08/09/2006

UNO "COSI'"

Abbronzato, è abbronzato. Ha il colore del Marocco. In testa tanto bianco, tutto bianco, un’aureola di fili spessi e folti, che dovrebbero denunciare il raggiunto traguardo dell’età della saggezza. La mezza età, insomma, quella che divide pesantemente il passato certo da un futuro sicuramente incerto. Incerto per durata, salute, destino. Esistenza.

Bello? E’ bello. Della bellezza di quell’età. L’aspetto è vissuto al punto giusto, niente di dolce o effeminato, nemmeno fine ed elegante, ma molto maschio, molto concreto... E per quanto faccia immaginare chissà che battaglie, al tempo stesso si dimostra indifferente a quanto lo circonda, in un apparente superbo atto di distacco.

Lo aiuta l’accento. In un altro, così pesantemente … laziale, lo definiresti tipico da burino. Sì, insomma, da romanaccio de Roma capoccia e burina, appunto. Su di lui fa tanta tenerezza e simpatia. 

Simpatia?… Solo questo?…

E quegli occhi trasparenti dove li metti? Quegli occhi felini, così celesti e così verdi, che splendono da sotto l’abbronzatura. Accidenti, non è giusto: uomini come questo, con la pelle così dorata, così baciata dal sole, non dovrebbero avere occhi così chiari. Fa troppo contrasto capisci? Fa in modo che non puoi fare finta di non averlo visto. E i capelli bianchi sono un contraltare degno di tanto contrasto.

 

L’uomo dei contrasti.

Fa il medico, in un avamposto di montagna. Di quelli dove magari passano vip e vippesse. Ci scommetterei che queste ultime si ammalano spesso, a quelle quote. Sai, c’è il dottore così gentile, così carino. Devi ammalarti per forza. Poi guarisci solo a guardarlo.

Ha girato il mondo.

Una sorta d’irrequieta indifferenza lo fa transitare dall’Australia all’America in cerca di stimoli.  Bè, sì, uno così si annoia facilmente. E di nuovo mi chiedo: che ci fa, uno “così”, sui monti a lavorare? Dove perfino nella stessa Cortina, perla di bellezza, ma conca assai ristretta fra le montagne,  rischi di vedere sempre le stesse facce e di prenderle a noia?

Mah!

Il sole lo ha preso al mare. Era in vacanza. Poi, cosa vuoi, un disturbetto strano lo ha riportato nel nostro mondo terra terra… Si sa, è un dottore, conosce i rischi, meglio essere prudente. Specie se è un dottore che ama vivere e divertirsi e quindi alla pelle (abbronzata) ci tiene in modo doppio...

Ma sì, facciamo qualche esame. In fondo si tratta di un giorno e una notte. Può essere un’esperienza nuova e perfino interessante.

Oddio, un tantino di paura glielo leggi negli occhi di cielo. Giusto un pizzico. Una ruga un po’ più profonda che prima non c’era sulla fronte scurita dal sole.

Cosa pensa, uno “così”, in questo momento?

Pensa che sia ora di darsi una calmata, che i 50 anni ormai sono già alle spalle, che una volta si moriva a quest’età? Fa due conti, scoprendo di avere vissuto, quasi certamente, più della metà di quanto gli spetti, salvo patti col diavolo? E magari pensa proprio di patteggiare con Belzebù, guardandosi il bel viso nello specchio, come l’amico Dorian Gray? Oppure fa fioretti, cambiando indirizzo alle paure, promettendo d’ora in avanti una  vita regolare e morigerata?

Donne accanto a lui non se ne vedono.

In certi momenti se ne sente un po’ la mancanza, vero? In certi momenti si ha qualche rimpianto. Dopo tutto, le donne, non servono solo a fare compagnia e a riscaldare le notti. Dopo tutto, qualcuna può anche prendersi cura di te. Perché stai, come si dice, invecchiando. Che brutta parola. Eppure…di fronte alla possibilità di una malattia, e basta solo una possibilità,  si ritorna a chiamare le cose con il loro nome. Ma non è che la cosa sia così piacevole.

 

Ecco, l’esame è andato a buon fine. Il bel dottore è sano come un pesce. L’abbronzatura si ricolora, fino a un minuto fa sembrava sbiadita. Risplendono gli occhi, ora fosforescenti e ironici, dell’ironia sorniona che la specificità di Roma e dintorni esige. Una specie di affascinante marchio di fabbrica.

Si riveste, se ne va. Indossa una camicia rosa, ragazze!! Rosa e sportivissima. Aperta sul petto, come no… pantaloni scuri, taglio classico.

 

Eh sì donne, che diamine! Vogliamo fare finta di niente quando un bell’esemplare di maschio ci passa vicino? Vogliamo essere sempre l’oggetto di un’azione e mai il soggetto?

Mariti, compagni e morosi, gli occhi per guardare li abbiamo anche noi. Abbiamo un cervellino per pensare e riconoscere le cose belle. E sappiamo parlare per dire quello che pensiamo. Senza malizia e senza secondi fini.  Senza alcuna volgarità, a differenza di certi uomini… Perché non ammettere ciò che ci piace?

Capperi! Uno “così”, diciamocelo, forse non te lo sposi. Forse è meglio sposare uno con la pancetta e la fronte… ehm… spaziosa. Però, uno “così” può benissimo albergare, momentaneamente, nei pensieri e rallegrarli un po’. Come se guardassimo un bel quadro, no? O una qualsiasi opera d’arte.

Più o meno.

 

Trentadue denti (e magari qualche ponte o chissà, qualche protesi) si distendono sereni, abbracciati da labbra che... bè, si capisce. I sorrisi si sprecano mentre lui incede da pantera verso l’uscita. Grazie a tutte, siete state magnifiche… ora torno al mare e poi, chissà…

Ebbene, la camicia rosa gli sta davvero a meraviglia, in contrasto con la pelle e gli occhi. Lui, intanto, raggiunge la porta, e regala sorrisi e ringraziamenti, perfino la mancia, come un principe benedicente.

Inonda l’aria che lo accarezza di un mix di simpatia , sensualità ferina, e attrazione. Irresistibile.

 

Non lo aspetta nessuno.

Noi, comuni mortali un po’ sognatrici, sì, abbiamo chi ci aspetta.

di Ramona 09:44:00 Commenta: