02/03/2006

ESSERE SU INTIMITA’, IN UN GIORNO COSI’

E anche questo giorno, a chiusura di un evento emozionante e importante, alla fine è arrivato. Oggi si conclude ufficialmente il premio Intimità 2005, con la pubblicazione, sul numero 9 della rivista, del servizio dedicato alla premiazione.

Lo sapevo, naturalmente.

Naturalmente aspettavo questo giorno con trepidazione. Io e le occhiaie di quel giorno volevamo sapere come eravamo venute in foto. Su migliaia di foto scattate quel giorno, un bravo fotografo avrà avuto di che scegliere, no? Così speriamo io e le occhiaie.

L’oroscopo di oggi mi segnala un regalo inatteso.

Di prima mattina l’unico regalo lo trovo nella casella di posta e mi fa cominciare male la giornata. Se i regali devono essere così, preferisco farne a meno, grazie. Solito groviglio emotivo. Solita storia. Solite ferite.

E poi c’è Tobia.

Il povero vecchio Tobia oggi deve andare dal dottore e deve subire un’anestesia che potrebbe essergli fatale. Chi può sapere come reagisce un vecchio gatto come lui, tenero ma fragile, a un evento del genere? Sono in ansia e con le lacrime agli occhi. E’ questo il secondo regalo, oggi? Andiamo bene.

Basta.

Esco, accompagno il micio dal dottore, lo accarezzo e prego. Un altro rompiscatole come lui non lo voglio. Io voglio lui. Resisti Toby, ripasso a prenderti dopo. Vivo o morto.

Passo a pagare una rata dell’ICI che non so come mi è sfuggita.

Dove ho la testa? E come mai non sono venuti a casa i finanzieri ad arrestarmi come evasore fiscale? Me li avrebbero concessi i domiciliari? Ecco, non sarebbe stato un male. Mi sarei presa un periodo di riposo dal lavoro, se non altro, che ormai tra un po’, in corsia, passerò dall’altra parte del letto, tanto sono a pezzi.

Buone notizie. Non pago mora. Questo può essere considerato un regalo, forse, ma non più di tanto, visto che la tassa l’ho pagata. Cattive notizie. Non mi arrestano. Devo continuare ad andare a lavorare.

E finora ho glissato, ma ora la curiosità la sento palpitare.

Dov’è l’edicola? Entro, e ancora mi fermo a dare un’occhiatina ai libri esposti. Si sa mai. Ma come faccio a essere così in grado di prolungare l’attesa? Non è da me. Su, dai, prendi in mano quella copia. Vedi che è il numero 9?

Non sono in copertina, e questa è già una bella cosa. Apro all’indice e … sì, il servizio c’è. Sfoglio le pagine e voilà, eccomi là.

Incredibile. La foto di noi quattro moschettieri, cioè i finalisti, è bella grande, ma le mie occhiaie non sono lì a fare da quinto incomodo. Siamo proprio noi, così come siamo. Capperi, che emozione! Leggo d’un fiato il servizio, c’è la mia intervista, insieme alle altre, e, miracolo, riporta tutte cose esatte! Bè, c’è anche una foto più piccola, ma quella non è un granchè, faccio finta di non vederla.

Cosa si prova a vedersi su una rivista a tiratura nazionale? Qui non si tratta del quotidiano locale. Qui le 5000 persone che mi hanno votato in tutta Italia possono incontrarmi di persona. Spero di non deluderle. Mando un bacio a tutte!!

Sì, è un’ulteriore emozione, che chiude una bella parentesi. E’ forse questo il regalo promesso dall’oroscopo, oggi? Ma non è inaspettato, però, tutt’altro. Sono due settimane che lo aspetto, questo giorno…

Compro due copie di INTIMITA’ (Due?, Mi chiede la titolare al momento di pagare…. Sì, due perché?… No, niente…. Vorrei spiegarti, bella mia, ma sono timida, e non è giornata, lascia perdere…), poi vado. Sono contenta, ma non riesco a esserlo del tutto. Non oggi. Devo telefonare al dottore di Tobia. Devo sapere come sta il mio micio rompiscatole e dirgli che la sua amica, quella che lo sgrida, che gli fa le coccole, quella che combatte con lui da una vita con i suoi capricci, oggi l’hanno messa sul giornale. Non c’è spazio per il resto.

di Ramona 12:39:21 3 Commenti

02/03/2006

BRUFOLI E NASI

Ho un brufolo sul naso.

E allora?

Niente. E’ che ho un brufolo sul naso.

Non dovrei nemmeno preoccuparmene, per ovvi motivi. Il naso infatti è situato in un luogo fatto apposta per non essere visto dal proprietario. Così vicino agli occhi e così invisibile. Perciò tutto quanto si verifichi nei suoi pressi e che non sia registrabile dagli altri organi di senso, avviene all’insaputa del resto della faccia e in ultima analisi all’insaputa del cervello. Perciò, cosa vuoi che me ne importi di avere un brufolo sul naso?

