19/08/2005

TIMEOUT

Timeout. Tempo in sospensione. La vita chiede una sospensione. Una pausa forzata rinnovabile ogni anno, in questo periodo a cavallo del ferragosto.

E’ un lasso di tempo morto, inutilizzato. Nessuno c’è per nessuno, quasi tutte le attività del quotidiano sono paralizzate. Meno che la stretta sopravvivenza, ovvio.

L’industria chiude, compreso tutto ciò che ad essa è annessa e connessa. Dall’operaio, che santifica finalmente un anno di stress psico-fisico col meritato riposo; al venditore che, pur stanco di correre di qua e di là, quando guarda alle proprie finanze, non si sentirebbe dispiaciuto di ricominciare anche subito; all’industriale, che per lui è comunque sempre una vacanza, visto che se lo può permettere. Tutti in siesta.

La catena di vendite al dettaglio è stata comunque rifornita a sufficienza. O quasi.

Capita che il negozio di fiducia, se pure tiene aperto perché le ferie le farà in novembre, possa giusto trovarsi sprovvisto del prodotto che ti serviva, quello senza il quale non puoi continuare a vivere. Può trattarsi di un deodorante, o delle lamette da barba (con tante marche esistenti, proprio la mia deve esaurirsi? Le Gillette plus non vanno bene per il rasoio Mach3…). Oppure la crema anticellulite. Cosa questa assai grave, perché è in estate che ci si espone, è in estate che servono le creme: NON POSSO STARE SENZA, COME FACCIO A METTERMI IL BIKINI?!! Questione di vita o di morte, insomma.

Fortuna che pane e latte non mancano. Come a Maramao, che però pur con pan e vin che non mancava è passato ugualmente a miglior vita. Sarà stato d’agosto?…Ci scommetto.

Tempo di sospensione.

Di solito in questo periodo ti si ferma la macchina per un mistero glorioso, il pc si blocca come un somaro, qualche elettrodomestico cade in prognosi riservata. Non c’è un’anima che s’impietosisca e venga a vedere. E di solito, è la prassi, cerchi di rimediare da solo, ma ciò comporta un aggravio dei danni e una fregata di mani dei vari tecnici quando, al rientro delle ferie, si degneranno di porre loro il rimedio al rimediabile.

Anche il tuo medico di fiducia è in ferie. Meritate, poverino. Gli si è anchilosata la mano a forza di scrivere ricette. Tu non puoi ammalarti in agosto. Certo, c’è il sostituto, così pieno di buona volontà… Si fa per dire. Lui non sa niente di te, della tua storia clinica, e tu ti fai riguardo di annoiarlo. I tuoi malesseri aspetteranno settembre. Per allora, stufi di non essere presi sul serio saranno spariti, oppure, incazzati neri, saranno raddoppiati. E tu sarai un malato terminale al termine dell’estate.

L’alternativa è il pronto soccorso, naturalmente. Intasato dall’orda di turisti che decide di venire a star male in montagna. Tutti insieme appassionatamente.

Toni, portemo la nona in montagna: l’aria l’è bona, l’è fina, ghe farà ben poareta.”.

Ammirevole l’intenzione di non lasciare i poveri vecchi a soffrire il caldo della pianura, però che diamine, un po’ di attenzione! La nonna di Toni, 85 anni ben portati, ha seguito il nipote sul rifugio a 2500 metri, pensando bene di fratturarsi il femore rotolando su un sasso traditore. Il papà di Bepi di anni ne ha 90, non è malaccio in salute, grazie ad un sapiente cocktail di farmaci dall’equilibrio delicato. Ma in montagna, si sa, la vita è diversa, gli orari cambiano, i ritmi, chissà perché si velocizzano, ci si può dimenticare della pillolina che si prendeva d’abitudine alle 8.30 perché a quell’ora magari ci si sta già inerpicando sui sentieri. E poi, diciamocelo, prendere il diuretico prima della scarpinata (facile, per carità, adatta a nonni e bambini) non è proprio il massimo…Così ad un tratto manca l’aria, quell’aria pur fina, l’alta quota rarefatta d’ossigeno fa il resto, e il nonno si scompensa e non tira più il fiato. Moltiplicato tutto questo per la percentuale di vacanzieri annuali, ecco che la tua agognata ricerca di un  medico comprensivo e  attento ai tuoi bisogni si fa lunga.

Sospensione.

Non accade nulla in giro. Non si sente di rapine, di furti, di sequestri di droga. Anche le forze dell’ordine e i delinquenti sembrano in numero ridotto per ferie ferragostane. Si sospetta di connivenza, di accordi inter nos…

Le televisioni locali raccontano così solo di cronache di salvataggio in montagna. Le prodezze dell’elisoccorso non si contano. Si recupera di tutto: dallo scalatore o presunto tale inchiodato in parete che non riesce più a scendere né a salire (il termine tecnico è incrodato, ma io questi personaggi me li figuro paralizzati, inchiodati, appunto dalla paura), alla mucca precipitata in un baratro, viva o morta che sia, ai boy-scout dispersi nel bosco. Si contano i metri di corda calati dal verricello per il recupero e se ne dà notizia nei telegiornali. Non se ne può più! E anche la montagna si ribella. Le Dolomiti sono dive vecchie e stanche, cadono in pezzi, martoriate dall’usura del tempo e della gente.  Qualcuno di quei pezzi finisce in testa al malcapitato di turno, che termina così la sua vacanza in malo modo, protagonista per un giorno di una notizia di cronaca funebre, ultimo, per ora, a far lievitare il numero dei caduti in quota.

Timeout.

La politica è in vacanza, per fortuna. C’è ancora qualche pezzo grosso che dilaga con le proprie esternazioni alla tv, ma in genere, poiché lo si vede in maglietta e calzoncini, non lo si prende sul serio. Ma dai, un politico è autorevole (???) in giacca e cravatta, non a bordo di uno yacht o sulla spiaggia di Porto Cervo!

E i media? Radio e tv piangono i propri morti, riesumandoli dalle ceneri del passato. Repliche su repliche. Ma quest’anno qualcosa è cambiato: l’Ispettore Derrick lo mandano in onda al pomeriggio, invece che di sera. ARGH!!!

In questo clima di sospensione ti sembra di galleggiare in un mondo irreale. Intorno c’è silenzio. Non senti rumore di camion, che hanno il divieto di circolare, e comunque con le aziende chiuse dove vuoi che vadano? Il traffico in generale però sì, è aumentato, di passaggio, diretto verso le località turistiche. Spesso muoversi in macchina è un problema serio e invalidante: rischi l’infarto.

Ma mancano i rumori di fondo. Perfino quello dei bambini che giocano: sono tutti al mare. Gli uccellini casalinghi, quelli che da sempre abitano sotto il tuo tetto, tacciono. Di questi tempi non sai se perché sono in vacanza anch’essi, se per il caldo, come dovrebbe essere, o per il freddo, precoce, che ti segnala che l’estate comunque è agli sgoccioli.

Il postino non è il tuo solito, che, tanto per cambiare, è in ferie. Questo qui passa dritto, quando passa, non si ferma e non lascia nulla a casa tua. Nemmeno le pubblicità. Ti domandi se, visto che è nuovo, non si sia dimenticato di te, del tuo indirizzo, di portarti qualcosa. Invece non c’è nulla da portarti, perché nessuno ormai manda nemmeno una cartolina.

E il telefono non suona. Non ti chiamano neanche quei cari ragazzi dei call center, quelli che vorrebbero rifilarti di tutto, dall’olio al vino, dai mobili ai fiori, dal corso di computer alla favolosa promozione del digitale, ecc. ecc. Di solito li mandi a quel paese, irritata, ma ora ti mancano. Perché almeno quel benedetto telefono suonerebbe, sentiresti una voce qualunque, in questo straziante silenzio estivo.

Hai proprio voglia di parlare a qualcuno, ma gli amici sono via, di certo non pensano a te, spaparanzati in riva al mare o in vetta ai monti. Loro sì, probabilmente vivranno una parentesi allegra, viva, densa d’incontri, magari di avventure, o quanto meno di relax. Quei pochi che non sono partiti, invece, scopri con sgomento che sono, come te, vittime della sospensione temporale. Non sanno che fare, come te, non sanno come passare il tempo, sono incapaci di affrontare la realtà sospesa. E insieme siete incapaci di riunire le vostre forze per ripristinare una parvenza di vita, avversati come siete dalle condizioni socio-ambientali.

Non è colpa di nessuno.

E’ colpa del timeout.

Di questo clima appeso al nulla che si chiama agosto. Che se non fosse per il caldo, vero o presunto, darebbe la sensazione di un’ibernazione. Pensieri, amicizie, relazioni sociali, lavori, decisioni, tutto è globalmente ibernato. Verrà ripristinato dopo settembre.

A dio piacendo, manca ormai appena una decina di giorni.

di Ramona 17:31:06 4 Commenti