio nick ancestrale sì, che l’ho voluto scoprire..

 

Grazie a questo fantomatico prof. Pinetti, e vattelapesca sapere chi è, in che cosa è professore, voilà: il mio nick ancestrale è: ombra muta.

 

Fantastico!!

E’ bastato un misterioso algoritmo, applicato al nome di questo blog e la scoperta del secolo è fatta.

 

Chissà se la formula segreta può essere candidata ad un nobel. Uno qualsiasi. Matematica, per esempio. O fisica. O, lo inventiamo adesso, Paleontologia comparata. Ricerca semantica. Storia della preistoria dei nomi… Cose così.

 

Quello che è certo è che ombra muta si accorda  perfettamente con in punta di piedi

Vale a dire che io sarei un’ombra, silenziosa in tutti i sensi, che non si sente quando parla (ma di solito parla un’ombra? No, se è muta!) e nemmeno quando cammina, perché le punte dei piedi non fanno rumore.

 

Mi sento un fantasma.

 

Però è divertente. E scusate se il sorriso diventa una risata e anche sonora. Ma questa ombra che cammina in punta di piedi, scivolando furtiva senza muovere una foglia, senza distogliere una mosca dai suoi pensieri, deve contraddire l’esimio prof. Pinetti. Questa ombra forse cammina in punta di piedi, ma  muta proprio non lo è! Basterà questa squillante risata divertita, rilasciata a piena gola come la fanfara dei carabinieri, a dimostrarlo?

 

Grazie professore.

E grazie, alfiere blu, per avermi presentato l’esimio luminare.

 

 

 

di Ramona 20:45:00 2 Commenti