Invece importa.

Intanto non è del tutto vero che il naso sia invisibile. Un’ombra permane sempre, una presenza che vedi e non vedi ma c’è. Provate a fissare un punto davanti a voi e ditemi che non vi accorgete del vostro naso… Impossibile. Forma evanescente, contorni poco definiti, ma non potete negare che sia lì. Ora, se vi ritrovate un brufolo sul naso, state pur certi che voi LO VEDETE. E’ come se quell’equilibrio sfumato, quell’alone così aereo di carne che vi portate appresso in modo indistinto, venisse in un colpo solo sfigurato e reso visibilissimo. Ai vostri occhi, in primis, e poi anche agli occhi degli altri.

Di fatto gli altri già lo notano, il naso di una faccia. Lo notano se è bellino e delicato, lo notano se è per così dire importante, lo notano se è rosso come un pomodoro, se gli cola il moccio, se ha avuto incontri ravvicinati in precedenza, se è dritto, se è lungo, se è storto ecc. Ma se c’è un brufolo, lo notano ancora di più. Lo sottolineano con un evidenziatore.

E tu che sei portatore sano del brufolo, che lo hai scoperto solo perché al mondo esistono anche gli specchi, questo lo sai. Lo sai che tutti guardano il tuo naso per via del brufolo.

Si fa un bel dire, fingi noncuranza. Lui è là, ti compare davanti agli occhi, piccolo fin che vuoi, ma ingombrante e per nulla propenso a mimetizzarsi, nemmeno se provi lo sguardo vacuo del pesce lesso o quello strabico di Venere. Niente. Il naso ti riappare sempre e il brufolo con lui.

Oltretutto il naso è la parte di noi che si propone per prima. Data la sua caratteristica di sporgere, prima incontri un naso, poi il resto della faccia e della persona.

Se dai a un tizio un bacio innamorato, è molto facile che i due nasi si scontrino prima del resto. E d’altra parte gli esquimesi adorano baciarsi sfregandosi proprio tali appendici. Chissà se a loro capita di avere brufoli sul naso? Riusciranno a baciarsi, in tal caso?  Non è che con una così vigorosa pratica il brufolo si rompa e diffonda il suo disgustoso contenuto sull’altro? L’amore è cieco, vabbè,  ma per esempio se il signor Pinco vede la moglie, signora Pallina, afflitta da herpes simplex labialis, si guarda molto, ma  molto bene dallo scambiare con lei effusioni labiali, appunto. Immagino quindi che ci siano dei pinco-pallini anche al polo, i quali preferiranno andare a caccia di foche piuttosto che infettarsi il naso per amore.

Torniamo a noi.

Questa presenza è proprio una seccatura. Non posso passare inosservata. Già di suo il supporto è notevole, che bisogno c’è di puntarci sopra i riflettori?

Decido di farla finita e uccido il brufolo. I particolari non sono cose da blog, sono sottoposti a censura preventiva per tutelare i minorenni, che altrimenti si sentirebbero spinti all’emulazione. E si sa, i minorenni, con la foga dell’età, fanno le cose in grande. Loro non si accontentano di un unico brufolo, in genere si sposano con decine di brufoli. E se devono farli fuori tutti si rischia la strage e la deturpazione perenne.

Diciamo dunque che il brufolo è morto. Ma ha lasciato il segno. Questo è ancora più grave. Ora bisogna fare i conti con le conseguenze del drammatico gesto e col rimorso.

L’impronta del brufolo che fu è rossa. Riluce anche più del brufolo stesso, in una carnagione pallida d’inverno troppo lungo. Ecco che ne nascono il senso di colpa e le inevitabili quanto inutili domande. Ma dovevi proprio farlo? Poverino, non era meglio lasciargli vivere quei pochi giorni in santa pace? Cattiva, ora sarai perseguitata dal suo fantasma per un pezzo.

Difatti il malefico segno rosso non se ne va. E il mio naso è sotto gli occhi di tutti. Li vedo, gli sguardi, quando qualcuno mi parla, si concentrano tutti lì. Una calamita.

Posso provare a mettere un po’ più di rimmel alle ciglia: sventolare le medesime può fungere da depistaggio? No. Lo sguardo da cerbiatta nulla può contro il brufolo e il suo spettro.

E un po’ più di rossetto?… Bè, dipende. Se è rosso fa pendant. Magari lancio una moda. Donne, comprate solo rossetti che si accompagnino alle vostre colorate imperfezioni!…

E il fondo tinta? Fatica sprecata. Nulla, proprio nulla può nascondere il misfatto.

Avevo un brufolo sul naso.

Ora ho il ricordo di un brufolo sul naso.

Ammettendo che talvolta mi salti la mosca al naso, e che comunque non ho la puzza sotto il naso, ma devo averci sempre qualcosa, su ‘sto naso?

di Ramona 11:32:09 Commenta: